martedì, 19 Gennaio, 2021

Dal primo gennaio il Portogallo alla guida dell’Europa

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Al socialismo riformista e moderno che guida da più di sei anni il Portogallo tocca ora di guidare l’Europa. Così si potrebbe sintetizzare il fatto che dal primo gennaio il Primo Ministro portoghese Antonio Costa presiede il Consiglio Europeo al posto di Angela Merkel secondo la rotazione prevista all’interno dell’ Unione. Alla fine di dicembre Costa in una conferenza stampa con il Presidente del Parlamento europeo Sassoli ha indicato quali saranno i punti principali del suo programma indicando nel rafforzamento del modello sociale la chiave per la ripresa europea con la auspicabile uscita dalla pandemia. La Presidenza portoghese eredità i risultati per buona parte positivi dei sei mesi in cui la guida era toccata alla Germania. E quindi l’ approvazione ,anche se non facile e ottenuta negli ultimi giorni causa il blocco dell’ Ungheria e della Polonia, del quadro finanziario pluriennale e del Recovery fund. Ma anche l’ accordo negoziale per la Brexit e un intesa economica con la Cina che ha suscitato alcune perplessità legate al mancato rispetto dei diritti umani da parte di Xi Jimping e dai dubbi americani espressi da Trump e Biden. Eredita una non certo ottimale gestione del problema delle migrazioni con un accordo con la Turchia usato come arma di ricatto da Erdogan per poter continuare le scorribande espansionistiche nel Mediterraneo ai danni di Atene e di Cipro oltreché per coprire le violazioni delle libertà democratiche non atto nel suo territorio. Una gestione che con i muri eretti da Orban e altri non rispetta il dettame europeo della libera circolazione e presente situazione di vera e propria emergenza umanitaria come nell’ isola di Lesbo in Grecia e a Bihac in Bosnia Erzegovina. Antonio Costa dovrà prioritariamente cercare di portare l’Europa fuori dalla pandemia ma avrà dalla sua parte l’arma della vaccinazione appena iniziata e quindi il programma di riuscire a renderla disponibile ai cittadini europei entro sei mesi e cioè entro la fine del suo mandato.

 

Tra le priorità del programma di Costa vi è anche la ricerca e l’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore sanitario allo scopo di attrezzare maggiormente gli Stati membri per affrontare adeguatamente nuove eventuali minacce del tipo di quella che li ha coinvolti con l’infezione attuale. Un Europa più resiliente, più verde e digitale, con una dimensione finalmente globale e in grado di possedere una autonomia strategica in grado di renderla sempre più efficiente e competitiva: questi sono i concetti sviluppati dal Premier portoghese dal primo gennaio Presidente del Consiglio Europeo. La ricetta socialista applicata con successo in Portogallo prevede oltre al potenziamento della cooperazione anche un approccio moderno ai tanti problemi sociali ancora presenti e al mondo del lavoro parte fondamentale della crescita. Ma Costa ha promesso il massimo impegno anche per la promozione di quei valori democratici e di libertà che hanno costituito il presupposto della nascita dell’ Unione Europea. L’ allargamento della stessa ai Paesi dei Balcani occidentali, attualmente in fase di adesione , il superamento delle difficoltà incontrate da Albania e Macedonia del Nord a questo riguardo e il rilancio della politica di vicinato con l’ Africa mediterranea e l’ Est saranno le partite che ,a livello internazionale costituiranno uno degli impegni più insidiosi del lavoro della nuova Presidenza portoghese dell’Unione Europea.

 

Alessandro Perelli

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