giovedì, 28 Maggio, 2020

Coronavirus e sicurezza sul lavoro. Pensioni, arriva la rivalutazione

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Coronavirus e sicurezza sul lavoro
PROTOCOLLO D’INTESA IN 13 PUNTI
Sono in tutto tredici i punti del “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Il documento, secondo le informazioni fornite direttamente da fonti sindacali, indica le misure di precauzione da osservare tassativamente: dagli ingressi in azienda alla gestione delle mense e degli spazi comuni, dai dispositivi di sicurezza fino alla gestione di un eventuale caso di coronavirus. Il Protocollo “è stato sottoscritto su invito del presidente del Consiglio dei ministri, dei ministri dell’Economia, del Lavoro, dello Sviluppo economico e della Salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura (articolo 1, comma primo, numero 9) del Dpcm 11 marzo 2020, che, in relazione alle attività professionali e produttive, raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali. Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo”. Queste le misure concordate:
Obbligo a casa se con febbre oltre 37,5. Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria.
Controlli all’ingresso. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.
Sanificazione e pulizia. L’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago.
Lavaggio delle mani. E’ obbligatorio che le persone presenti al lavoro adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani e l’azienda metta a disposizione idonei mezzi detergenti.
Presidi di protezione individuale. Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è indispensabile l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.
Mense con accessi contingentati. L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone.
Spogliatoi e distributori. Provvedere alla sanificazione degli spogliatoi e garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti, dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.
Stop eventuale a reparti non necessari e lavoro a domicilio. Limitatamente al periodo dell’emergenza coronavirus, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto prefigurato dai Ccnl e favorendo le intese con le rappresentanze sindacali aziendali, disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza.
Rimodulazioni turni e livelli produttivi. Si può procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.
Ferie e ammortizzatori sociali. Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali. Altrimenti, i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.
Stop trasferte. Sospese e annullate tutte le trasferte ed i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, così come gli eventi interni e di formazione. Non sono neanche consentite le riunioni in presenza fisica.
Orari di lavoro scaglionati. Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).
Gestione caso coronavirus. Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all’ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L’azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 e collabora per la definizione degli eventuali “contatti stretti”.
Comitato per l’applicazione del protocollo. È costituito in azienda un Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.

Inps
RITIRO PENSIONI POSSIBILE ANCHE IN ALTRI UFFICI POSTALI
La riscossione della pensione ai pensionati che non hanno il conto corrente e la ritirano allo sportello potrà avvenire anche in un ufficio postale diverso da quello abituale. Lo ha comunicato l’Inps con un apposito messaggio spiegando che la decisione è dovuta al fatto che alcuni uffici postali sono stati chiusi. Potranno del pari chiedere il pagamento in uno sportello diverso da quello abituale anche i titolari di reddito di cittadinanza.
“Al fine di contenere il rischio da Covid19 e disciplinare gli accessi del pubblico agli uffici postali – si legge nel messaggio – è stato disposto che il pagamento delle prestazioni pensionistiche da parte di Poste Italiane è anticipato a decorrere: dal 26 al 31 marzo 2020 per la mensilità di aprile 2020; dal 27 al 30 aprile 2020 per la mensilità di maggio 2020; dal 26 al 30 maggio 2020 per la mensilità di giugno 2020. Per garantire la continuità puntuale dei pagamenti, l’Istituto ha autorizzato Poste Italiane ad effettuare il pagamento delle predette prestazioni in circolarità su tutto il territorio nazionale.

 

Inps
AD APRILE PENSIONI IN PAGAMENTO CON LA RIVALUTAZIONE
Il pagamento della rata mensile di pensione di aprile viene effettuato, secondo le ultime disposizioni decise recentemente dal governo a partire dal 26 marzo. Lo ha ribadito lo stesso Inps in un’apposita nota. Nelle scorse ore, infatti, ha iniziato a circolare un falso messaggio nel quale si paventava “il dimezzamento del pagamento dei trattamenti di quiescenza a partire dal mese aprile a causa dell’emergenza coronavirus“.
L’istituto, inoltre, ha anche precisato che con la mensilità di aprile sarà posta in pagamento la pensione nella misura stabilita dalla legge di Bilancio. La citata legge – si legge nella nota – ha introdotto un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica delle prestazioni pensionistiche per il triennio 2019-2021, parzialmente diverso da quello applicato in occasione della prima rata di gennaio 2020.
La novità consiste nella eliminazione della fascia di rivalutazione delle pensioni comprese fra tre e quattro volte il trattamento minimo, che viene ora accorpata alla fascia di rivalutazione pari al 100% dell’indice di rivalutazione.
Conseguentemente è stata effettuata una seconda operazione di rivalutazione solo per i pensionati i cui trattamenti complessivi si collocano nella fascia compresa fra 3 e 4 volte il trattamento minimo.
A questi pensionati, nel mese di aprile, vengono corrisposti anche gli arretrati da gennaio a marzo oltre l’adeguamento della relativa mensilità. A breve l’Istituto pubblicherà la circolare illustrativa dell’operazione.

Dettaglio rivalutazione degli assegni di importo fra tre e quattro volte il trattamento minimo

I pensionati con trattamento complessivo lordo compreso fra tre e quattro volte il minimo, quindi fra 1.539,04 e 2.052,04 euro, riceveranno l’importo di pensione adeguato in base alla previsione della legge di bilancio.
La legge ha introdotto un meccanismo di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici parzialmente diverso da quello applicato con la prima rata di gennaio 2020.
La novità consiste nella eliminazione della fascia di rivalutazione delle pensioni comprese fra tre e quattro volte il trattamento minimo, che prevedeva l’attribuzione della rivalutazione nella misura del 97% dell’indice di rivalutazione. Poiché per il 2020 l’indice provvisorio di rivalutazione è pari allo 0,4%, i trattamenti in questione erano stati rivalutati con l’indice dello 0,388%.
A questi pensionati viene ora riconosciuta la rivalutazione nella misura integrale, quindi al 100% dell’indice di rivalutazione. Con il rateo di aprile, oltre all’adeguamento dell’importo corrente, sarà corrisposta la differenza relativa ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2020.
Si ricorda, in linea generale, che la perequazione viene riconosciuta non sul singolo trattamento, ma su tutte le pensioni di cui un soggetto è titolare secondo le regole illustrate di seguito.
Per la determinazione dell’importo complessivo da rivalutare si fa riferimento alla mensilità di dicembre dell’anno precedente alla rivalutazione (in questo caso, quindi, dicembre 2019) prendendo in considerazione:
le prestazioni corrisposte da enti diversi dall’Inps assoggettate al regime della perequazione cumulata;
le prestazioni erogate dall’Inps ad esclusione:
delle prestazioni a carico delle assicurazioni facoltative, delle pensioni a carico del Fondo Clero ed ex Enpao, dell’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale (IndCom), che vengono perequate singolarmente;
delle prestazioni a carattere assistenziale (assegni sociali, pensioni sociali, invalidità civile) e delle pensioni che usufruiscono dei benefici previsti per le vittime di atti di terrorismo che vengono rivalutate singolarmente e con criteri propri;
delle prestazioni di accompagnamento a pensione, che restano cristallizzate per tutta la loro durata;
◦ delle pensioni di vecchiaia in cumulo a formazione progressiva, per la cui liquidazione non sono stati utilizzati tutti i periodi assicurativi accreditati presso le diverse gestioni.
Certificato di pensione per il 2020
A seguito del completamento dell’attività di rivalutazione descritte, entro la fine di marzo sarà messo a disposizione il certificato di pensione per il 2020 (“modello ObisM”).
Il documento è accessibile tramite il servizio online certificato di pensione – modello ObisM.
L’accesso ai servizi online dell’Inps è riservato ai cittadini in possesso di Pin rilasciato dall’Istituto, identità Spid almeno di livello 2, Carta di identità elettronica 3.0 (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns).
Debiti di natura fiscale
Ad aprile sono stati altresì abbinati conguagli fiscali, derivanti da ulteriori operazioni di rideterminazione dei redditi imponibili delle prestazioni erogate nel 2019, per l’emissione della Certificazione unica 2020.
Nel caso in cui l’ Irpef trattenuta nel 2019 sia risultata inferiore al dovuto su base annua, nel mese di aprile viene effettuata la trattenuta del relativo conguaglio a debito.
Si precisa che nel solo caso di pensionati con importo annuo lordo complessivo fino a 18mila euro, per il quali il ricalcolo dell’ Irpef ha determinato un conguaglio a debito di importo superiore a 100 euro, le trattenute vengono effettuate con rate di pari importo fino alla mensilità di novembre (articolo 38, comma 7, legge 122/2010). Le somme conguagliate verranno certificate nella Certificazione Unica 2020.
Inoltre, in considerazione dell’attuale fase di particolare emergenza, sono stati momentaneamente sospesi i conguagli a debito che avrebbero azzerato l’importo in pagamento della prestazione.
Crediti di natura fiscale
Ad aprile sono rimborsati i crediti Irpef spettanti, qualora le trattenute operate nel corso del 2019 siano state maggiori rispetto al dovuto su base annua.
Riduzione pensioni di importo elevato
Per le pensioni di importo elevato prosegue la trattenuta relativa al 2020. Nei casi in cui la trattenuta operata nel 2019 sia stata inferiore al dovuto, viene applicata la terza e ultima rata del recupero, suddiviso complessivamente in tre rate.

Carlo Pareto

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