lunedì, 16 Dicembre, 2019

Conte e Tria distanti da Salvini e Di Maio

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Dopo due ore di colloquio con Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono dati il cinque. Sarebbe l’immagine dell’intesa del sodalizio tra i due vicepremier, che sul fronte dei conti pubblici impensierisce il presidente del Consiglio. Una tregua tra i due vicepremier in attesa di decisioni nette su come impostare il rapporto con l’Ue. Il dialogo tra i tre si è riavviato ma, su come evitare la procedura d’infrazione Ue, restano divergenze e tensioni. Infatti, con una nota Palazzo Chigi ha evidenziato: “Sarà necessario un incontro con i tecnici del Mef e il ministro Tria per mettere a punto una strategia da adottare nell’interlocuzione con l’Europa, volta ad evitare una procedura di infrazione per il nostro Paese, e per impostare una manovra economica condivisa”. Quindi, ci sarà un nuovo vertice per reimpostare l’agenda di Governo.

I tre sono tornati a parlarsi, per la prima volta dopo le europee e a due mesi dall’ultimo vertice politico quando se le sono cantate con toni pesanti ed espressioni certamente poco raffinate. Per Di Maio e Salvini il clima della riunione è stato ‘positivo’. Salvini, rientrando a casa, ha detto ai cronisti di non aver ‘mai avuto dubbi’ sulla prosecuzione del governo, sembrerebbero allontanarsi, per il momento, i rischi di rottura. La cena a Palazzo Chigi è servita soprattutto a riavviare un rapporto personale tra il premier ed i due vice assai incrinato nelle ultime ore. Salvini e Di Maio sono arrivati al tavolo assai irritati per gli ultimatum del presidente del Consiglio.

A notte fonda, fonti leghiste hanno assicurato che la riunione ha permesso di ricucire almeno sul piano personale. Sul rapporto con l’Ue, però, l’interlocuzione ai vertici di governo sembrerebbe appena iniziata. Secondo fonti ben informate, quando si arriva a discutere su come trattare con Bruxelles il dialogo si arresta e le posizioni restano invariate: il premier continua a perorare la necessità di fare tutto il possibile per salvare i risparmi degli italiani da una posizione che, anche a Palazzo Chigi, descrivono come sfavorevole negli equilibri europei. Salvini, però, ha continuato a dettare le sue regole ed ha detto subito no a qualsiasi ipotesi di manovra correttiva e aumento tasse. Di Maio, in questa situazione, ha ribadito: “Priorità è abbassare le tasse”. Ma non si è pronunciato sul no alla manovra correttiva.
Sulle nomine, secondo fonti ufficiali, non si sarebbe parlato. Ma nella maggioranza si da ormai per prossima la scelta di un ministro leghista per gli Affari Ue (in pole il nome di Alberto Bagnai), mentre resterebbe aperto il nodo del profilo da scegliere come commissario Ue, con Giancarlo Giorgetti che nelle ultime ore sembrerebbe meno convinto a lasciare Palazzo Chigi. Tra le fila dei partiti c’è chi rimanda un’eventuale crisi di governo tra fine giugno e inizio luglio quando alcuni nodi, a partire dalla decisione Ue e dalla Tav, verranno al pettine.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo oggi all’Assemblea biennale di Assonime, ha ribadito: “L’impegno del governo è quello di concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l’agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno. Il governo è impegnato, direi massimamente impegnato, ad evitare da qui ai prossimi mesi l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo. Come ho avuto modo di sottolineare in più occasioni, sono assolutamente fiducioso nella capacità di dialogo tanto del nostro governo quanto della Commissione europea: una procedura di infrazione sarebbe estremamente dannosa sia per le prospettive di crescita del nostro Paese che per l’intera Eurozona”.

In riferimento al dialogo con la Ue sui conti pubblici italiani, nel suo intervento ad Assonime, il ministro dell’Economia,Giovanni Tria, ha sottolineato: “Il perseguimento della stabilità è un obiettivo imprescindibile. Questo governo continuerà a lavorare per rafforzare questo dialogo con l’Unione europea. Il governo è pertanto determinato a perseguire gli obiettivi prestabiliti, adottando laddove necessario le iniziative adeguate per il loro raggiungimento. L’esecutivo, come già fatto lo scorso anno, continuerà a lavorare per rafforzare il dialogo costruttivo con la Commissione, che consenta di chiarire la nostra posizione e al tempo stesso di fornire rassicurazioni circa i programmi che intendiamo perseguire. Ciò anche alla luce delle stime più aggiornate, che lasciano ritenere che a consuntivo i saldi di finanza pubblica saranno sostanzialmente minori, pur a legislazione invariata, di quelli stimati in precedenza e risulteranno di conseguenza coerenti con quanto previsto dal braccio preventivo del Patto di Stabilità e Crescita. Al primo posto dobbiamo porre la ripresa dell’economia e quindi curare tutti i fattori che possono favorirla. Abbiamo una debolezza strutturale della crescita da molti anni e un gap con il resto dell’Europa la cui diminuzione è stata posta come primo obiettivo programmatico del governo. Ma oggi ci troviamo di fronte ad uno schock macroeconomico negativo, che non riguarda solo l’Italia ma l’economia mondiale ed europee sia pur in modo disomogeneo. Il Parlamento ha impegnato il Governo, con l’approvazione del Def, a riprendere il percorso di riduzione del debito e di avvicinamento al pareggio di bilancio pur in un quadro di non aumento e di progressiva riduzione della pressione fiscale. Si tratta di un’indicazione positiva perché la riduzione della pressione fiscale è favorevole alla crescita se perseguita salvaguardando la stabilità finanziaria. Il Governo è al lavoro per rispettare queste indicazioni. Questo spiegheremo alla Commissione”.

Da Fukuoka, al termine della due giorni di lavori del G20 finanziario, il ministro dellìEconomia ha ricordato: “Sulla procedura e sul deficit c’è un negoziato e un dialogo con la Commissione Ue e sono sicuro che troveremo una soluzione perché il governo italiano è solito rispettare le regole di bilancio dell’Ue. Dopo, proveremo a dimostrare che il nostro programma le rispetta. Dobbiamo discutere su come misurare alcuni indicatori e questa è la situazione. Sul deficit, invece, andremo sotto intorno al 2,2-2,1%. Le aspettative sono quelle scritte nel Def”.
In altri termini, il messaggio è che il quadro tracciato è in linea col percorso concordato con l’Ue e potrà essere rispettato senza alcuna manovra correttiva, usando i risparmi di reddito di cittadinanza e di quota 100, nonché tutti quelli generati da altre voci, come i dividendi. Sui minibot, suggeriti dalla Lega per saldare i debiti arretrati della pubblica amministrazione, la questione per il ministro è chiusa, malgrado i commenti al rilancio delle forze che sostengono l’esecutivo. Sui minibot, il ministro Tria ha detto: “Non credo che ci sia una discussione interessante perché abbiamo discusso di alcune opinioni, ma non è una questione principale che andremo a trattare a livello di governo”. Nei bilaterali e negli incontri avuti al G20 sono stati trattati vari temi: ad esempio, l’economia globale col segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin; di Ocse col suo segretario generale Angel Gurria; di un progetto specifico con Kristalina Georgieva, Ceo della Banca Mondiale. Per questo argomento, Tria ha spiegato: “Si tratta dell’apertura a Roma di un centro di ricerca che è finalizzato agli studi sulle migrazioni e l’Africa, e i temi collegati. Ne abbiamo discusso e sta andando avanti”.

Coi leader europei, di Germania, Francia, Spagna e Olanda, invece, c’è stato un giro di opinioni su diversi argomenti in discussione: l’Esm, il bilancio dell’eurozona e i preparativi in vista dell’Ecofin del Lussemburgo. E poi il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Pierre Moscovici. Un incontro definito costruttivo, parte di un percorso di confronto. Moscovici ha commentato: “Ho avvertito veramente che il ministro Tria è conscio di quello che deve fare”. Il commissario Ue, Moscovici, si è dichiarato convinto che il processo sarà completato prima della decadenza dell’attuale commissione.
Dal G20, Tria ha assicurato: “A Fukuoka s’è discusso di tutto tranne che di Italia: s’è parlato di problemi globali che riguardano l’andamento economico”.
Anche il governatore Ignazio Visco, da Fukuoka, ha detto: “Si è parlato di molti rischi, dalla hard Brexit ai rischi geopolitici, ma nessuno ha menzionato l’Italia. Si è parlato di questioni strutturali, più che congiunturali. E si è dato per acquisito che abbiamo avuto un rallentamento e che si sta uscendo, a meno che questi rischi di protezionismo e geopolitici, non rendano più difficile il rientro a un passo di crescita sostenuto”.

Se al G20 c’è ottimismo per la fine del protezionismo, sul fronte interno le nubi non sono dissipate. Il governo gialloverde vede una ritrovata intesa tra Lega e M5S che però si scontra con il ministro Giovanni Tria e con il premier Conte sui rapporti con l’Ue per evitare il rischio di infrazione. Nonostante Salvini sia stato protagonista per l’aumento dello spread, gli italiani lo hanno premiato con il voto alle urne molto probabilmente perché si presenta come il miglior difensore del miope egoismo umano. Se così fosse, avrebbe ragione Orwell: “Il popolo non è vittima, ma complice”.

Salvatore Rondello

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