giovedì, 17 Ottobre, 2019

Conte: “Vogliamo rispettare le regole europee”

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In attesa della risposta europea sulla situazione del debito italiano il premier Giuseppe Conte è intervenuto alla Camera affrontando il tema della nomine che ha definito come “il tema centrale del prossimo Consiglio Ue”. È di fondamentale importanza, ha detto Conte, che da tale confronto “emerga un segnale ai cittadini” del cambiamento emerso dalle elezioni. Secondo Conte, che sembra essersi già dimenticato dell’ultimatum mandato ai suoi vice solo poche settimane fa, l’Italia “auspica un portafoglio di prima linea”. Certo fa parte della pretattica, ma pretendere un portafoglio di prima linea vuol dire avere ambizioni alte, come per esempio quello agli Affari economici, al momento in mano al francese Moscovici. Ma è alquanto difficile che un Paese sostenitore di una linea antieuropeista uscita sconfitta delle elezioni europee di maggio, possa ambire a porta fogli di tale peso. Gli Affari economici della Commissione sono il luogo deputato al controllo delle regole finanziare europee e non può di logica essere guidato da chi pensa che quelle regole vadano infrante. La logica della manovra italiana infatti è tutta contro le regole europee, a cominciare dalle misure della flat tax in deficit. Quindi non per investimenti produttivi per spingere la crescita, ma sgravi di parte che si sommano a misure di assistenza già prese come quelle sul reddito di cittadinanza. In pratica si tratta di altre misure di finanza allegra per una campagna elettorale sempre più vicina.

“Quanto alla procedura di infrazione”, Conte ha assicurato che nel governo sono “tutti determinati ad evitarla ma decisi sulla nostra linea economica”. Un controsenso in termini. “Su queste basi, intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l’Unione Europea, e questa nostra determinazione e disponibilità.” Proprio su questo punto, crediamo che “il summit del 21 giugno debba assumere decisioni non divisive, adeguate su una base politica e tecnica”. “Non riteniamo appropriato che i capi di Stato e di governo decidano senza una adeguata base tecnica e una approccio consensuale su misure incisive di media e lunga durata”, ha sottolineato il premier.

L’Italia, ha detto ancora Conte, “intende rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che, come Paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita e tra riduzione e condivisione dei rischi”.

Il premier parlando con i cornisti ha poi confermato che in serata ci sarà un Consiglio dei ministri “interessante”. “Porteremo – ha detto – un testo per rispondere a Bruxelles” che comprenderà il testo del ddl per l’assestamento di bilancio.

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