lunedì, 1 Giugno, 2020

CURA ITALIA IN VIGORE

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In Italia non cessa l’allarme. Altri 475 morti per coronavirus in Italia. Il totale dei decessi sfiora ormai quota 3000: le vittime sono 2978. Quello di oggi è il dato più alto di vittime che si registra dall’inizio dell’emergenza. Borrelli ha sottolineato anche il numero dei guariti che “sono oggi 1084 in più, un numero veramente importante, che li porta in totale a 4025, più 37% rispetto a ieri”, ha detto il commissario in conferenza stampa alla Protezione civile. “Ci sono 2648 positivi in più, per un trend stazionario in questa settimana”, ha aggiunto.

“È necessario – ha aggiunto – contenere al massimo gli spostamenti. I dati di oggi ci fanno pensare positivo ma vanno adottati comportamenti corretti”. “Siamo in una fase in cui misuriamo l’effetto delle misure adottate in tutto il paese, siamo in una fase in cui non possiamo ancora vedere i benefici, ci vorrà ancora qualche giorno. Per questo non dobbiamo mollare – spiega il presidente Iss Silvio Brusaferro – Non ci sono i presupposti – ha aggiunto – dobbiamo mantenere le misure se vogliamo vedere davvero degli effetti e proteggere le nostre persone più anziane”.

Intanto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge ‘Cura Italia’, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed è già in vigore. Complessivamente il decreto legge autorizza per l’emergenza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l’anno 2020. Sulle misure adottate dal governo è intervenuto il presidente del Partito socialista italiano Riccardo Nencini secondo il quale “600 euro una tantum per professionisti, artigiani e commercianti sono un’inezia, meno del reddito di cittadinanza. E dire che sono soprattutto loro a soffrire della crisi economica figlia del coronavirus”. È quanto ha affermato in una nota il senatore del Psi Riccardo Nencini, che ha aggiunto: “si tratta di un criterio che introduce una frattura nel mondo del lavoro e non ve n’è proprio alcun bisogno. Tutti i lavoratori vengano trattati allo stesso modo”.

                                                                                                                                   Paolo D’Aleo                                 

                                                                                                         

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