sabato, 25 Maggio, 2019

Crisi, consumi a picco. Confcommercio: «Il 2012 è stato il peggior anno del dopoguerra»

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Consumi a picco (-2.9%) e contrazione del potere d’acquisto del 4.1%. «Il 2012 è stato il peggiore anno dal dopoguerra». A lanciare l’allarme è stata la Confcommercio che ha registrato, per il mese di novembre, l’indice dei consumi (Icc) in calo del 2,9% su anno e dello 0,1% su mese. Secondo la confederazione del commercio «i dati relativi ai primi 11 mesi mostrano con una certa evidenza come il 2012 si avvii ad essere ricordato come l’anno con la più elevata riduzione registrata dall’inizio delle serie storiche». L’Istat invece ha evidenziato la contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, ridottosi del 4.1% nei primi 9 mesi del 2012.

L’ANALISI DELLA CONFCOMMERCIO – Gli acquisti delle festività natalizie non sono stati sufficienti a sostenere le sorti dei consumi, anzi, si sono trasformati in un indizio ulteriore che sottolinea come «la crisi sia ancora ben presente all’interno del sistema economico. Difficilmente – ha spiegato Confcommercio in una nota – la nostra economia, ed i consumi in particolare, potranno cominciare a mostrare, nel breve periodo, segnali di un significativo miglioramento».

ISTAT, CROLLO DEL POTERE ACQUISTO FAMIGLIE – Oltre alla ricerca di Confcommercio che fotografa il poco rassicurante status quo, anche l’Istat ha rilevato il crollo del potere d’acquisto delle famiglie, contrattosi del 4.1% nei primi 9 mesi del 2012. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato nel terzo trimestre 2012 dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, ma al contempo si è contratto dell’1,9% rispetto al corrispondente periodo del 2011. Invece, la spesa delle famiglie per consumi finali, sempre in valori correnti, si è ridotto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, e del 2,2% rispetto all’analogo periodo del 2011.

GLI SCARSI SEGNALI POSITIVI – Tra gli scarsi segnali positivi la Confcommercio ha rilevato «la fase di ridimensionamento delle dinamiche inflazionistiche»: a gennaio l’indice dei prezzi al consumo aumenterà dello 0,3%, con un tasso di crescita tendenziale pari al 2,3%.

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