lunedì, 8 Marzo, 2021
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Craxi, la politica economica e le chiacchiere da Bar Bacetto

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Da Nicola Scalzini, principale collaboratore economico del governo Craxi e sottosegretario al governo con Dini ho il piacere di ospitare questa riflessione sull’indegno libello pubblicato da tal Barbacetto su Bettino Craxi.


“Volete farvi qualche risata? Vi racconto quello che ha scritto bar-bacetto in un libro contro Craxi. Io ho letto solo la parte che mi compete, quella economica. Prendiamo qualche affermazione a caso. Nel periodo del Governo Craxi “cresce la spesa. Passa dal 36,9% al 41,7% del 1983 , ma il Governo Craxi ebbe inizio nel 1983 e dichiarò proprio lui che “occorrono nuovi argini alla crescita alluvionale della spesa”. Scrive Scalfari, facendo un bilancio del quadriennio craxiano, il primo marzo del 1987: “il livello della spesa pubblica non solo non è aumentato, ma è lievemente diminuito rispetto al PIL; nel frattempo la pressione fiscale è rimasta complessivamente invariata” E Bar Bacetto? Dice il contrario e per dimostrarlo prende due anni a caso. il 1980 e il 1993, e ricava che tra i due anni la pressione fiscale è aumentata. Che questi anni non hanno nulla a che vedere con il Governo Craxi al nostro Bar Bacetto non interessa. Nell’80 il Presidente del Consiglio era Cossiga, nel ‘93 era Ciampi. Se avesse preso il ‘98 avrebbe trovato un livello di pressione fiscale ancora più elevato e Craxi era ancora in vita. Forse il nostro non ci ha pensato. Ma andiamo avanti con affermazioni strampalate. “Quando va al governo nell’83 Craxi ha la fortuna di trovarsi davanti ad un mutamento favorevole del ciclo economico internazionale. Era quello il momento del rientro degli eccessi di spesa”. Gli facciamo rispondere dal Governatore Ciampi? : “Il contenimento dei costi (tra l’83 e l’ 84, ndr) è derivato dalle componenti interne. QUELLE ESTERE HANNO OPERATO IN SENSO OPPOSTO PER IL FORTE RINCARO DEL DOLLARO.

Le circostanze esterne favorevoli si verificheranno dopo tre anni e nel frattempo la rigorosa politica dei redditi voluta da Craxi prepara il terreno per uno sviluppo esplosivo. Ma è inutile spiegare al Barbacetto cose per lui di difficile comprensione. Si potrebbe pensare: ma perché non si è documentato, almeno leggendo le relazioni della Banca d’ Italia? Forse è sufficiente dirgli che le società di rating assegnarono all’Italia, poco prima che De Mita ritirasse l’appoggio a Craxi, la tripla A, tenendo conto di una ritrovata stabilità politica ed economica, con indicatori tutti riorientati in positivo, con prospettive di crescita elevata e sostenibile sotto ogni punto di vista. Dopo Craxi, invece finirà la politica dei redditi, ritorna l’instabilità (cinque governi in 5 anni) e alla prima crisi economica, 1991, il nostro paese non sarà in grado di reggere. Perdiamo la tripla A che non riavremo più. E Bar Bacetto? Lasciatelo perdere

 

Nicola Scalzini

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