domenica, 7 Giugno, 2020

COSACCHI A BERGAMO

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Sembra uno slogan democristiano del dopoguerra e invece davvero vediamo i militari della Federazione Russa arrivare a Roma e dirigersi verso le zone più colpite d’Italia, la Lombardia e in particolare Bergamo.
Sono arrivati nella notte tra mercoledì 25 e giovedì 26 marzo la delegazione russa che si affiancherà ai medici dell’ospedale Papa Giovanni per la gestione dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo. Sono 104 militari, di cui 35 medici, 13 interpreti e, tra gli altri, esperti di sanificazione di ambienti che per circa una settimana lavoreranno in equipe con il personale medico dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo per conoscere le modalità di intervento e l’uso dei macchinari. Nella mattinata di oggi si è svolto un incontro con i giornalisti al quale erano presenti, per Regione Lombardia, il vicepresidente Fabrizio Sala, il sottosegretario con delega a Rapporti con le delegazioni internazionali Alan Christian Rizzi, gli assessori Pietro Foroni (Territorio e Protezione civile) e Lara Magoni (Turismo, Marketing territoriale e Moda), oltre che Alexander Nurizade, console generale della Federazione Russa a Milano ed il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.
“Lo scopo del team di medici russi è quello di lavorare concretamente fianco a fianco dei colleghi italiani. Per garantire una comunicazione efficace, il team si avvarrà di interpreti arrivati dalla Russia. I nostri specialisti rimarranno in Italia fino ad una specifica decisione congiunta della parte russa e di quella italiana.In totale a Roma sono arrivati 15 voli speciali dell’aviazione militare di trasporto della Russia con gli specialisti, attrezzature e mezzi sanitari a bordo. Decisioni su voli speciali supplementari saranno adottate in base all’evolversi della situazione e alla necessità”, precisa l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov, in un’intervista ad Askanews.
I medici e specialisti inviati dalla Russia saranno “fianco a fianco dei colleghi italiani” sul fronte della guerra al coronavirus a Bergamo, epicentro del contagio nel Nord Italia. E “l’aiuto gratuito fornito all’Italia in una situazione difficile, non è oggetto di mercanteggiamenti, ‘pagamento di conti’ e via dicendo” legati alle sanzioni internazionali.
Ma la Lombardia continua ad essere il territorio che desta più preoccupazioni proprio per i continui contagi e morti.
“Troppi morti in Lombardia, addirittura circa l’11 % dei morti per coronavirus nel mondo. Perché? E perché nelle RSA si muore più che ovunque, oltre 500 morti fino a ieri? Bisogna chiedersi oggi quali siano le cause, non possiamo aspettare la risposta da una commissione d’inchiesta a emergenza superata”. Così in un intervento il senatore e presidente del Psi, Riccardo Nencini, in commissione 8′ al Senato. Nencini ha aggiunto inoltre: “si dice ci siano pazienti italiani colpiti dal virus che sono stati trasportati in Germania per essere curati. È così? E perché”- chiede Nencini: “non abbiamo più posti letto in terapia intensiva?”

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