domenica, 12 Luglio, 2020

Conte: una passione irresistibile per la burocrazia e il capitalismo di Stato

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Gli atti di questo governo mettono a rischio la sopravvivenza del regime democratico nel nostro paese?
Non si tratta di lanciare degli allarmi plateali. Credo di poter dire che il pericolo che corre il nostro regime politico è sotto gli occhi di tutti dal mese di febbraio, cioè con il contagio virale.
E’ subito emersa una contraddizione che si è andata aggravando giorno dopo giorno.Da una parte negli ospedali uno stuolo di medici e di infermieri combatteva il contagio dalle forme pandemiche con una dedizione e un coraggio semplicemente straordinari.Sono stati i grandi eroi civili votatisi allo stesso sacrificio della propria vita,Una cosa senza precedenti.
Chi pensa che in queste parole ci sia un cedimento alla rettorica deve tenere presente che il personale sanitario, soprattutto in Lombardia e nel Veneto, ha combattuto senza mezzi di protezione e di autodifesa (come le mascherine e i tamponi), cioè a mani nude.
Prima o poi l’amministrazione ospedaliera (e il patronato politico) dovrebbe essere chiamata a rispondere di centinaia di morti per incapacità di predisporre forme elementari di assistenza agli operatori sanitari.Sono stati buttati in trincea disarmati.
Da un’altra parte, il governo in carica ha cercato di fronteggiare gli esiti inevitabili e drammatici che dal livello sanitario si sono proiettati su quello economico e sociale.E’ così cominciato un diluvio di misure economiche e finanziarie affidate a centinaia di pagine, in cui venivano messi a punto interventi di ogni tipo per fare fronte ad un colossale impoverimento della popolazione.
Le caratteristiche di questa politica governativa sono state un assistenzialismo realizzato con metodi centralistici e una progressiva dilagante statalizzazione dell’economia.
Questa cultura ricorda la Germania postbellica di W. Rathernau o la Francia di Leon Blum. A dominare è l’idea che i cittadini siano dei minorenni,incapaci di rendersi conto della gravità della situazione e di potere assumere comportamenti responsabili per arginare l’estensione del virus.
La politica ha pensato di celebrare ancora una volta la sua superiorità sulla società civile.
La risposta di 60 milioni di italiani è stata inedita, inattesa ed esemplare.Per due mesi sono vissuti barricati in appartamenti spesso di piccole dimensioni.Hanno rispettato tutte le ordinanze e i decreti (spesso ispirati a misure ridicole).Hanno accettato di vedere sequestrati diritti come la libertà di movimento, il diritto a qualche ora di aria e ai trasporti, l’insegnamento dei propri figli, per non parlare della riduzione di stipendi e salari.
Il giacobinismo di questo governo ha assunto aspetti degradanti, direi anche miserabili.Si è preteso di insegnare, con la perversione ti pica di una burocrazia politica insolente, come si organizza un bar, un ristorante, una spiaggia, una barberia. Addirittura come si passeggia intorno alla propria abitazione o quante ore si può stare, e che cosa si può fare, nelle proprie eventuali seconde case.Con una dimostrazione superlativa di crassa ignoranza si sono chiusi gli archivi e le biblioteche.
Abbiamo assistito alla dittatura dei professionisti della politica su artigiani, industriali,agricoltori, albergatori,docenti e studenti universitari, commercianti ecc., cioè su ogni aspetto dell’organizzazione sociale e del mercato.
Mi pare chiaro, anche se vorrei sbagliarmi, che il governo Conte ha voluto colpire, annientandola, la libera iniziativa.
La politica ha mostrato la sua natura violenta fino al sadismo quando ad una popolazione sofferente e disperata ha offerto il suo inverecondo spirito di sopraffazione.
Ha promesso cassa integrazione, erogazioni di prestiti e mutui, forme di finanziamento, esenzioni da costi per affitti, incentivi ecc. Ebbene da mesi le banche non erogano un centesimo.
E’ un fenomeno sconosciuto in tutti i 28 paesi dell’Unione europea. Come ha detto Irene Tinaglia, che guida la Commissione europea per le questioni monetarie, si è verificato solo in italia.E’ un privilegio del governo Zingaretti-Di Maio.
Un senso comune di massa, cioè tangibile, ha ormai sancito che le garanzie dello Stato non contano nulla. Le banche le trattano con sarcasmo.I mille corpi della burocrazia oppongono una resistenza vincente ad ogni provvedimento legislativo.
Il potere politico non ha saputo ricorrere, se non tardivamente e finora senza successo, alla tecnica del finanziamento a fondo perduto, all’accredito direttamente sui conti correnti dei fondi promessi e,peggio ancora,approvati con decreto.
Soprattutto il premier Conte non ha fatto ricorso allo strumento della deroga per imporre al sistema bancario e alla rete delle burocrazie il rispetto delle norme e la speditezza dei prelievi. E,insieme, il carcere per i renitenti.
Quali siano gli interessi che questo Esecutivo intende salvaguardare non è un mistero.E’ chiaramente quello di incrementare la presenza dello Stato in qualunque impresa, cooperativa, società, consorzio ecc. abbia ricevuto un finanziamento per far fronte alla crisi. Stato si gnifica partiti di ogni colore e volume.
Quando comincerà la cd “terza fase” vedremo una moltitudine di rappresentati del ministero del Tesoro, della Presidenza del Consiglio, del Ministero degli Esteri, dei Lavori Pubblici, dello Sviluppo economi co, delle Infrastrutture ecc. popolare i consigli di amministrazione di centri commerciali, turistici, balneari,artigianali, della ristorazione ecc. che siano stati destinatari di qualche mancia finanziaria ad opera del governo in carica.
I più e meglio privilegiati saranno i seguaci di Zingaretti o di Di Maio, cioè gli ex comunisti o i grillini? Questo antico virus sta devastando la nostra democrazia priva di ogni reale potere decisionale.

Salvatore Sechi

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