martedì, 22 Gennaio, 2019

Crotone. Sbarco di migranti, salvati dai cittadini

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Non si sono fatti influenzare dalla dottrina Salvini e appena hanno visto i 51 migranti in difficoltà a poche decine di metri dalla spiaggia, invece di respingerli,  non hanno esitato a buttarsi nell’acqua gelida per salvarli. È accaduto nel crotonese, nella frazione Torre di Melissa, dove 51 migranti di etnia curda sono arrivati all’alba sulla costa. Si tratta del primo sbarco del 2019 in Italia, su una rotta, quella balcanica, che, di fatto, è sempre andata avanti senza subire fermate. Hanno rischiato di morire a pochi metri dalla terraferma e se sono salvi lo devono a decine di semplici cittadini che non ci hanno pensato un momento a gettarsi in mare per portarli al sicuro.

È il primo sbarco del 2019 in Italia, su una rotta, quella balcanica, che, di fatto, è sempre andata avanti senza subire fermate. Una rotta su cui navigano prevalentemente piccole barche a vela che riescono, a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Un flusso praticamente ininterrotto che porta a riva piccole quantità di esseri umani, provenienti prevalentemente dalla Turchia, dal Medio Oriente o dal Sud est asiatico. Lo scorso anno furono una ventina, in prevalenza sulla costa crotonese, ma anche su quella ionica reggina. Nonostante gli sforzi e la generosità degli abitanti del posto, però, uno dei migranti è stato inghiottito dai flutti e adesso risulta disperso, mentre i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina hanno individuato i presunti scafisti, due cittadini russi di 43 e 25 anni, bloccati in un albergo in cui erano andati a dormire.

La barca sulla quale viaggiavano i 51 migranti – tra loro sei donne, tre bambini ed un neonato – si è incagliata a pochi metri dalla costa dopo essere stata abbandonata dagli scafisti e si è rovesciata su un lato. Le grida disperate hanno svegliato alcuni residenti della zona. I cittadini non ci hanno pensato su due volte e sono corsi in acqua per portare a riva quei disperati. Tra i soccorritori anche il il sindaco di Melissa Gino Murgi. Murgi è ancora scosso: “Sono immagini che non dimenticherò mai: le urla di quelle donne che chiedevano di salvare i loro bambini, ma anche la grande solidarietà dei miei concittadini. L’uomo è capace di umanità e altruismo. Chi ha un cuore tende la mano”.

Per portare a termine il salvataggio è stata anche utilizzata l’imbarcazione di salvataggio in dotazione all’hotel per il periodo estivo per portare al sicuro le sei donne ed i quattro bambini, tra i quali un neonato, che erano a bordo.

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