martedì, 1 Dicembre, 2020

Croazia, turismo e finanziamenti europei

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La penisola di Sabbioncello, circa a una novantina di chilometri a nord di Dubrovnik (Ragusa), finora, era soprattutto nota per il ponte in costruzione da parte di una società cinese che permetterà il collegamento autostradale tra Rijeka (Fiume) e la Dalmazia meridionale senza passare per una ventina di chilometri in territorio bosniaco. Ben lo sanno quei tanti automobilisti italiani che dopo Trieste e un piccolo tratto in Slovenia, dal confine croato sono costretti, nei pressi di Ploce (Porto Tolero), a uscire dall’autostrada e a imboccare la vecchia strada costiera affrontando due confini e due dogane con lungaggini comprensibili per poi ritornare sulle strade croate. Manca ancora circa un anno al completamento della realizzazione del ponte causa i ritardi per la pandemia da coronavirus e occorre completare tutta l’autostrada prevista fino a Dubrovnik ma in pochi anni la Croazia, grazie all’ingente finanziamento europeo che causò non poche polemiche perché molto più costoso del collegamento senza ponte in territorio bosniaco, si doterà di una infrastruttura fondamentale per il suo sviluppo turistico. Ma proprio l’importanza turistica di questo territorio, come se non bastassero le bellezze naturalistiche ed estetiche di questo tratto di costa croata, piena di ricordi della Repubblica marinara di Venezia, che di sviluppa fino a quella vera perla di Dubrovnik, ha avuto nei giorni scorsi dalla Commissione Europea un ulteriore riconoscimento. Sulla Gazzetta ufficiale comunitaria è stato infatti pubblicata la decisione di assegnare all’ostrica di Mali Stone (Stagno Piccolo), una splendida insenatura adriatica della penisola di Sabbioncello, il marchio di denominazione di origine protetta (Dop). La richiesta era stata fatta nel 2017 dai produttori di questo prelibato mollusco bivalve ed ora finalmente il marchio è stato assegnato. Il che significa una tutela dell’ostrica dalmata in tutto il territorio europeo. La qualità delle ostriche è veramente ottima (e lo può testimoniare anche chi scrive che ha avuto la ventura di poterle gustare sul posto in alcune occasioni). Si tratta di un’ostrica più piccola di quella francesi ma molto fragrante e di un sapore particolare derivato dal fatto che, dove si allevano, il mare si mescola all’acqua del fiume Narenta. Vengono raccolte praticamente tutto l’anno ma soprattutto nei mesi di marzo e aprile quando la carne dell’ostrica è maggiormente sviluppata. A Mali Stone vengono vendute nelle bancarelle situate sulla riva e gustare nei ristoranti di pesce, tra i quali quelli principale, è noto per essere uno dei migliori della Croazia. La loro popolarità è diffusa ormai non solo nel territorio croato ma anche nel vicino Montenegro, dove anche sono nati allevamenti di questo genere con ostriche di Mali Stone trapiantate colà in acque particolarmente pulite. Tra coloro che hanno realizzato questi allevamenti in Montenegro vi sono anche i Maricoltori triestini nell’ambito di un progetto di cooperazione della regione Friuli Venezia Giulia. E sono proprio gli abitanti di questa regione che , terminati finalmente il covid 19 e l’autostrada, in poche ore di macchina da Trieste, potranno gustarsi queste prelibatezze magari annaffiate da un bicchiere di pregiato vino della vicina isola di Curzola.

 

Alessandro Perelli

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