martedì, 20 Agosto, 2019

Croazia, verso la fiducia e il rimpasto del Governo

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Non è sicuramente un rimpasto tecnico quello che il Premier croato Andrej Plenkovic presenterà per la fiducia al Parlamento. Sostituire sei ministri all’interno di un Governo, come ha annunciato, significa per lo meno, un tentativo di rilanciare un’azione politica che, non solo a giudizio dell’opposizione, ma anche per i numerosi contrasti all’interno del partito di maggioranza, l’Hdz, aveva presentato numerose incertezze e difficoltà. Del resto la situazione economica, in Croazia, presenta numerosi segni di regressione, con un forte aumento della disoccupazione e con un turismo che non riesce a coprire tutte le crepe e che è sviluppato solo sulla parte costiera, quest’anno però penalizzato dalla carenza di personale qualificato. Inoltre ci sono i problemi politici da affrontare a poco meno di un anno dalle elezioni parlamentari. Le recenti elezioni europee hanno evidenziato come i socialdemocratici, grazie anche a intelligenti alleanze abbiano ottenuto lo stesso numero di seggi, 7, dell’Hdz al Parlamento europeo. E negli ultimi giorni è svanita la possibilità di vedere la Presidente Grabar Kitarovic a capo della Commissione Europea, sulla quale c’era stato un impegno massiccio da parte dell’esecutivo, solo in minima parte mitigata dall’indicazione di Marija Pejcinovic, ministro degli Esteri, a segretario generale del Consiglio d’Europa. Anche gli scandali che hanno causato la sostituzione di alcuni ministri hanno contribuito a rendere ancora più deficitaria la credibilità del Governo che è alle prese, tra l’altro con il problema del controllo del flusso di migranti che, soprattutto dalla vicina Bosnia Erzegovina, si sistemano nella fascia confinaria chiedendo l’ingresso in Europa. E sono proprio delle ultime ore le critiche delle associazioni umanitarie internazionali sui metodi brutali utilizzati dalla polizia croata contro i migranti. Un’ulteriore spinosa questione sono i rapporti con la confinante Ungheria. Con Orban infatti, potenzialmente alleato nella politica di respingimento delle migrazioni, vi è stato lo spiacevole incidente delle rivendicazioni territoriali del Premier ungherese subito utilizzate dall’opposizione socialdemocratica per accusare il Governo di insipienza nelle relazioni internazionali. A fine anno si terranno le elezioni presidenziali. I due candidati che si giocheranno la vittoria saranno l’uscente Grabar Kitarovic e il leader socialdemocratico Milanovic, già a capo del Governo. Una sfida che, nonostante la visibilità della attuale Presidente si presenta molto incerta. Il voto del Sabor, il Parlamento croato, al nuovo Governo presentato da Plenkovic, dà il via a una stagione densa di appuntamenti politici e istituzionali importanti per la Croazia.


Alessandro Perelli

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