sabato, 24 Agosto, 2019

D-DAY

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L’accordo sul divorzio dall’Ue è stato bocciato dalla Camera dei Comuni. L’intesa raggiunta a novembre dalla premier Tory, Theresa May, con Bruxelles viene così affondato con 432 no contro 202 sì. La ratifica è stata negata con uno scarto di 230 voti, un risultato molto pesante per il governo che va oltre le previsioni. Sono 118 i deputati conservatori che hanno votato contro l’accordo.

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia al governo Tory. La mozione sarà discussa domani. Corbyn ha parlato di “sconfitta devastante”, ha accusato la premier d’essersi negata al dialogo con l’opposizione per scongiurare un no deal e di aver privilegiato gli interessi del Partito Conservatore su quelli del Paese. Ha infine auspicato che la Camera dia domani il suo “verdetto sull’incompetenza di questo governo”.

La stampa inglese lo ha battezzato il ‘D-Day’ come il giorno dello sbarco in Normandia, una giornata di svolta, come lo fu allora per gli inglesi, l’Europa e l’Occidente. Oggi il Parlamento britannico deciderà se accettare o no l’accordo sulla Brexit proposto dal Governo May.
Per la Reuters si tratta della decisione più importante presa dal Regno Unito dopo la seconda guerra mondiale e in effetti qualsiasi sarà l’esito nulla sarà più come prima. La sterlina già soffre in vista del voto sull’Accordo di Recesso dall’UE, ma sarà ancora peggio se il testo dell’accordo verrà respinto dalla Camera dei Comuni, ci potrebbe essere una Brexit senza accordo, il cosiddetto ‘no-deal’. Un’apocalisse che seguirà il crollo della sterlina e un aumento della disoccupazione. In caso di no-deal, le relazioni economiche fra Regno Unito e Ue sarebbero regolamentate dalle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e dovrebbero essere introdotti una serie di controlli doganali e di regole. L’altra possibilità invece è un sì seguito a un’uscita ordinata del Regno Unito dall’Unione europea. L’accordo regolamenta il conto che Londra dovrà pagare all’Ue per onorare i suoi impegni e definisce i diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito e di quelli britannici in Ue. Dal 29 marzo del 2019 ci sarà un periodo di transizione post Brexit che dovrebbe durare fino alla fine del 2020, durante il quale non cambierà quasi nulla.
Inoltre da Bruxelles ribadiscono che non ci sarà nessun piano B e anche se più volte ventilato in realtà il piano B, in caso di bocciatura della ratifica dell’accordo sulla Brexit definito da Theresa May con Bruxelles, non potrà essere altro che una nuova versione del medesimo Piano A. Lo ha detto oggi ai Comuni l’Attorney General, Geoffrey Cox, ultimo ministro a intervenire nel dibattito prima della premier e del voto. Anche se si è aperta una linea morbida dall’Ue che ha aperto ad una proroga dell’articolo 50. Per questo, “serve una richiesta del Regno Unito e l’unanimità dei 27”, “da parte degli Stati membri non ci saranno grossi ostacoli a una proroga”, hanno spiegato fonti da Bruxelles. Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha detto che se l’accordo sarà bocciato, potrebbero esserci nuovi negoziati con l’Ue, ma senza cambiamenti di sostanza.
Tuttavia dai pronostici è molto probabile che il Primo Ministro May perderà il voto, visto che oltre 100 deputati Tory e i 10 alleati del Partito democratico unionista nordirlandese (Dup) hanno anticipato il loro ‘no’, perché non soddisfatti dal ‘backstop‘, la clausola per evitare il ritorno della frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord e che dovrebbe scattare dopo il periodo transitorio se non sarà trovata un’altra soluzione.
La premier chiuderà il dibattito con un discorso e, se sconfitta, ci si attende che parli al Paese, dopo le ovvie dimissioni. Intanto il Partito Laburista, guidato da Jeremy Corbyn, potrebbe presentare una mozione di sfiducia contro il governo: se passasse, si andrebbe a elezioni.

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