venerdì, 22 Novembre, 2019

Dalla parte dell’umanità e della patria

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I lavoratori del mare e in particolare la Guardia di Finanza, in queste ore sono esasperati, non solo perché vedono vanificare il loro lavoro, ricevendo ordini di arresto per chi guida una nave che viola il divieto di attraccare e per impedirlo, rischiano anche di essere affondati, ma, in particolare, anche perché nei giornali e nell’opinione pubblica non allineati sulle posizioni di Salvini, nessuno difende il loro lavoro e la loro causa, che poi è quella dello Stato e cioè di tutti noi
Il politologo Luttwak, che proprio non pare uno di sinistra né un salviniano DOC, dice chiaramente: “In Italia evidentemente la legge è facoltativa. Se il ladro è simpatico, carino, un bel ragazzo, lo lasciamo andare, mentre la legge si applica solamente se la persona è antipatica…”

Purtroppo questa è anche l’opinione di vari lavoratori delle Forze dell’Ordine, impegnati ormai 24 su 24 per difendere la nostra integrità territoriale. In una intervista ad Adnkronos, uno dei finanzieri in servizio a Lampedusa è giustamente esasperato e dice senza mezze misure, con molta amarezza: “”Chi viola la legge diventa un’eroina e chi ha difeso la patria tra un po’ passa per delinquente”

E, con tutto il garantismo e il rispetto possibile per la Magistratura, possiamo dargli torto?
Quanti hanno parlato o manifestato o raccolto fondi (e Dio solo sa se servirebbero) per aiutare i finanzieri a fare il loro sacrosanto e indispensabile lavoro?
Addirittura si vede scrivere da qualche parte che sarebbe colpa della loro motovedetta se c’è stato l’urto, perché la loro manovra non sarebbe stata proprio perfetta.
Penso che più in basso di così non si possa scendere. Non abbiamo bisogno di stare dalla parte di Salvini per capire che se ad una motovedetta, che a tutti gli effetti svolge compiti di Marina Militare, viene ordinato di bloccare l’entrata in porto di una nave e vede che quest’ultima, in barba ai divieti, va sparata di notte verso la banchina del porto, fa di tutto per eseguire quegli ordini. E stavolta anche a costo di rischiare la vita, perché se quella manovra fosse stata anche solo un poco più veloce, e l’imbarcazione della GdF fosse stata schiacciata verso il molo, essa sarebbe esplosa con tutto il suo carico di lavoratori a bordo.
Qual è la bandiera a bordo di una imbarcazione della Guardia di Finanza? Il Tricolore italiano o quello della Marina Militare con le insegne al centro delle quattro repubbliche marinare? Bene, chi lo sa non dovrebbe avere difficoltà a comprendere che quella motovedetta è una imbarcazione militare. E se un giudice lo nega, che si documenti meglio, per fare meglio il suo mestiere.

Il finanziere nell’intervista giustamente prosegue dicendo: “Il collega ha eseguito ordini e gli è andata bene perché poteva rischiare la vita. Per il resto andiamo avanti ma non ci sono più le condizioni per lavorare bene, in serenità”.
E conclude sconsolato: “Il popolo con chi sta? Noi non abbiamo fatto abusi. Non ci sto a passare per delinquente. Proprio no”
Possiamo dargli torto? Possiamo dirgli che il popolo non sta dalla sua parte ma con Carola, che poveretta, a tutta birra aveva una ambulanza di mare e doveva correre in ospedale, quando in ospedale tra i suoi passeggeri non c’è finito nemmeno uno e rischiavano invece di andarci i finanzieri?

Se Haftar che pare nessuno voglia fermare, né l’ONU e tanto meno la UE, arriva addirittura a bombardare le strutture di raccolta dei migranti, dove sta la comunità internazionale delle anime belle? Dove è finita? Perché non reclama un intervento umanitario per fermare Haftar in Libia, come per altro si è fatto in varie altre occasioni quando qualcuno minaccia i civili in altre parti del mondo? Dobbiamo curarci di questi poveretti solo quando arrivano a ridosso delle nostre coste o anche quando qualcuno li usa come bersaglio e carne da macello? Ovviamente quando questo accadrà nessuno potrà respingerli, perché sarà acclarato che fuggono da centri di raccolta a rischio di bombardamento e da una zona di guerra a tutti gli effetti.
In queste condizioni, senza fare nulla, ci troveremo quindi con le nostre coste assediate da navi e barche che arriveranno a profusione e il lavoro più duro non sarà per i cosiddetti leoni da tastiera o per i giornalisti e per i politici, ma sarà per le Forze dell’Ordine, già per altro sotto pressione da anni.
Sono lavoratori che meritano stima e fiducia e che rischiano la pelle per poco più di mille euro al mese, non sono politici da decine di migliaia di euro che salgono sulle navi e non rischiano nulla.
Vadano il Libia questi politici, allora forse li stimeremo di più, vadano a fare gli scudi umani per salvare i profughi anziché inneggiare solo a chi li aspetta al largo delle coste libiche, allora forse recupereranno un po’ di credibilità perduta.

Salvini con questa storia dei porti chiusi e basta, rischia di compromettere tutta una serie di rapporti indispensabili con la Libia per concertare azioni comuni di prevenzione dell’immigrazione clandestina.
Minniti che sicuramente aveva svolto il suo lavoro meglio di Salvini, dimostrando palesemente che i rimpatri aumentavano e gli sbarchi diminuivano con accordi con le autorità libiche, adesso non viene sconfessato dal suo nuovo antagonista di ministero e di partito, ma dai suoi stessi compagni di partito.
Cosa fa il PD quando si tratta di votare per la risoluzione della maggioranza inerente all’assistenza italiana alle motovedette della guardia costiera libica? Non partecipa al voto! Ecco cosa fa, abbandonando di fatto la linea di Minniti, e lasciando presagire che se, puta caso, tornasse al governo, quella posizione vincente non sarebbe più portata avanti.
E lo fa con un bizantinismo ipocrita, degno dei tempi del basso impero, e ce lo spiega pure con le parole di chi aveva sostenuto quella posizione a spada tratta in passato: «Siccome il governo ha nei fatti stracciato quegli accordi ci asterremo sulla missione della Guardia costiera libica perché non abbiamo avuto abbastanza rassicurazioni»
Come dire se non siamo noi a garantire quegli accordi non se ne fa nulla, mentre in realtà non se ne fa nulla perché vogliono che non se ne faccia nulla i compagnucci della sinistra con cui il PD vorrebbe ricompattarsi: Articolo 1 e LeU.

Di fronte ad un problema così grosso come quello del bombardamento dei centri di raccolta in Libia e di fronte al lavoro spasmodico della Marina che sarà quasi sicuramente messo a durissima prova nei prossimi giorni, non prevale l’amor di Patria e di Umanità? Non viene prima di tutti l’umanità di impedire quei bombardamenti, costi quel che costi, magari, se necessario anche bombardando Haftar ed aiutando i libici a far fronte ad una situazione che sta diventando dirompente? No, prevale l’astuzia politica, la stessa che, mutatis mutandis, ha portato a silurare Marino e a consegnare poi Roma al M5S, mettendo in mutande i romani e lasciandoli nella monnezza.

I socialisti stanno dalla parte dell’Umanità e della Patria dai tempi di Garibaldi, quindi, niente scuse, sostegno massimo alla Guardia di Finanza e alla Marina Militare e richiesta immediata di intervento umanitario in Libia per far cessare la carneficina degli ultimi della Terra. Se curi bene un malato e soprattutto se assicuri il funzionamento di sistemi sanitari efficienti e gratuiti nei luoghi in cui abita, difficilmente avrà poi bisogno dell’ambulanza e della sirena che l’accompagna.

Carlo Felici

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