domenica, 23 Febbraio, 2020

Craxi, il giudizio alla storia e alle nuove generazioni

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Martedì 4 febbraio la Federazione Provinciale spezzina del Partito Socialista Italiano ha organizzato la proiezione del film “HAMMAMET”, il film di Amelio che narra l’ultimo periodo di vita di Bettino Craxi in Tunisia, preceduta da un dibattito con Bobo Craxi che ha voluto essere con noi a introdurre quella che è anche la storia sua e di tutta la sua famiglia, moderato dal giornalista Enzo Raffaelli con la consueta professionalità.

Ha introdotto la serata il Segretario della Federazione Spezzina Brero Giorgio davanti alla comunità socialista, giovani e meno giovani, che nel nome di Bettino Craxi ha voluto riunirsi in un luogo simbolo che è stato, fino allo scorso anno, la sede della società di Mutuo Soccorso e Fratellanza Artigiana “Unione Fraterna”, presieduta quasi ininterrottamente da socialisti dal Senatore Gianfranco Mariotti a Ubaldo Anghinolfi, da Antonio Franciosi e ultimamente da una donna, Anna Maria Carignani che ci ha lasciato alla fine del 2018 dopo aver lottato fino all’ultimo per salvare l’attività di Silvano Andreini e il suo film club che sono un’eccellenza nel campo.

Crediamo che dopo vent’anni la figura di Craxi debba essere valutata abbandonando quella visione parziale, distorta e caricaturale che per anni lo ha accompagnato, lasciamo alla storia e alle nuove generazioni, scevre da risentimenti, il giudizio.

Mentre a Milano la giovanile del Pd organizza un incontro importante con figure di rilievo dell’epoca, l’unica sede deputata a tracciarne un profilo – il Parlamento italiano – ne vieta il ricordo. Insomma, nessun esame di coscienza, un bel macigno su uno dei periodi più controversi della storia d’Italia, basta e avanza un capro espiatorio che ci mondi dai nostri peccati.

Bettino Craxi ha lottato contro tutti i totalitarismi, comunismo compreso, e in molti ne hanno fatto un’icona anticomunista a prescindere. L’errore lo hanno fatto coloro che hanno alimentato l’odio politico nei suoi confronti e additato come il capro espiatorio del finanziamento opaco ai partiti che tutti praticavano ma nessuno ha ammesso.

Si è voluto in questa sede ricordare il Craxi statista, Presidente del Consiglio che durante il suo mandato ha portato l’Italia ad essere la quinta potenza mondiale, che ha messo mano alla revisione del Concordato abolendo il concetto di religione di Stato, che ha portato l’inflazione dal 20% al 4%, il taglio di 4 punti della scala mobile con la vittoria nel referendum, il suo impegno umanitario tanto che venne nominato dal Segretario Generale dell’ONU suo Rappresentante personale per il debito dei Paesi in via di sviluppo e nel 1990 presenta il suo rapporto all’Assemblea; il Segretario Generale lo nomina Consigliere speciale per lo sviluppo e il consolidamento per la pace e della sicurezza, ecc. .
C’è una straordinaria assonanza, seppur in epoche diverse e situazioni politiche diverse, tra le vicissitudini di un personaggio storico molto amato da Bettino che si desume dalle frasi tratte da un documento storico:

“Venne trasportato per due giorni sulla galera Duca di Genova che lo portò, prigioniero, in uno dei carceri più duri del Regno, la fortezza del Varignano. Un vero caso di malasanità, in cui un illustre prigioniero ferito venne trattato da carcerato e non da malato, senza biancheria pulita e senza adeguate medicazioni. Garibaldi era un problema, un eroe amato che sfuggiva al controllo di troppi, e per questo trattato con colpevole superficialità. La ferita s’incancreniva, l’eroe provava dolori indicibili, stava rischiando di perdere la gamba, e forse morire”.
Questo era il trattamento riservato dal Regno d’Italia a Garibaldi reo di aver provato a liberare Roma dai papalini per unire l’Italia!
Purtroppo la storia non insegna!
Ma la nostra città ha eretto una statua equestre ai giardini pubblici in suo onore e ha intitolato una via e una piazza a Giuseppe Garibaldi.

 

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