mercoledì, 13 Novembre, 2019

Dagli industriali sonora bocciatura al Governo

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Sonora bocciatura del Governo da parte della platea di industriali a Cernobbio. Oltre l’80% dei 200 imprenditori presenti all’ultima giornata del tradizionale forum Ambrosetti, ieri ha dato un giudizio negativo sull’operato dell’esecutivo.

Un risultato decisamente rovesciato rispetto ad un anno fa, quando l’operato dell’esecutivo era stato considerato positivo dal 53% circa dei presenti al forum, mentre solo il 7,6% aveva dato un voto negativo.
L’amore tra le imprese e il governo giallo-verde non è mai scoppiato, ma ora siamo al gelo polare. E a variare è solo la gradazione dello scontro e della incomunicabilità: si va dai tentativi, più o meno vani, di dialogo del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, agli avvisi senza se e senza ma del numero uno di Assolombarda, Carlo Bonomi che ha avvertito: “Evitate un altro 2011”.
Se 8 imprenditori e manager su 10 hanno bocciato l’esecutivo, si sono fatti sentire di nuovo anche i Sì Tav di Torino. Alla manifestazione di ieri, organizzata dalle madamin arancioni di ‘Sì Torino va avanti’, hanno partecipato oltre 30mila persone, con tutte le forze produttive e sindacali della città presenti in massa.
Dunque, dal Nord-Ovest al Nord-Est, il mondo industriale (anche quello che ha votato Lega) manifesta una crescente e sempre più evidente disapprovazione verso l’esecutivo e la sua politica economica. Lungo è il ‘cahier de doléances’ delle imprese: dal decreto ‘dignità’ sul lavoro, che segnò la prima rottura a giugno dello scorso anno, fino al decretone con quota 100 e reddito di cittadinanza. Ma è sulle grandi opere, a cominciare dalla Tav, che si è registrata la distanza più larga: tanto che non a caso il Carroccio ha dovuto fare la faccia feroce con i grillini per non perdere consenso in quell’elettorato.
Solo che, a poco meno di un anno, anche i leghisti devono fare i conti con la disaffezione delle imprese. Al convegno Ambrosetti ha espresso parere “negativo” il 39,6% dei partecipanti e “molto negativo” il 40,6%. Solo l’1% degli imprenditori presenti al workshop ha definito “molto positivo” l’operato del governo. L’anno scorso, con l’esecutivo Gentiloni ormai in scadenza, il quadro era esattamente opposto.

Quel che è certo è che gli industriali guardano con speranza al voto europeo: il 37,9% ritiene che il quadro politico sarà modificato e si renderà necessario un rimpasto, mentre il 35,9% pensa che i cambiamenti potranno portare a elezioni anticipate. Lo stesso vertice di Confindustria ha aperto al voto anticipato se questa strada dovesse servire per sbloccare lo stallo decisionale.
Ancora più drastico è stato Bonomi, leader degli industriali lombardi, che ha chiesto una marcia indietro su tutto: da quota 100 al reddito di cittadinanza agli 80 euro di Matteo Renzi.

Ma, da Luigi Di Maio a Matteo Salvini, fino al leghista Massimo Garavaglia, presente ieri a Cernobbio, è stato un coro di no.
Il viceministro leghista dell’Economia presente ieri a Cernobbio ha ribadito la solita solfa: “Il popolo vota, lo voleva e noi facciamo come è giusto fare. Lo abbiamo promesso in campagna elettorale”.
Il governo giallo-verde non si rende conto che non si governa un Paese facendo vedere agli italiani la luna nel pozzo.

Salvatore Rondello

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