martedì, 24 Novembre, 2020

Costruzioni, giù del 13% nel 2020. Usare il Recovery Fund

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“L’Italia non può e non deve fermarsi ancora: è il momento delle decisioni e delle responsabilità, occorre cominciare a fare le cose che servono davvero”. Con questa forte esortazione alla politica e alle istituzioni, il presidente dell’ANCE, Gabriele Buia ha dato il via all’Assemblea pubblica, dal titolo “Ri-generazione Italia”, che si è svolta ieri totalmente in streaming, in osservanza del nuovo Dpcm del Governo, e alla quale sono intervenuti i ministri Fabiana Dadone (Pubblica Amministrazione), Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti) e Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico).

 

Si è tenuto inoltre un dibattito, condotto dal direttore del Tg La7, Enrico Mentana, a cui hanno preso parte la presidente dei Giovani Ance, Regina De Albertis, la Vicepresidente dell’Università Luiss- Guido Carli, Paola Severino, l’architetto Carlo Ratti e l’editorialista de La Repubblica, Sergio Rizzo.
Nel suo intervento, Buia ha sottolineato: “Basta tirare a campare: le risorse del Recovery Fund devono finanziare la rinascita di infrastrutture, città e territori in chiave di sviluppo sostenibile. Altrimenti il Paese rischia di essere fuori dai giochi. Sono troppi, infatti, i blocchi decisionali che si sono accumulati in questi anni, e che vanno definitivamente scardinati, perché non è pensabile andare avanti solo con soluzioni tampone, condivisibili in funzione anti-crisi ma non per disegnare una prospettiva futura per le prossime generazioni. Normative incompiute, centri decisionali intoccabili, pareri e competenze sovrapposte, decisioni prese sul filo di un emendamento presentato all’ultimo minuto. Così non va. Non è accettabile impiegare 5 anni per aprire un cantiere da 5 milioni e 3 per avviare un’opera da 200mila euro. Sono anni che le risorse per il dissesto idrogeologico non vengono spese, tra procedure farraginose e carenze progettuali. Serve poi un piano di efficienza della Pa, altrimenti lo smart working si trasformerà in un no-working, fatto di tempi dilatati, attese infinite, disagi per cittadini e imprese. Qualche segnale positivo c’è stato, con la misura del superbonus del 110% inserito nel dl rilancio per favorire la messa in sicurezza e la riqualificazione energetica degli edifici, ma manca ancora una vera politica urbana che gli altri paesi hanno. Anche su questo dobbiamo cominciare a fare sul serio”.

 

Con questa premessa: “Le parole di Buia sono un colpo al cuore, ma motivate perché hanno una radice reale”, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha replicato ribadendo l’impegno del Governo ad ascoltare le imprese per superare i problemi remando nella stessa direzione. Patuanelli ha anche rassicurato sulla proroga del superbonus 110% oltre il 2021 grazie ai fondi Ue.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, ha affrontato i seguenti punti: maggiore flessibilità sugli orari e aumento della qualità del servizio della Pa.

Il ministro delle infrastrutture: Paola De Micheli, annunciando la convocazione di un tavolo sul subappalto e di un altro tavolo sulla rigenerazione urbana, ha detto: “Le  questioni aperte nel settore delle costruzioni saranno affrontate subito. Abbiamo dei testi parlamentari molto utili per poter arrivare a un punto di mediazione che garantisca la tutela dei centri storici e la possibilità  di riqualificare aree urbane in degrado”.
Ad agosto 2020 si stima che su base mensile l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni aumenti del 12,9%, confermando la tendenza positiva iniziata da maggio, dopo le flessioni registrate nei mesi precedenti a causa del lockdown.

Le preoccupazioni lanciate dal presidente dell’Ance fanno parte di un’amara realtà del Paese incentrata su efficienza ed efficacia in materia di appalti.

Inoltre, per quanto riguarda i dati sulla produttività nelle costruzioni, in una recentissima pubblicazione dell’Istat leggiamo: “Ad agosto 2020 si stima che su base mensile l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni aumenti del 12,9%, confermando la tendenza positiva iniziata da maggio, dopo le flessioni registrate nei mesi precedenti a causa del lockdown. Nella media del trimestre giugno – agosto 2020, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni mostra una crescita del 70,8% rispetto al trimestre marzo – maggio 2020, quest’ultimo fortemente segnato dall’inattività del settore delle costruzioni per le misure restrittive introdotte a causa dell’emergenza sanitaria. Su base annua si registra un incremento del 12,8% dell’indice corretto per gli effetti di calendario della produzione nelle costruzioni (i giorni lavorativi sono stati 21 come ad agosto 2019) e del 12,9% dell”indice grezzo. Nella media dei primi otto mesi dell’anno, l’indice corretto per gli effetti di calendario e l’indice grezzo diminuiscono rispettivamente del 14,4% e del 14,3%”.

Il settore delle costruzioni è di particolare importanza per la ripresa dell’economia e dell’occupazione messa in crisi dalla pandemia. Infatti, questo settore è un importante strumento alimentato dalla spesa pubblica secondo le teorie keynesiane.

 

Salvatore Rondello

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