lunedì, 21 Settembre, 2020

Coronavirus, le elezioni regionali e amministrative slittano in autunno

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Il Governo ha rinviato le elezioni regionali e amministrative, previste per il prossimo mese di maggio, a causa dell’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia di coronavirus.
La finestra elettorale per il rinnovo degli organi regionali è individuata nel periodo che va da settembre a novembre 2020; mentre per i Comuni chiamati al voto la data possibile della consultazione, si spinge sino al 15 dicembre dell’anno corrente.
In contemporanea all’election day autunnale, dovrebbe svolgersi anche il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, in modo da risparmiare denaro pubblico.
Il Consiglio dei ministri, nella giornata di ieri, ha approvato il rinvio delle consultazioni. Il Dl è stato prontamente firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed è già operativo.
Le Regioni chiamate alle urne, nei mesi autunnali sono ben sette, da nord a sud. Si tratta di eleggere il Presidente e rinnovare il Consiglio regionale di: Valle d’Aosta, Veneto, Campania, Liguria, Marche, Toscana e Puglia.
Di contro, sono oltre mille i Comuni chiamati alle urne per eleggere il Sindaco e il Consiglio comunale, tra le principali città troviamo: Reggio Calabria, Venezia, Arezzo, Trento.
Tuttavia, la decisione adottata dal Consiglio dei Ministri, non è stata accolta positivamente da alcuni governatori delle Regioni.
In una nota congiunta firmata dai presidenti di Veneto, Campania, Liguria e Puglia, si chiede al governo di anticipare la consultazione a luglio, anche in vista di un possibile riemergere dell’infezione in autunno.
Nella nota si ribadisce: “la necessità di garantire agli elettori l’inalienabile diritto a esprimersi nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con l’andamento dell’epidemia. Pertanto, ritenendo, per quanto è possibile prevedere oggi, che l’estate sia la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico, riaffermiamo la necessità di allargare la finestra di voto, come da noi richiesto, al mese di luglio”.
I governatori, sia di destra che di centrosinistra, denunciano l’atteggiamento unilaterale del governo nazionale: “Sulla finestra di luglio – proseguono i quattro governatori – c’era stato un esito positivo dopo un consulto con molte delle Regioni che andranno al voto. Spiace che il Governo abbia approvato un diverso Decreto senza ulteriore confronto. In ogni caso è comune intendimento delle nostre Regioni convocare i cittadini al voto nella prima data utile consentita dal provvedimento del Governo”.
Alle critiche provenienti dai Presidenti di regione, risponde il ministro per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Federico D’Incà, esponente del Movimento 5 stelle.
Il ministro ha sottolineato che: “la finestra per le regionali è tra il 6 settembre e il 1 novembre, mentre quella per le amministrative dal 15 settembre al 15 dicembre. E’ prioritario che si vada a elezioni in sicurezza e nel rispetto della partecipazione democratica”.
D’Incà ha aggiunto che: “l’Election Day per amministrative, regionali e referendum mira alla prevenzione sanitaria, a contenere i costi e a evitare che gli studenti possano perdere ancora ulteriori giorni di lezione dopo la lunga chiusura delle scuole a causa della pandemia”.
Dunque, la data delle elezioni regionali potrebbe essere fissata tra il primo settembre e il primo novembre. Mentre, la finestra elettorale per le amministrative è compresa dal 15 settembre al 15 dicembre.
Il governo, come auspicato dal ministro D’Incà, sarebbe intenzione a stabilire un’unica data, il cosiddetto election day, in un periodo compreso tra il 18 e il 25 ottobre.
L’ultima parola, nello stabilire la data della consultazione elettorale, spetterà ai governatori, così come l’eventuale decisione di convergere su un’unica giornata elettorale.

Paolo D’Aleo

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