sabato, 7 Dicembre, 2019

Bobo Craxi: “Mio padre tutelava gli interessi nazionali, ma non era sovranista”

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Il prossimo gennaio saranno 20 anni dalla morte di Bettino Craxi. Bobo, figlio dell’ex segretario socialista, ne traccia un profilo in una lunga intervista pubblicata su Sette, l’inserto del Corriere della Sera. Bobo racconta la sua vita accanto allo scomparso leader socialista, le frizioni, le lezioni imparate, la speranza in una riabilitazione postuma. “Venite tutti ad Hammamet per il ventesimo anniversario della morte” è il suo appello.

“Lui era eurocritico, non antieuropeo”, afferma Bobo nel colloquio con Francesco Battistini, però “tutelava gli interessi nazionali, non era sovranista. Sapeva che le frontiere sono le ferite cucite sulla pelle della Terra. E quando Maria Giovanna Maglie dice che oggi si difendono i confini come Craxi a Sigonella, confondendo i marines della Delta Force con gli africani in mutande, il paragone è sballatissimo. Apprezzo che Giorgetti riscopra Craxi, che Giuseppe Conte vi si paragoni. Berlusconi, da premier, andò sulla sua tomba di notte. Ma quando sento che Salvini forse sarà ad Hammamet, mi sembra inopportuno: questi sovranisti di oggi, sono gli stessi che ieri esibivano il cappio in Parlamento. Quanto alla sinistra ex comunista, non vuole proprio fare i conti con lui”. Bobo parla anche del rapporto con la sorella: “È noto – afferma – che non condivida certe scelte politiche di mia sorella: se pensa di trasferire nostro padre nella destra, commette un falso storico”.

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Da semplice socialista, che come tanti altri aspetta da anni la “riabilitazione postuma” di un leader del quale si vanno sempre più scoprendo le doti di statista – riabilitazione della quale non abbiamo mai perso la certezza, nonostante il passare degli anni – io credo sia da vedere con favore ogni “ravvedimento” tra chi allora non ne aveva compreso il valore, o ne era semmai stato un acceso critico.

    Per capire l’autentica considerazione e stima di cui egli godeva fuori dai confini nazionali, e come fosse benvoluto, sarebbe bastato girare per le strade di Hammamet dove la gente comune, riferendosi alla sua persona, lo identificava come “Monsieur le president”, e non può che far piacere il vederlo oggi “riscoperto” anche in casa nostra, perché già questo è motivo di non piccola soddisfazione.

    Ciò di cui non riesco invece a capacitarmi, e a spiegarmi, è il perché – se la “sinistra ex comunista, non vuole proprio fare i conti con lui”, e tutto fa pensare che sia effettivamente così – una parte della “diaspora” socialista continui a non prendere le distanze da detta sinistra (mi riesce ancora difficile capire come possa essere motivata e giustificata una siffatta posizione).

    Paolo B. 16.11.2019

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