sabato, 7 Dicembre, 2019

Croazia, previsto il duello tra la Grabar e Milanovic

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Mancano pochi giorni alla scadenza prevista per raccogliere le diecimila firme necessarie alla candidatura a Presidente della Repubblica, nelle elezioni convocate per il prossimo 22 dicembre, ma in Croazia è facile prevedere un duello tra l’uscente Kolinda Grabar Kitarovic del Hdz e il socialdemocratico già Premier Zoran Milanovic. I due saranno probabilmente anche i protagonisti del ballottaggio che si svolgerà il 5 gennaio. I sondaggi contrariamente al previsto (la Grabar era data quasi sicura vincitrice) danno uno scarto di pochi punti tra i due, 30% a 26%. A destra la Grabar è sicuramente penalizzata dalla presenza di un candidato nazionalista,il cantante pop Miroslav Skoro, che è dato al 18%. Tutti gli altri, fatta forse eccezione per l’ex giudice Kolakusic, sono con percentuali ben più basse e tra l’altro bisognerà vedere se riusciranno a raccogliere le firme necessarie. Un test importante quello del 22 dicembre anche per il Governo guidato da Andrej Plenkovic che ha ricevuto recentemente un importante riconoscimento internazionale. Nel corso della sua ultima riunione infatti la Commissione europea guidata da Junker ha dato il via libera all’ingresso della Croazia in Schengen. Un via libera ipotetico perché dovrà essere sottoposto al vaglio del Parlamento europeo dove la Slovenia ha già fatto sapere di avere molte difficoltà a votare favorevolmente visto la mancata applicazione da parte della Croazia dell’arbitrato della Corte dell’Aia sul contenzioso sui confini.
I popolari europei cercheranno indirettamente di favorire l’elezione della Grabar (l’Hdz è membro del Ppe) svolgendo il loro congresso tra pochi giorni a Zagabria, dove Berlusconi ha candidato Antonio Tajani come vice presidente. Ma aldilà delle logiche europee, è sul piano interno che vengono i maggiori pericoli per il successo della Grabar. La situazione economica della Croazia attraversa un periodo non facile. Anche se il settore turistico ha tutto sommato tenuto evidenziando però mancanza di personale qualificato e in generale usufruendo di personale bosniaco per taluni servizi, il comparto industriale vive una profonda crisi e la disoccupazione aumenta. Ci sono state forti proteste per il livello troppo basso dei salari pubblici e a Zagabria pochi giorni fa si è svolta una imponente manifestazione di insegnanti. Su questi temi fanno leva i socialdemocratici per favorire il loro candidato Milanovic e in generale su un malcontento che non si riesce più a tacitare con le spinte nazionaliste e sovraniste del Hdz. La partita sembra dunque ancora molto aperta e inevitabilmente se si andrà al ballottaggio tutta da giocare anche sul piano delle alleanze. Senza dimenticare però che il prossimo anno si svolgeranno anche le elezioni per il rinnovo del Parlamento e che chi sarà eletto Presidente, pur avendo poteri limitati ed essendo una figura importante soprattutto sul piano istituzionale, avrà un ruolo non secondario.

Alessandro Perelli

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