giovedì, 28 Maggio, 2020

Crisi Ucraina, tornano i bombardamenti nel Donbass

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Aveva suscitato molte speranze l’iniziativa del Presidente francese Macron di riunire il 9 dicembre 2019, a Parigi, attorno a un tavolo, il nuovo Presidente ucraino, l’ex comico Zelenskyj, Vladimir Putin e Angela Merkel nel tentativo di risolvere la crisi ucraina.Un approccio finalmente diverso da quello che era stato l’atteggiamento americano del muro contro muro e delle applicazione delle sanzioni alla Russia. Ma i fatti degli ultimi giorni rischiano di trasformare questo tentativo in un fallimento che inevitabilmente coinvolge l’intera Unione Europea. La settimana scorsa dal 12 al 14 maggio l’esercito ucraino con l’ausilio di droni ha bombardato incessantemente le zone residenziali di alcuni villaggi del Donbass della Rpd (Repubblica popolare di Donetsk) filorussa causando notevoli danni e alcune vittime militari e civili. Ciò succedeva proprio contemporaneamente alla riunione, in videoconferenza causa il contagio da coronavirus, del cosiddetto gruppo di contatto istituito proprio per favorire la distensione.
Ovviamente la riunione non ha avuto alcun esito nonostante l’Ucraina abbia cambiato il capo della sua delegazione scegliendo il vice Ministro della Difesa Aleksander Polichthouk considerato più disponibile nel dialogo. Ma i rappresentanti della Rpd dopo la notizia dell”attacco subito, che tra l’altro viola anche i vecchi accordi del 2005 di Minsk che vietavano l’uso della artiglieria pesante sulle linee di separazione del conflitto, hanno abbandonato la riunione.
Si ha quasi l’impressione che vi si una regia per un aumento della destabilizzazione tra le parti che non si fonda solo sugli irriducibili di una parte e dell’altra ma che trova la sua origine anche per il verificarsi di avvenimenti non direttamente collegati al conflitto in corso. Il riferimento è ancora al Russiagate per la parte riservata all’Ucraina. Donald Trump è stato assolto dal Senato americano per le accuse rivoltegli dai Democratici di aver fatto pressioni su Zelenskyj affinché inguaiasse il rivale alla Casa Bianca Joe Biden colpevole di aver interferito scorrettamente in favore di una società del padre operante in Ucraina. Trump avrebbe minacciato di non inviare più aiuti finanziari e militari. Superato l’ostacolo interno Trump avrebbe ribadito il ruolo attivo di Putin in questa vicenda e la rescrudesdrnza degli attuali scontri sarebbe derivata anche dalla volontà di non dare tregua al leader della Russia sul terreno dell’indipendenza e delle rivendicazioni territoriali dell’ Ucraina. Fatto sta che gli intensi bombardamenti dell’esercito ucraino nel Donbass hanno provocato una brusca frenata del processo di ritiro degli armamenti avviato dopo l’incontro di Parigi con l’assenso di Putin e del Presidente ucraino Zelenskyj, già in difficoltà per aver dovuto ritardare il piano di riforme promesso causa il dilagare del contagio da coronavirus e la nuova “grana” degli incendi scoppiati vicino alla centrale nucleare di Chernobyl.

Alessandro Perelli

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