martedì, 7 Aprile, 2020

Coronoavirus e sicurezza sul lavoro, l’intesa con il Governo

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Coronoavirus e sicurezza sul lavoro
FIRMATA L’INTESA TRA GOVERNO, SINDACATI E DATORI DI LAVORO
Raggiunta l’intesa tra imprese e sindacati dopo una lunga maratona notturna in video conferenza con il governo per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. E’ stato firmato il ”protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” .
“Dopo diciotto ore di un lungo e approfondito confronto, è stato finalmente siglato tra sindacati e associazioni di categoria il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Per il bene del Paese, per la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori. L’Italia non si ferma”. Lo ha annunciato su Twitter, al termine dei lavori il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“Con un percorso favorito dall’esecutivo, le parti sociali hanno firmato un protocollo condiviso per contrastare la diffusione del Coronavirus nei luoghi di lavoro. Così le aziende, anche facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, potranno garantire ai lavoratori più sicurezza”, ha scritto su Twitter anche il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.
“È stata una notte importante per tutto il Paese. Grazie alle associazioni di categoria e ai sindacati per aver raggiunto l’intesa sul protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Avete dato prova di essere all’altezza delle sfide che ci aspettano. Uniti per non fermare l’Italia”, è stato, a seguire, il post su Twitter del ministro dello Sviluppo Economico Stefano Pattuanelli.
Sabato scorso, in mattinata, presso la presidenza del Consiglio, Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con il Governo e le parti datoriali un ”protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. “È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici. La salute di chi lavora è per noi un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva. Importante è la sottoscrizione del testo da parte del Governo che, per quanto di sua competenza, favorirà la piena attuazione del protocollo. E’ quanto hanno da parte loro sostenuto i sindacati Cgil Cisl e Uil in un comunicato congiunto.
“È stata una lunga notte di discussione, ma alla fine è prevalso un senso di comune responsabilità e di positiva unità che ci porterà ad adottare tutte quelle soluzioni straordinarie ed urgenti che potranno favorire il contrasto nei luoghi di lavoro alla diffusione del virus in ragione delle specificità di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali. La nostra priorità rimane quella di tutelare la salute ed il reddito di tutti i lavoratori italiani”. Lo ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. “È un protocollo molto chiaro e dettagliato che ora va attuato in tutte le aziende ed in tutti i luoghi di lavoro – ha sottolineato Furlan – Definisce con chiarezza tutto quello che le imprese sono obbligate a fare, coinvolgendo i rappresentanti sindacali, per contenere la diffusione del virus e tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori in questa fase di grave emergenza sanitaria, anche utilizzando un periodo di sospensione della produzione e delle attività”. “Si potranno usare gli ammortizzatori sociali, il lavoro agile, una diversa organizzazione aziendale, – ha precisato la leader della Cisl – una nuova gestione degli orari e gli altri strumenti concordati, sino a quando gli interventi di messa in sicurezza del luogo di lavoro non saranno ultimati”.
“L’accordo oggi raggiunto – e va dato atto al Governo dell’immediatezza della convocazione e della soluzione nonché del grande senso di responsabilità degli attori sociali del Paese – ci permetterà in questa fase di emergenza di comprendere e considerare le fabbriche italiane al servizio del Paese a partire dalle filiere dell’agroalimentare e del farmaceutico per garantire a tutti noi i beni primari e tutelare ogni filiera della produzione”. Così si è espresso in un comunicato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sottolineando come questa “attenzione prioritaria alla salute delle persone nei luoghi del lavoro ci consentirà anche di superare questa fase delicata e prepararci alla ripresa economica appena ne usciremo”.

Certificazione unica
INPS: MODALITA’ DI RILASCIO ALTERNATIVE AGLI SPORTELLI
L’Inps, per evitare il più possibile la concentrazione di persone agli sportelli delle sedi periferiche, mette a disposizione di tutti gli utenti diverse modalità alternative per acquisire la Certificazione unica 2020:
il servizio online dedicato, accedendo con le proprie credenziali (Cie, Spid, Pin o Cns);
l’app Inps Mobile da smartphone o tablet, disponibile per dispositivi Android e Apple iOS, accedendo con il proprio Pin o Spid;
il numero verde 800 434 320, sia da rete fissa che mobile, servizio con risponditore automatico, per richiedere la Certificazione Unica che sarà inviata al domicilio di residenza;
il Contact center Inps al numero verde 803 164 da rete fissa o 06 164 164 da rete mobile (con costi varabili in base al piano tariffario applicato dal gestore telefonico del chiamante), servizio con operatore, per richiedere la Certificazione unica che sarà spedita al domicilio di residenza.
Gli utenti già registrati per l’utilizzo dei servizi online dell’Inps potranno ricevere ai contatti associati al proprio profilo utente (email, Sms, Pec) le informazioni sulla disponibilità della Certificazione unica.
Si ricorda, per ogni opportunità, che non è necessario disporre della Certificazione unica nei seguenti casi:
per la presentazione del 730 precompilato, in quanto i dati della Cu Inps sono già precaricati nel sistema dell’Agenzia delle Entrate;
per la presentazione del 730 tramite un Caf o un professionista abilitato, poiché, tramite apposita delega da parte dell’interessato, possono prelevare la Cu direttamente dal sito web dell’istituto.
Per le principali esigenze, come ad esempio quelle relative ai pagamenti e lo stato di una domanda già presentata all’Inps, si rammenta che sono disponibili i numerosi servizi online del portale istituzionale e quelli all’interno dell’app Inps mobile, per smartphone e tablet Android e Apple iOS.
Il Contact center Inps è comunque sempre a disposizione per fornire supporto e assistenza agli utenti al numero verde 803 164, gratuito da rete fissa, o 06 164 164 da rete mobile, con costi varabili in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore telefonico, con servizio operatori attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14.

 

Coronavirus
OBBLIGHI DEL DIPENDENTE E DEL DATORE DI LAVORO
Dipendenti
Chiunque abbia soggiornato nelle zone ad alto rischio epidemiologico, nonché nei comuni individuati dalle più recenti disposizioni normative, deve comunicarlo alla azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base. Saranno le autorità sanitarie a procedere poi con gli accertamenti del caso e a prendere le necessarie misure, come ad esempio l’isolamento fiduciario.
Il lavoratore ha l’obbligo di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il datore di lavoro può invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, tali comunicazioni agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anche predisponendo canali dedicati.
Il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico, nel caso in cui venga in contatto con un caso sospetto di Coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, provvederà a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati.
datore di lavoro
I datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.
Nel momento in cui un lavoratore segnali una situazione di pericolo per la salute nell’ambiente di lavoro, il datore di lavoro deve comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente come, ad esempio, la possibilità di sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti.
In generale, comunque, la regola è che il datore di lavoro in tutti i casi di pericolo contagio deve rivolgersi alle autorità sanitarie competenti, non prendere iniziative individuali di controllo sanitario o raccolta dati.
Per quanto concerne l’accesso dei visitatori a locali aperti al pubblico, il comportamento corretto da seguire è quello di attenersi scrupolosamente al rispetto delle disposizioni d’urgenza adottate con i diversi provvedimenti e ordinanze.

Carlo Pareto

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