giovedì, 9 Luglio, 2020

Coronavirus, niente metro ma buon senso

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Ci trattano come bambini in mezzo ad un pericoloso crocevia di Ordinanze emesse, tra Governo centrale, Regioni e Comuni, e quindi, spaesati, non solo non ci capiamo più nulla, ma per sopravvivere a questo labirinto istituzionale siamo costretti a destreggiarci da soli come fossimo i protagonisti della canzone “Quarantaquattro gatti”. Ricordate quel ritornello che faceva “quarantaquattro gatti in fila per sei col resto di due”?! La canzonetta che vinse l’edizione dello Zecchino d’Oro alla fine degli anni Sessanta, infatti, racconta di un gruppo di gattini senza padrone che ordinatamente disposti “in fila per sei col resto di due”, organizzarono una riunione dove per far giocare i bambini chiesero in cambio di avere un pasto al giorno e dormire su comode poltrone.
Il testo, rivisitato per l’occasione, vuole puntualizzare che la classe dirigente del Paese deve avere più fiducia nel buon senso dei cittadini i quali, con il proliferare giornaliero delle disposizioni amministrative a causa del coronavirus, si sentono obbligati a camminare con il metro in tasca, piuttosto che col buon senso.

Il fatto è che, di metro in metro, abbiamo annaspato nel buio più profondo durante il picco della pandemia, limitando i danni catastrofici costati oltre trentamila decessi solo grazie al personale sanitario di tutta Italia, che si è buttato nel fuoco del’Inferno, senza protezioni, per capire le origini dell’incendio, pagando con la loro stessa vita. Sono, infatti, centinaia i medici e gli infermieri deceduti a causa del COVID-19. E questo mentre l’aiuto della politica era solo quello di azzuffarsi sul se fosse stato il caso di obbligare le persone a distanziarsi socialmente un metro e ottanta centimetri piuttosto che due metri, trovando infine il compromesso dell’ultimo minuto su un solo metro: un po’ come i venditori che sulle spiagge chiedevano 10€ per poi venderti la mercanzia a 5€.

Non mi pare che la compostezza di altri Paesi d’Europa abbia prodotto dei disastri: cosa abbiamo da invidiare a questi altri nostri concittadini europei? O meglio una cosa c’è, una classe politica che a bassa voce spiega come comportarsi nei momenti di emergenza, e i cittadini, senza la fettuccia dei sarti in tasca, si regolano di conseguenza, perché pensano alle loro stesse vite e quindi, conseguentemente, a quelle degli altri.

Da noi invece il motto iniziale era: metti la mascherina per non infettare le persone che incontri. Ri sultato? tutti infetti! Se competiamo per il podio più alto per numero di morti e contagiati con gli Stati Uniti, con una popolazione sei volte la nostra, ci sarà stato pure un motivo.
Per questo è opportuno riporre il metro e dare spazio al buon senso. E noi italiani, fuori dai bar dove discutiamo di calcio e politica, peraltro senza capirci nulla, lo abbiamo.

 

Angelo Santoro

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