mercoledì, 30 Settembre, 2020

Liguria
Società sostenibile, coesione sociale, contrasto alle povertà

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Questo è l’impegno che Corrado Oppedisano ha chiesto al candidato per il polo riformista liberale il Prof. Fausto Massardo per conto dei Socialisti Liguri affinchè si dia attuazione ad un progetto riformatore di forte di coesione sociale: “Liguria 2030”. I Socialisti chiedono all’agenda politica Ligure di “mettere in testa forti misure di protezione sociale e di contrasto alla povertà”. Una importante raccomandazione, quanto articolata e inter dipendente : “declinare sul territorio Ligure gli OSS (Obiettivi di sviluppo sostenibile) per le principali sfide del nostro tempo. Come rendere migliore il nostro territorio in termini sociali ed economici in modo sostenibile? Una domanda che, secondo le UN, deve essere risolta entro il 2030.

E’ ciò che la società chiede alla politica, alle parti sociali alle istituzioni: “sostenibilità come produzione di società”. Iniziamo dalla lotta alle disuguaglianze che è la nostra bussola – da sempre-, “le persone”. In Italia registriamo un divario di genere e generazionale che è tra i più gravi in Europa e al mondo. Non un semplice squilibrio, ma una vera e propria questione socio economica da affrontare nel lungo periodo. L’impegno vorrebbe aprire una stagione di promozione delle politiche sociali, di inclusione e di opportunità per le persone e le famiglie, avviando un sistema di prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e di contrasto delle povertà e delle disuguaglianze. Un meccanismo che garantisce un sistema di economia Sociale che si propone di coniugare sia la libertà di mercato che la giustizia sociale, armonizzandole tra di loro. Politiche di intervento rivolte al mondo giovanile. Politiche socio-educative per l’infanzia e per l’adolescenza. Un Programmazione di gestione per le politiche abitative.

Come è imprescindibile, in questa galassia Europea dotarsi di “coordinamento e monitoraggio” dell’attuazione dell’Agenda 2030, attraverso la promozione e lo sviluppo di rapporti istituzionali con gli organi dell’Unione, attraverso le relazioni internazionali e un coordinamento per i fondi dell’Unione con la promozione dell’attività di CE (cooperazione europea). Di pari passo la diffusione della conoscenza delle attività dell’Unione Europea come le leggi Comunitarie. Di concerto con UE riavviare i processi di Cooperazione internazionale allo sviluppo attraverso un sistema complesso di aiuto umanitario e di protezione. Siamo sempre più convinti che il “sistema cooperazione”, parte integrante della politica estera Italiana sia un grande investimento strategico, non solo per il suo contributo alla crescita globale e alla stabilità internazionale, ma anche per le sue ricadute sul benessere economico e sociale e sulla sicurezza del nostro paese. Connesso a questi sistemi sono indefettibili nuove politiche per l’immigrazione, con particolare riferimento all’accoglienza e all’integrazione. Nella migliore conoscenze dei fenomeni globali e in un realistico sistema di inclusione non può prescindere il rafforzare di un simbolo che rispecchia la “Liguria nel Mondo” : l’emigrazione che rappresenta l’originalità e le specificità di un territorio in tutte le sue declinazioni, siano esse tanto produttive quanto sociali e culturali. Rafforzare l’opera di “Liguria nel Mondo” significa confermare un sistema di interscambio culturale, di relazioni sociali e commerciali e dialogo interculturale oltre mediterraneo.

Sul terzo settore i Socialisti insistono che deve ritornare ad essere un obiettivo centrale: recuperare un ritardo delle istituzioni, prima di tutto culturale, nell’impostazione delle politiche pubbliche. Il Terzo settore è un attore essenziale per lo sviluppo e la coesione sociale. Perché una società civile forte, organizzata, attiva, genera fiducia e aiuta a sviluppare un’economia solida, rafforza i diritti combatte infiltrazioni criminali come affermato dal Ministro per la coesione territoriale Giuseppe Provenzano. All’interno di una vasta riforma e delle sue applicazioni il terzo settore raccoglie nuove politiche per lo sviluppo del volontariato, dell’associazionismo e dell’inclusione attiva.

Regione Liguria dovrà recepire – a breve – e applicare la riforma del Terzo settore quale elemento d’integrazione nell’offerta dei servizi al pubblico. Co-attore nella programmazione, progettazione e realizzazione in materia di politiche sociali, in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale (118 Costituzione), TS si riconnette alle interdipendente, al diritto alla salute essendo i principali obiettivi delle Regioni, che a questo scopo devono riprogrammare iniziative di politica sociale. A questo punto potremmo dire che Società sostenibile significa benessere avendo la possibilità di sviluppare e conservare le proprie capacità fisiche, svolgere una soddisfacente vita di relazione, sviluppare al meglio le risorse personali, essere membri attivi della società e poter affrontare positivamente le responsabilità quotidiane. Obiettivi perseguiti attraverso piani di politica sociale e altre iniziative mirate.

Durante la PANDEMIA abbiamo “toccato con mano” il valore di un tessuto civile robusto nei sistemi socio sanitari, nell’ assistenza, oggi verso una nuova richiesta di protezione sociale in particolare nei confronti degli anziani, dei disabili, delle persone sole e di chi si è trovato senza tetto. Volontari, persone che non si sono mai sottratti ad alti rischi, presentandosi nelle case e nei triage ospedalieri – per molto tempo- a “mani nude”. Evidenziare oggi l’importanza di chi sta in prima fila per combattere marginalità e generare innovazione sociale e garantire la presenza fisica in zone di alto rischio – come si diceva prima – non è solo un riconoscimento è voler investire con la materialità delle cose di cui parliamo proprio quando parliamo di giustizia sociale. Le politiche pubbliche possono e devono fare di più per perseguire questa giustizia e questo è l’impegno condiviso dai Socialisti. Per fare ciò bisogna costruire “alleanze” per riconquistare credibilità e fiducia, abbiamo bisogno che la comunità diventi protagonista. La politica di coesione è l’arte di ricucire i legami con la società che si organizza e si mette in rete per farla funzionare. Per questo è indispensabile costruire interlocuzioni stabili con i soggetti che sono stabilmente prossimi alla comunità più debole, e che non devono soltanto beneficiare di programmi e interventi, ma devono aiutare le istituzioni a progettarli con la strategia per le aree interne delle Città Metropolitane, i fondi europei e buone pratiche di inclusione e innovazione sociale che devono affinare le politiche ordinarie.

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