sabato, 24 Agosto, 2019

CRISI RIMANDATA

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Crisi sfiorata e non ancora rientrata ma si apre uno spiraglio di dialogo tra i due litiganti con Di Maio che cerca di tutto per tenere in vita un Governo politicamente già morto, ma mantenuto in vita artificialmente per comodità e per paura. “Oltre questo governo ci sono solo le elezioni”. Ha detto il vicepremier Salvini. “La finestra elettorale è sempre aperta”. Tra gli alleati di governo “si è persa la fiducia, anche a livello personale”, aggiunge. “Speravo che dopo il voto si placassero le polemiche. In ogni caso, noi siamo gli ultimi a essere attaccati alle poltrone”. Ma “se i no prevalgono sui sì,non ha più senso andare avanti”. Dopo queste parole il coraggioso Giggino si è spaventato e ha cercato di correre ai ripari per mettere al sicuro la poltrona. Salvini da la sua parte e annuncia che andrà all’incontro con le parti sociali, convocato da Conte, ma che non sarà al CdM e al vertice sulle Autonomie. Poi assicura “domani non cade nessun governo”. Ma le occasioni per nuove polemiche non mancano. In ogni passaggio in cdm o alle Camere ormai può nascondersi una imboscata. Di Maio lo sa, Salvini lo sa. Per questo giocano le proprie carte come meglio credono. Salvini all’attacco e Di Maio in difesa, timoroso che la linea rossa sia ormai stata superata del tutto.

Di Maio abbassa la testa e cerca di parare il colpo. “Escludo che possa esserci una crisi” si è affrettato di dire nel corso della trasmissione Agorà estate. “Sono dinamiche di governo con due forze politiche diverse” e “è auspicabile che oggi ci parliamo e ci vediamo: è giusto che ci incontriamo, ci chiariamo e andiamo avanti, oggi, perché c’è Consiglio dei ministri e il tavolo autonomia”. “Portiamo soluzioni ai cittadini e non problemi”. “Ogni volta cerco sempre di trovare intesa e mediazione”. Insomma Di Maio come suo solito ha innestato la retromarcia in un alternarsi di posizioni che di certo non faranno bene alla chiarezza della linea del Movimento 5 Stelle sempre più aggrovigliato nel vuoto della sua leadership.

Salvini ne approfitta. E non si fa sfuggire l’occasione per definire come inadeguati alcuni dei ministri dei 5 Stelle dando a loro di fatto la responsabilità della incapacità dell’esecutivo a mettere in pratica quanto promesso. E oggi se la prende con i ministri Cinquestelle Toninelli e Trenta, lamentandosi per i loro troppi “no” e agitando il fantasma del rimpasto.

Minacciando un male più grande (per Di Maio), l’obiettivo potrebbe essere proprio quello di mettere mano alla squadra di governo. La convinzione, tra i ministri grillini, è che dopo aver fatto il passo indietro sul commissario Ue in quota leghista. Matteo Salvini alza la posta, chiedendo per sé più caselle nel governo giallo verde. E l’attacco ai ministri a 5 Stelle lanciato da Salvini, va proprio in questa direzione. Non resta che aspettare il chiarimento, se ci sarà, tra Di Maio, Salvini e il premier Giuseppe Conte.

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