domenica, 15 Settembre, 2019

Corre il debito pubblico: mai così alto. Entrate in calo

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Il debito della pubblica amministrazione non è mai stato così altro. È arrivato a 2.363, 6 miliardi di euro circa a febbraio, rispetto ai 2.363,4 di gennaio. A comunicarlo la Banca d’Italia nel bollettino ‘Fabbisogno e debito’. Nel 2018 il debito della pubblica amministrazione è salito a circa 2.322 miliardi, (pari al 132,2% del pil secondo la stima Istat di aprile) rispetto ai 2.316,6 miliardi indicati il 15 marzo scorso con una variazione di circa +5,3 mld. Lo comunica la Banca d’Italia, spiegando inoltre che sempre rispetto ai dati di marzo, il debito è stato rivisto al rialzo di 0,8 miliardi nel 2016 e di 5,5 miliardi nel 2017 e 5,3 miliardi nel 2018. Le revisioni, spiega Via Nazionale, riflettono principalmente l’ampliamento del perimetro delle Amministrazioni pubbliche definito dall’Istat in accordo con l’Eurostat.

Sono calate allo stesso tempo a 31,2 miliardi le entrate complessive dello Stato a febbraio, in calo rispetto ai 37,4 di gennaio con una variazione negativa di circa 6 mld. Nel dettaglio le entrate tributarie sono scese a circa 29 mld (28,9 mld) dai 34,5 di gennaio. Nel secondo mese dell’anno è cresciuto inoltre a 10 miliardi di euro, contro i 6,9 miliardi dello stesso mese dell’anno precedente, il fabbisogno delle amministrazioni centrali al netto delle dismissioni, comunica inoltre la Banca d’Italia spiegando che le revisioni del fabbisogno alla luce dell’ampliamento del perimetro delle Amministrazioni pubbliche definito dall’Istat in accordo con l’Eurostat sono di entità limitata.

Il livello del debito, che supera il 130% del Pil ed eccede decisamente il limite del 60% posto in sede europea, preoccupa particolarmente la Commissione europea. Sul tema Pierre Moscovici ha ricordato che la situazione italiana sarà “riesaminata” in base ai dati di crescita che l’Ue pubblicherà il prossimo 7 maggio.

Il commissario europeo ha poi ribadito che l’economia italiana – in recessione dalla fine dello scorso anno – rappresenta un fattore di instabilità per il resto dell’Unione europea, motivo per cui Roma dovrebbe ridurre i suoi deficit strutturali. “Il rallentamento dell’economia italiana è, naturalmente, preoccupate per l’Italia. Ma è anche un fattore d’incertezza importante per l’Ue”, ha spiegato il commissario europeo. “L’interesse dell’Italia, che è un paese con un debito molto alto, è quello di controllare i suoi deficit strutturali per limitare il ricorso all’indebitamento, in modo da stabilizzare la sua credibilità, in particolare rispetto ai mercati finanziari, e da contribuire allo sviluppo dell’eurozona”, ha sottolineato Moscovici.

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