mercoledì, 28 Ottobre, 2020

Croazia 2020. Un inizio d’anno scoppiettante

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Un inizio 2020 che si preannuncia scoppiettante e pieno di novità per la Croazia. Dal primo gennaio, infatti, ha assunto la Presidenza Ue al posto della Finlandia e il 5 gennaio di svolgerà il ballottaggio per le elezioni presidenziali.  Zagabria darà inizio a un nuovo ciclo istituzionale con la Commissione presieduta da Ursula van der Leyen. Numerosi sono i compiti che attenderanno la nuova Presidenza croata. A parte il bilancio nei numeri del quale saranno scritti i programmi e gli obiettivi, vi saranno due grandi temi politici sui quali ci si dovrà esprimere. Il primo sarà quello dell’allargamento agli altri Paesi balcanici. A maggio proprio a Zagabria si svolgerà un ulteriore tappa del cosiddetto “Processo di Berlino” in cui, pena una seria crisi interna, non sarà più rinviabile l’apertura della procedura di adesione di Albania e Macedonia del Nord, finora bloccata dalla Francia.

Vi sarà poi il problema di fare passare all’unanimità nel Parlamento europeo l’entrata in Schengen della stessa Croazia vincendo l’opposizione della Slovenia determinata dalla mancata applicazione dell’arbitrato della Corte dell’Aia sulle questione confinarie. Alla  Presidenza Ue croata spetterà poi tracciare il cammino verso la Brexit che presenta  non poche difficoltà ma che ormai è irrevocabile.

Ma il 5 gennaio si svolgerà il ballottaggio delle elezioni presidenziali che nel primo turno hanno visto il successo inaspettato  del socialdemocratico Zoran Milanovic sull’uscente Kolinda Grabar Kitarovic del Hdz data per favorita. Si pensava che la Grabar recuperasse potendo contare su buona parte dei voti del terzo arrivato, l’esponente nazionalista Skoro, ma invece i sondaggi danno una situazione di sostanziale equilibrio, addirittura con una leggera preferenza per Milanovic. Una vittoria socialdemocratica costituirebbe una pesante sconfitta per il Premier Andrej Plenkovic e per il suo Governo che si sono impegnati massicciamente per il successo della Grabar. Stanno contando i problemi economici attraversati dalla Repubblica croata a mala pena mascherati dagli introiti della stagione turistica che la visibilità della Grabare i richiami al nazionalismo  della stessa non sono riusciti a superare. Ma anche la recente condanna a sei anni di carcere per l’ ex Premier Sanader, anche lui del Hdz, e l’orientamento della minoranza italiana della regione istriana e quarnerina che ha fatto riversare i suoi consensi su Milanovic, il cui atteggiamento positivo  verso forme di autonomia della stessa si  è rivelato determinante per raccoglierne i voti.

Alessandro Perelli

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