sabato, 11 Luglio, 2020

Conte tra congiunti e fidanzati

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Esilarante la distinzione inserita, o quanto meno cosi spiegata, dal governo a proposito delle visite ammesse. Solo quelle tra parenti e congiunti, cioè tra coppie regolarmente sposate. Dunque i fidanzati dovranno ancora vivere nell’astinenza. O accelerare le pratiche per il matrimonio. Ma la cosa si complica un po’ per i soli accompagnati che vivono insieme. Non essendo legati da alcun vincolo legale, cioè non potendo figurare nella categoria dei congiunti, dovranno mantenere le distanze di un metro anche in casa? E cosi nel letto, pena l’arrivo di un invadente drone? E che dire dei separati che ancora non hanno sciolto il loro vincolo? Paradossalmente per loro é possibile incontrarsi. Magari solo per fare due chiacchiere a meno che il Coronavirus e le disposizioni di Conte non portino a un reciproco ravvedimento. In quel caso il divieto delle messe in Chiesa si potrebbe spiegare nella volontà del presidente del Consiglio di improvvisarsi anche nelle vesti di miracoloso benefattore (insomma…). Adesso arriva una precisazione della Presidenza del Consiglio. Sono ammesse anche le visite ai fidanzati (e) ma solo a quelli stabili. Occorrerà forse garantire una certa continuità del legame, diciamo un anno senza interruzioni, un po’ come per pretendere di avere il patentino di pubblicista. Quando el tacon é peggio del buso…

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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