martedì, 7 Aprile, 2020

Coronavirus, si resta a casa cucinando

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Hai sempre pensato che indossare il grembiule e preparare da mangiare fosse una perdita di tempo, o scelto semplicemente di pranzare spesso fuori casa? Bene, in questo periodo di stop domestico la cucina potrebbe aiutare, ma come? Realizzando tante buone ricette, che spesso sono parcheggiate nel cassetto da chissà quanto e, se qualcuno non ha un rapporto idilliaco con pentole, teglie e tegami questa potrebbe essere l’occasione per imparare, poiché se c’è qualcosa che ora non manca è proprio il tempo.

Durante queste interminabili giornate trascorse sul divano sorge un grattacapo, vale a dire, come evitare che noia e sconforto prendano il sopravvento? Un modo per fare galoppare le lancette dell’orologio è dedicarsi alla cucina, cioè, alla preparazione dei pasti per tutta la famiglia. Tra altro, quanto di appetitoso verrà realizzato potrà trasmettere un pizzico di buon umore e serenità – cosa non da poco ora come ora. In effetti, quella che stiamo affrontando è una situazione emergenziale inedita, ma è necessario non perdersi d’animo e non stare con le mani in mano invitando a nozze i pensieri più strampalati. In soldoni, trovare qualcosa da fare è fondamentale, un interesse che pian piano muti in passione da coltivare persino dopo la crisi, perché tutto ciò prima o poi finirà. La cucina ha le carte in regola per afferrare l’ambito ruolo di première dame della situazione. Comunque si sa, per taluni il cibo è una routine per lo stomaco e se a sgobbare con battuti e soffritti ci pensa qualcun altro, tanto meglio. Viceversa, per altri sbizzarrirsi fornelli è un vero relax, una vocazione cui a volte si dice no per dare la precedenza ad altre priorità – della serie – “avrei voluto fare il cuoco ma…”. Ecco, quanto stiamo vivendo regala spazio a tutti, ovvero, a coloro che reputano “lo spignattare” un’attività anonima e chi, sin da fanciullo, nutre la voglia di diventare un famoso sous-chef.

Dunque, sul versante pratico la cosa è affrontabile, anzi, più facile a farsi che a dirsi. Chi però non distingue una pirofila da uno scolapasta, prima di tutto deve armarsi di pazienza e di un ricettario. Per inciso: i libri di culinaria non sono realizzati solo per esperti gourmet, ma spesso iniziano con l’a, b e c della cucina, persino come pulire le foglie della lattuga, tritare finemente una cipolla e cucinare a regola d’arte la pasta. Invece, per chi se ne intende e ha frequentato dei corsi gastronomici, l’essere a casa è una chance per sperimentare ricette e piatti impegnativi, in pratica, tutte le sfiziosità sin lì mai testate. Quanto state leggendo è un suggerimento ad armarvi di tenacia e cimentarvi in cucina, visto che per ora non si può andare in trattoria. Per quale ragione stroncare i piaceri di gola, considerato che un congruo numero di sfiziosità si possono realizzare a casa? Forse, qualcuno potrebbe scoprire che in fondo cucinare non è poi male, che l’esperienza gustativa del ristorante resta una chance unica, tuttavia, persino in un habitat casalingo è fattibile confezionare delle valide squisitezze. Comunque, non fraintendete, perché non sempre in noi si nasconde un cuoco mancato in attesa del momento giusto per sbucare fuori e sbalordire i presenti con portate luculliane, però è innegabile che chiunque può dedicarsi alla cucina, anche colui non sa farsi nemmeno un ovetto al tegamino. Del resto, ogni occasione, anche la più sciagurata, può divenire momento per apprezzare interessi sino ad allora mai immaginati. Inoltre, è un buon sistema per allontanarsi mentalmente da una realtà che desta preoccupazione e ansia. Suvvia, non perdiamoci d’animo, su col morale, dedichiamo qualche ora alla buona tavola e vedrete quante piacevoli soddisfazioni si avranno. Probabilmente non tout court, visto che nessuno nasce maestro, e cercate di non scoraggiarvi se la prima omelette che farete sarà tutto fuorché, appunto, una perfetta omelette. A ogni modo, quando “la tempesta” sarà passata, più di qualcuno scoprirà di essere un cuoco niente male, o più realisticamente un appassionato di cucina destinato a riscuotere una caterva di gustose gratificazioni.


Stefano Buso 

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