lunedì, 30 Marzo, 2020

Coronavirus, decreto nel nome dell’unità

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Il decreto legge del governo riguardante “misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” è all’esame del Senato, dopo il via libera della Camera dei deputati.
Il testo, approvato ieri a Montecitorio, ha registrato il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari, 462 voti a favore e solo due contrari.
Si tratta di una delle rare occasioni nelle quali, in nome dell’unità nazionale, si realizza un’ampia convergenza tra la maggioranza e i gruppi di opposizione. Lo stesso risultato verrà anche da Palazzo Madama.
Il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari è stato fortemente voluto dal Premier Conte che ha sentito telefonicamente i principali esponenti della destra, da Berlusconi a Salvini, dopo la vicenda agostana del Papeete e della crisi dell’esecutivo giallo-verde. Tutto ciò, al netto delle polemiche dei governatori leghisti e di qualche isolato distinguo.
Il decreto legge n.6 del 23 febbraio 2020 sull’emergenza Coronavirus, prevede diversi provvedimenti, in grado di gestire l’emergenza sanitaria nel nostro paese.
Le misure vengono differenziate in base alle zone: rossa, gialla e il resto del territorio nazionale.
Nelle zone del focolaio del virus, la zona rossa registrata in Lombardia e per le zone di prossimità, si prevede: il divieto di allontanamento e di accesso al Comune o all’area interessata dall’infezione; la chiusura di scuole, università, musei; la sospensione delle attività degli uffici pubblici e la sospensione delle attività lavorative per le imprese, con l’eccezione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità.
Si prevede l’applicazione della quarantena con sorveglianza attiva a chi ha avuto contatti stretti con persone affette dal virus e la previsione dell’obbligo, per chi fatto ingresso in Italia da zone a rischio epidemiologico, di comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente, per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.
In altri termini, l’obbligo di denunciare alla Asl il soggiorno, non solo nelle zone a rischio della Cina, ma anche nei Comuni italiani della zona rossa, alla quale farà seguito il periodo di quarantena in casa.
Nel caso in cui fosse necessaria la certificazione ai fini Inps per l’assenza dal lavoro, l’Asl competente provvederà a rilasciare una dichiarazione indirizzata a Inps, medico curante e datore di lavoro in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto il lavoratore in quarantena, specificando la data di inizio e fine. In questo modo si provano a evitare degli abusi.
Inoltre, sono vietati nei comuni interessati ai contagi, tutte le competizioni sportive e gli eventi di ogni ordine e disciplina.
In Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sospesi anche gli esami per la patente di guida negli uffici della Motorizzazione civile di 14 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma, Pavia, Piacenza, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza).
Queste le misure specifiche previste per le zone del contagio, la zona rossa e la zona gialla con diversi casi conclamati di Coronavirus.
Per quel che riguarda l’intero territorio nazionale, sono previste ulteriori misure precauzionali, in linea con l’ultima ordinanza del ministero della Salute, guidato da Roberto Speranza.
In dettaglio sono previsti adempimenti per le scuole, le università e le Pubbliche amministrazioni che avranno l’obbligo di esporre le informazioni sulle misure di prevenzione e mettere a disposizione di tutti soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani.
I sindaci e le associazioni di categoria devono promuovere la diffusione delle stesse misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali. Nello stesso tempo, anche le aziende di trasporto pubblico locale dovranno adottare “interventi straordinari di pulizia dei mezzi”.
Vengono sospese le prove dei concorsi pubblici e l’iniziativa “Domenica al museo”, il primo di marzo, che prevedeva in tutta Italia l’ingresso gratuito nei musei, luoghi di cultura e parchi archeologici.
Annullate, fino al 15 marzo, nelle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia le gite scolastiche, le visite culturali, i progetti di scambio e di gemellaggi.
Il decreto legge stabilisce, ancora, che le assenze degli studenti superiori ai 5 giorni debbano essere giustificate. In questa direzione vanno le rassicurazioni della ministra Lucia Azzolina, che ha specificato come “i ragazzi coinvolti dalla sospensione delle attività didattiche non perderanno l’anno”.
Viene anche favorito il lavoro agile, il cosiddetto smart working che diventa applicabile, “in via automatica” fino al 15 marzo nelle regioni interessate dai contagi.
Il decreto, inoltre, introduce la facoltà per le autorità competenti di adottare nuove misure di contenimento, al fine di prevenire la diffusione del virus anche fuori dai casi già elencati.
A breve saranno varati altri due decreti per affrontare i pesanti contraccolpi economici, sorti a seguito dell’emergenza Coronavirus. Come annunciato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è in arrivo, domani, un decreto per la zona rossa e uno, entro una decina di giorni, per il sostegno all’intera economia, dal terziario al mondo delle imprese.
Paolo D’Aleo

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