mercoledì, 17 Luglio, 2019

Cyberspionaggio. Nel mirino Renzi, Monti e Draghi

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cyberspionaggioLa polizia postale ha arrestato due persone accusate di aver spiato almeno dal 2012 politici, figure istituzionali e imprenditori italiani, e di aver monitorato anche le email dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi.
L’indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all’arresto di due persone, l’ingegnere nucleare Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell’alta finanza capitolina. L’indagine è coordinata dal pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma.

Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Le indagini degli investigatori del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, hanno accertato che i due fratelli gestivano una rete di computer (botnet) – infettati con un malware chiamato ‘Eyepyramid’ – che avrebbe loro consentito di acquisire, per anni, notizie riservate e dati sensibili di decine di persone che, a vario titolo, gestiscono la funzione pubblica e delicati interessi, soprattutto nel mondo della Finanza.

Secondo il sito Linkedin, Giulio Occhionero è managing director della società Westlands Securities, con sede principale in Cina.

Non è stato possibile per il momento raggiungere i familiari o i legali dei due.
Tra i nomi delle vittime che compaiono nell’ordinanza, oltre a quelli di Renzi e Draghi, anche l’ex premier Mario Monti, ex dg di Bankitalia ed ex ministro Fabrizio Saccomanni, gli ex ministri Piero Fassino e Ignazio La Russa, del cardinale Gianfranco Ravasi.

Secondo gli inquirenti, gli Occhionero avrebbero infettato, a partire dal 2012, una serie di computer con un malware denominato Eyepiramid (noto dal 2008, che consente di controllare a distanza i pc), ottenendo informazioni riservate su “numerosissime” vittime, e le avrebbero poi custodite su server negli Stati Uniti. Per questo, all’indagine collabora anche la Cyber Division dell’Fbi, dice la nota.

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