giovedì, 29 Ottobre, 2020

Covid-19, dipendenti a tempo determinato, attivo servizio per domande di indennità

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Indennità Covid-19
DIPENDENTI A TEMPO DETERMINATO: LA DOMNDA E’ ONLINE
Dall’undici agosto scorso è attivo il servizio per la presentazione delle domande di indennità Covid-19 per i lavoratori dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali.
La misura di sostegno è stata introdotta dal decreto interministeriale del 13 luglio 2020 per supportare i lavoratori dipendenti a tempo determinato in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica.
Per tutte le indicazioni relative all’accesso, alla corretta compilazione della domanda e alle funzioni che permettono di controllarne lo stato e l’esito fino al pagamento, è possibile – informa l’Istituto – consultare il tutorial previsto per le altre indennità Covid-19 (Bonus 600 euro).
Dopo aver effettuato l’autenticazione al servizio, nel menu interno sono disponibili anche i manuali che forniscono ulteriori indicazioni per l’uso del servizio.

Previdenza
DAL 1° OTTOBRE IL PIN INPS LASCIA IL PASSO A SPID
A partire dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più Pin come credenziale di accesso ai servizi dell’Istituto. Il Pin sarà sostituito da Spid, il Sistema pubblico di identità digitale che permette di accedere ai servizi on-line della Pubblica Amministrazione. Per gli attuali possessori di Pins il passaggio allo Spid avverrà gradualmente secondo le istruzioni fornite dall’Ente di previdenza con la circolare Inps del 17 luglio scorso, n. 87, che prevede una  fase transitoria che si concluderà con la definitiva cessazione della validità dei Pin rilasciati dall’Istituto.
Con lo switch off dal Pin allo Spid l’Inps rafforza il diritto dei cittadini alla semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione e rende operative le politiche nazionali di digitalizzazione aperte ormai agli sviluppi europei.
Lo Spid, infatti, consente agli utenti di interagire con l’Istituto, con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati aderenti. In base al Regolamento eIdas l’identità digitale Spid (con credenziali di livello 2 o 3) può essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Unione europea.
Grazie ai vari livelli di autenticazione dello Spid, l’Inps potrà abilitare nuovi servizi che richiedono una maggiore affidabilità nella fase di riconoscimento dell’utente.
I Pin in possesso degli utenti conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla naturale scadenza fino alla conclusione della fase transitoria la cui data verrà successivamente definita.
Il Pin dispositivo sarà mantenuto per gli utenti che non possono avere accesso alle credenziali Spid, come i minori di diciotto anni, le persone che non hanno documenti di identità italiana o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno, e per i soli servizi loro dedicati. Tutti gli altri utenti dovranno pertanto dotarsi di credenziali di autenticazione alternative al Pin.
Si ricorda che gli strumenti di autenticazione elettronica attualmente utilizzabili in alternativa al Pin per accedere ai servizi offerti sul portale Inps sono i seguenti: Sistema pubblico di identità digitale (Spid); Carta d’identità elettronica (Cie); Carta nazionale dei servizi (Cns).
Tutte le informazioni sul passaggio da Pin a Spid – informa l’Ente di previdenza – sono comunque disponibili sul sito web dell’Istituto nella sezione Accedere ai servizi.

Trattamenti di integrazione salariale in deroga
L’INPS ANTICIPA IL 40%
Il decreto Rilancio, modificando il decreto Cura Italia, ha disposto che l’Inps possa anticipare una parte dei trattamenti di integrazione salariale in deroga per il prolungamento oltre le nove settimane. Il datore di lavoro può chiedere che l’Istituto, verificato il rispetto dei limiti di spesa previsti nel decreto, provveda al pagamento diretto della prestazione nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo.
Le prestazioni interessate da questa possibilità sono: Cassa integrazione ordinaria (Cigo); Cassa integrazione in deroga (Cigd); Assegno ordinario (Aso) dei Fondi di Solidarietà.
La nuova richiesta di Cassa integrazione in deroga (Cigd) – informa l’Ente di previdenza – può essere trasmessa all’Inps già dal 18 giugno scorso.
L’Istituto autorizza le domande e dispone l’anticipazione del trattamento entro 15 giorni dal ricevimento delle istanze stesse.
Il datore di lavoro, dal canto suo, dovrà inoltrare la richiesta entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, al fine di non vanificare l’obiettivo che la norma si prefigge, che è quello di garantire una disponibilità economica al lavoratore nel più breve tempo possibile.
Nel manuale “Pagamento anticipato del 40% delle integrazioni salariali” allegato all’apposita comunicazione all’uopo fornita dall’Inps sono illustrati i passaggi e i dettagli per inoltrare la domanda.

Inps
AL VIA L’OSSERVATORIO PER LA DISABILITA’ PSCHIATRICA E PSICOSOCIALE
Il Coordinamento generale medico legale dell’Inps ha presentato l’8 luglio scorso – tramite collegamento in videoconferenza – l’Osservatorio per la disabilità psichiatrica e psicosociale in ambito assistenziale e previdenziale, il cui scopo è di valutare e monitorare l’impatto che tali patologie generano sul “sistema Paese” e coinvolgere Centri di ricerca universitari, Istituzioni del settore sanitario e sociale e i principali stakeholder nazionali. Le malattie psichiatriche nell’ultimo decennio hanno avuto una costante crescita dal punto di vista epidemiologico, con conseguente aumento del “peso globale” e dell’impatto sulla salute pubblica e sui principali aspetti sociali, umani ed economici delle Nazioni, ed è in costante aumento anche il trend dei riconoscimenti sanitari delle prestazioni a carico dell’Inps per disturbi psichici, con una tendenza equiparabile solo a quella delle neoplasie. Le patologie psichiatriche costituiscono infatti il gruppo nosologico più numeroso, secondo soltanto alle malattie neoplastiche, e l’andamento epidemiologico è in costante aumento attestandosi al 21% del totale delle patologie, per un carico economico che supera i 3 miliardi di euro annui. Importante anche l’impatto sul mondo del lavoro: secondo una stima dell’Ocse, un lavoratore su 5 soffre di disagio mentale diagnosticato, e i più esposti sono i giovani adulti. Tre lavoratori su quattro con disturbi mentali hanno una produttività lavorativa ridotta, caratterizzata da prolungate assenze sul luogo di lavoro che generano un importante onere sociale ed economico a carico dei Paesi maggiormente industrializzati. Al riguardo, il Presidente Pasquale Tridico, nel suo intervento introduttivo ai lavori, ha evidenziato “la rilevanza strategica dell’Inps nel suo ruolo di protagonista nello studio degli effetti socioeconomici determinati dalle malattie psichiatriche”, e ha proseguito ricordando che ”l’Istituto si occupa di protezione sociale in un momento in cui la principale percezione è purtroppo l’insicurezza sociale. Il progetto si innesta nel ruolo proprio dell’Ente di previdenza che è al servizio dei cittadini, ed oggi più che mai, essere al servizio dei cittadini ha una valenza particolare”. Infine, ha ringraziato tutti i dipendenti “per il grande lavoro al servizio dell’Inps e di conseguenza del Paese”. È stata poi la volta del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Stanislao Di Piazza con delega alle politiche sociali, per il quale “è fondamentale pensare un nuovo tipo di welfare”, aggiungendo poi che “quello trattato oggi è un tema di straordinario interesse” in quanto “la tutela della salute mentale deve diventare uno degli obiettivi cruciali della strategia per contrastare i danni dell’epidemia”. Raffaele Migliorini, responsabile del coordinamento generale medico legale, ha voluto invece ricordare la tradizione medico legale dell’Istituto e l’aspetto dicotomico della sua attività, in osservanza dell’articolo 38 della Costituzione, il quale prevede la distinzione di due canali per l’attuazione del sistema di sicurezza sociale, assistenza e previdenza. Inoltre, ha evidenziato come la banca dati statistico-epidemiologica dell’Istituto possa, tramite un approccio multidisciplinare con gli altri attori coinvolti nell’Osservatorio, fornire un utile implementazione al modello organizzativo gestionale di un welfare sempre più sensibile alle tematiche della disabilità psichiatrica e psicosociale.

 

Carlo Pareto

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