martedì, 11 Agosto, 2020

Dalla parte degli ultimi

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Non potevamo mancare martedì al sit-in organizzato dal sindacato dei braccianti nel parco di Villa Pamphili e capeggiato da Aboubakar Soumahoro. Il sindacalista ieri mattina ha iniziato lo sciopero della fame e della sete e si è incatenato mani e piedi. Lo scopo di questo gesto di protesta era ottenere un colloquio con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per presentare tre proposte sindacali:

– Riforma della filiera agricola, introducendo una patente del cibo che garantisca un cibo eticamente sano.

– La fine della riazzializzazione delle politiche migratorie, più nello specifico il sindacato chiede l’abolizione dei decreti sicurezza e il varo di una nuova legge sull’immigrazione. La Bossi-Fini infatti rende quasi impossibile la regolarizzazione degli immigrati, favorendo la clandestinità. Inoltre si è parlato di Ius Soli e Ius Culturae. È giusto infatti che i nati sul suono italiano e chi cresce e studia nelle scuole italiane abbiano gli stessi diritti di cittadinanza degli italiani.

– Il varo di un Piano Nazionale Emergenza Lavoro che riassorba la disoccupazione e garantisca i diritti sindacali dei lavoratori.

Dopo svariate ore di protesta, il Presidente Conte ha accolto Aboubakar per un colloquio nella sede degli Stati Generali.

Quasi un’ora più tardi il sindacalista torna con una notizia che ci lascia entusiasti. A breve saranno i detti gli “Stati Popolari”, con lo scopo di riunire tutti i lavoratori e organizzare il Piano Nazionale Emergenza Lavoro.
La proposta di riforma della filiera agricola è stata accolta con entusiasmo dal Presidente dei Consiglio, che si è mostrato disponibile al dialogo con il sindacato dei braccianti.
Ci aspettiamo, dunque, una piccola rivoluzione nel primo settore e una soppressione progressiva del caporalato.


Giacomo Cintioli

Segreteria Psi Roma

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