domenica, 15 Dicembre, 2019

Conte dice che andrà a Bruxelles ‘con voce risoluta’

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La voce di Giuseppe Conte torna a risuonare nell’Aula di Montecitorio. Completo scuro e cravatta viola, il professore parla di immigrazione ed Europa. L’intervento è di chiaro stampo leghista. I deputati del Carroccio apprezzano, intervallando con applausi gli interventi del premier. L’Esecutivo andrà a Bruxelles “con voce ferma e risoluta” ha assicurato Conte, in piedi davanti ai banchi del Governo e stretto tra Salvini e Di Maio. L’Italia, dunque, si prepara allo scontro politico con l’Europa.
Il tema è delicato. Un errore durante lo speech su argomenti tanto cari agli azionisti di Palazzo Chigi potrebbe costargli caro. Per questo Conte pesa ogni parola nell’illustrare i Contedieci punti della proposta italiana sbattuta domenica scorsa sotto al naso dei 16 paesi Ue. Il copione è quello già visto: un elenco di propositi senza il minimo accenno alle modalità, ai tempi, alle coperture. Sarà realizzato, secondo quanto affermato dal presidente del Consiglio, un programma di finanziamento del Trust Fund Africa. Le frontiere, poi, saranno rinforzate, fino al classico “chi sbarca in Italia sbarca in Europa”.
L’obiettivo, quindi, è superare Dublino “perché non ci sono più dubbi che sia inadeguato a gestire i flussi migratori”. Lo stratagemma che userà il presidente del Consiglio sarà il rinnovo delle sanzioni alla Russia. Non lo dice esplicitamente, Conte. Ma lo lascia intendere quando evidenzia che non ci sarà “nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni Ue alla Russia” perché “sono un mezzo non un fine”. Dal punto di vista economico, il premier fa riferimento ai disastrosi dati Istat sulla povertà. Il messaggio a Bruxelles è chiaro: “In Italia ci sono 5 milioni di poveri che non possono più attendere”. Una richiesta di flessibilità che serve a raggiungere il reddito di cittadinanza, traguardo grillino per eccellenza. “L’Italia è un contributore del bilancio europeo. Meritiamo maggiore attenzione”.
Domani e venerdì Conte sarà a Bruxelles. L’ultima tappa prima dell’atteso viaggio a Washington da Donald Trump. Il 30 luglio prossimo il professore incontrerà il tycoon alla Casa Bianca. Trump ha già espresso parole di elogio nei confronti della politica migratoria del governo pentaleghista e sembra essere fonte di ispirazione per Conte. L’incontro bilaterale potrebbe essere l’occasione giusta per stringere accordi. In cima all’agenda c’è la questione dazi, sulla quale il presidente Usa sembra aver trovato un alleato.

F.G.

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