mercoledì, 18 Settembre, 2019

Corrado Passera
scende in politica
con Italia Unica

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Corrado Passera Italia Unica Si torna a parlare di elezioni politiche, e Corrado Passera lancia la sua opa sul centrodestra, assicurando che, in caso di chiamata alle urne, il suo movimento politico – che il mese prossimo diventerà partito – ci sarà. L’ex ad di BancaIntesa sostiene che i sondaggi sono a due cifre, nonostante nella sua carriera ci sia l’esperienza come ministro dello Sviluppo economico del governo Monti che, nella mente degli italiani non ha certo lasciato un bel ricordo.

Si tratta di “un partito di programma e di soluzioni”, un partito “non ideologico”, “un contenitore di questo centrodestra che non c’è” come ha reso noto lo stesso Passera. “Abbiamo 18 gruppi di lavoro, 150 persone impegnate sul programma – ha aggiunto – e sono già 100 le città che hanno chiesto di aprire delle sezioni di Italia Unica”. L’obiettivo è quello di indicare “la strada per costruire un’alternativa a Renzi perché c’è un vuoto enorme rappresentato dal 50% degli italiani che alle europee non sono andati a votare o hanno votato scheda bianca. Poi ci sono quelli che hanno votato il centrodestra turandosi il naso e quelli che hanno scelto Renzi per paura di Grillo” ha proseguito Passera. Il centrodestra di oggi, costituito da Fi, Ncd e Udc ha “tradito il mondo liberale e popolare” perché è troppo appiattito sul presidente del Consiglio” ha attaccato il leader di Italia Unica.

Il partito di Passera intende offrire un programma di soluzioni, organizzato in 12 aree tematiche, frutto del lavoro sviluppato – nell’ultimo anno – da una squadra di professionisti e appassionati che hanno elaborato proposte e soluzioni ispirate ai principi di libertà economica e civile, di sussidiarietà e di meritocrazia. Il Manifesto dei valori prevede: la riduzione del debito con dismissioni del patrimonio demaniale; la riduzione dell’intervento pubblico; la riduzione della pressione fiscale; la riforma federale dello Stato; la riforma del diritto del lavoro; tagli alla burocrazia; la riforma del credito; meritocrazia nella scuola e nelle università, e l’abolizione (totale) del finanziamento pubblico della politica.

Siria Garneri

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