venerdì, 4 Dicembre, 2020

Coronavirus, le misure decise dal Governo sul Lavoro. Cig, no addizionale nelle Zone Rosse

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Coronavirus
LE PRIME MISURE DECISE DAL GOVERNO IN MATERIA DI LAVORO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, ha recentemente approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Le disposizioni deliberate mirano ad assicurare un primo necessario supporto economico ai cittadini e alle imprese che affrontano problemi di liquidità finanziaria a causa dell’emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e agli episodi di diffusione del virus verificatisi nel nostro Paese. Così recita infatti un apposito comunicato diffuso al termine del Cdm.
In particolare per il lavoro, sono state introdotte specifiche misure di sostegno alle famiglie, ai lavoratori dipendenti e autonomi e di potenziamento degli ammortizzatori sociali nella ‘zona rossa’. Il decreto interviene, tra l’altro, con i seguenti provvedimenti: cassa integrazione ordinaria per le unità produttive operanti nei comuni elencati e per i lavoratori ivi domiciliati (il ricorso alla cassa integrazione è esteso ai datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale – Fis); possibilità di sospensione della Cassa integrazione straordinaria per le imprese che vi avessero fatto ricorso prima dell’emergenza sanitaria e sostituzione con Cassa integrazione ordinaria; cassa integrazione in deroga per i datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive operanti nei comuni elencati e per i lavoratori ivi domiciliati, che non possano beneficiare dei vigenti strumenti di sostegno al reddito, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di tre mesi.
E ancora. Indennità di 500 euro al mese, per un massimo di tre mesi, per i lavoratori che hanno rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, per gli agenti commerciali, per i professionisti e per i lavoratori autonomi (compresi i titolari di attività di impresa iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria – Ago) domiciliati o che svolgono la propria attività nei comuni elencati, parametrata alla effettiva durata della sospensione dell’attività.
Tra le altre misure disposte in favore dei soggetti che risentono delle conseguenze, anche indirette, dell’emergenza sanitaria, da segnalare: l’incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (p.m.i.) e, per 12 mesi, la garanzia della priorità della concessione del credito a quelle operanti nella “zona rossa”, ivi comprese quelle del settore agroalimentare. La concessione è a titolo gratuito, per un importo massimo per singola impresa di 2,5 milioni di euro e percentuale massima di copertura pari all’80 per cento nel caso di interventi di garanzia diretta e pari al 90 per cento in caso di riassicurazione.
L’intervento potrà essere esteso, con successivo decreto del ministro dello sviluppo economico, per periodi determinati, alle Pmi con sede in aree limitrofe alla “zona rossa” che per questo abbiano subito un danno eccezionale o che facciano parte di una filiera particolarmente colpita; la sospensione del pagamento dei ratei dei mutui per immobili residenziali per i lavoratori che subiscano la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni; l’incremento di 350 milioni di euro dei fondi destinati al sostegno delle imprese esportatrici; l’estensione della validità delle tessere sanitarie e della Carta nazionale dei servizi; misure volte ad agevolare il ricorso al lavoro agile (smart working) dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
Si prevede inoltre il mantenimento della retribuzione dei dipendenti pubblici in caso di malattia con ricovero ospedaliero o assenza per malattia dovuta al Covid-19, ivi compresi i periodi di quarantena; la possibilità, per i laureati in medicina e chirurgia che non possano sostenere l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo a causa dell’ordinanza del Ministro dell’università e della ricerca del 24 febbraio, di frequentare con riserva il corso di formazione specifica in medicina generale.

Tridico (Inps)
CIG: NIENTE ADDIZIONALE PER LE ZONE ROSSE

Il Presidente dell’Inps Tridico ha confermato la validità di tutte le misure contenute nel Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio) per le imprese della zona rossa: estensione della cassa integrazione ordinaria per le aziende che rientrano in questa disciplina e possibilità di dare la cassa in deroga alle imprese che non rientrano né nella cig né nei fondi di solidarietà, che non dovranno pagare il cosiddetto contributo addizionale che si corrisponde quando si mettono in cassa i lavoratori. Lo ha affermato a margine della presentazione della banca dati appalti dell’Istituto.
Anche per le zone gialle non mancano ulteriori ipotesi di supporto all’attività produttiva. “Ci sono infatti allo studio strumenti di sostegno simili a quelli della zona rossa per le cosiddette regione “gialle” rispetto all’emergenza Coronavirus, quali la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna, ha aggiunto il numero uno dell’Ente di previdenza, spiegando che si pensa alla cassa integrazione in deroga, all’estensione della cig ordinaria e agli indennizzi per i lavoratori autonomi. Si stanno facendo le stime, ha infine spiegato, “ma si fa fatica a fare un perimetro” delle aziende che hanno avuto danni.

Naspi
TICKET PIU’ CARO NEL 2020

Con la circolare n. 20 del 10/02/2020 l’Inps ha aggiornato la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità di disoccupazione (Naspi) per l’anno 2020.
Il ticket Naspi, introdotto originariamente dalla Riforma Fornero (art. 2, co. 31 della L. n. 92/2012), prevede l’obbligo per il datore di lavoro, nei casi di interruzione involontaria di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di corrispondere un contributo, chiamato appunto ticket Naspi (o ticket licenziamento).
L’importo da versare, in tali casi, è pari al 41% (82% per i licenziamenti in ambito collettivo) del massimale mensile Naspi per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. È possibile, dunque, intuire che l’importo da versare dipende, non soltanto dall’importo massimale della Naspi (che viene aggiornato annualmente in base all’indice Istat), ma anche e soprattutto dall’anzianità aziendale maturata dal dipendente.
Ammontare del ticket
Dopo l’aggiornamento previsto dalla circolare Inps n. 20, del 10 febbraio 2020, l’importo da versare a titolo di ticket licenziamento è pari al 41% del massimale mensile della Naspi, che per l’anno 2020 è di 1.227,55 euro, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.
L’importo viene annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
Tenuto conto che, per l’anno 2020, il massimale mensile Naspi è di 1.227,55 euro, per ogni dodici mesi di anzianità aziendale, la contribuzione da versare è pari a 503,30 euro. Mentre per i lavoratori con anzianità pari o superiore a 36 mesi, il contributo può arrivare fino ad un massimo di 1.509,87 euro (503,30 x 3). Secondo questi calcoli, il ticket Naspi per ogni mese di anzianità di servizio è pari a 41,94 euro (503,30 / 3).
Come va versato
Il contributo va corrisposto, in un’unica soluzione, entro il giorno 16 del secondo mese successivo al licenziamento. il ticket Naspi è dovuto a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro cessato (full time o part time), poiché l’importo del contributo è scollegato dalla quantificazione della prestazione lavorativa del soggetto interessato. Da ciò, ne deriva che l’importo è dovuto anche se il datore di lavoro impiega il proprio dipendente per poche ore alla settimana.
Ticket Naspi 2020: quando è dovuto
Il ticket Naspi è dovuto nei seguenti casi: dimissioni per giusta causa; dimissioni durante il periodo tutelato di maternità. risoluzione consensuale con procedura di conciliazione prevista dal nuovo rito Fornero; risoluzione consensuale in caso di conciliazione presso la Ispettorato del Lavoro., nonché derivante da trasferimento del dipendente ad altra sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e\o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici; mancato superamento del periodo di prova; lavoro intermittente; licenziamento collettivo senza periodo di prova; recesso del datore di lavoro al termine dell’apprendistato; licenziamento del lavoratore, compresi apprendisti, per GMO, per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa; licenziamento disciplinare.

Coronavirus
LA COMMISSIONE UE ISTIUISCE UNA TASK FORCE

Il Coronavirus diventa formalmente e a tutti gli effetti un problema europeo, dopo l’esplosione dell’epidemia in Italia ed i numerosi casi emersi in Francia ed altri Paesi europei. La Commissione europea ha cosi deciso di istituire una task force, il cui compito sarà quello di coordinare gli interventi nei vari Stati membri.
Nasce così il Corona response team, un gruppo di lavoro formato da esperti nelle varie materie – economica, sanitaria e di emergenza – per affrontare questa nuova piaga. Ad annunciare la formazione del team la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. assieme ai 5 commissari che ne fanno parte. Si uniscono al team Paolo gentiloni per gli aspetti macroeconomici, Janez Lenarcicc per gli aspetti della gestione delle crisi, Stella Kyriakides per la sanità, Ylva Johansson per le politiche interne e Adina Valean per i trasporti.
Fra le azioni assunte anche quella di creare un sito web per le informazioni sulla diffusione del Covid-19 nell’Ue

Carlo Pareto

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