mercoledì, 24 Luglio, 2019

Dall’Inps chiarimenti sulle rivalutazioni delle pensioni 2019

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Ulteriori chiarimenti Inps
RIVALUTAZIONE ANNUALE DELLE PENSIONI 2019

La Legge di stabilità per l’anno 2016, nel prorogare le disposizioni di cui alla Legge n. 147 del 2013, ha previsto un sistema di rivalutazione delle pensioni operativo fino al 31 dicembre 2018; dal 1° gennaio 2019, quindi, sarebbe dovuto tornare in vigore il sistema di rivalutazione prefigurato dalla legge n. 388 del 2000 vigente al 31 dicembre 2011 (poiché le successive disposizioni normative in materia prevedevano un arco temporale di operatività definito).
L’Inps nel mese di novembre dello scorso anno, dovendo procedere tempestivamente alle operazioni di rinnovo di circa 18 milioni di pensioni, al fine di garantire la rivalutazione già a decorrere dal 1° gennaio 2019 ha applicato quindi la Legge 388 del 2000. L’Istituto al riguardo, con la circolare n. 122 del 2018, ha precisato che “in previsione dell’entrata in vigore della legge di bilancio per l’anno 2019, gli incrementi per il 2019 descritti nella presente circolare potranno subire variazioni. Con successiva circolare si illustreranno le eventuali modifiche apportate e la relativa applicazione, tenuto conto dei tempi necessari alla realizzazione delle implementazioni dei sistemi gestionali e della loro messa in esercizio”.
La legge di bilancio 2019, entrata in vigore il 1° gennaio 2019, ha introdotto, per il triennio 2019-2021, un sistema di rivalutazione delle pensioni per importi complessivi e non per fasce di importo.
Conseguentemente è stata effettuata una seconda operazione di rivalutazione sulla base della nuova previsione legislativa, applicando l’indice di rivalutazione dell’1,1% stabilito con DM 16 novembre 2018, nell’unica misura percentuale prefigurata per il relativo importo complessivo. I nuovi criteri di ricalcolo sono stati indicati nella circolare n. 44 del 22 marzo 2019. Le posizioni interessate dal ricalcolo sono complessivamente circa 5,6 milioni.
Nulla è innovato per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo (fissato a € 507,42): per gli importi mensili fino a € 1.522,26 la rivalutazione è piena ed è pari a +1,1%. Per le prestazioni pensionistiche d’importo maggiore si è provveduto a ricalcolare la rivalutazione spettante in base ai criteri legislativi oggi vigenti e il nuovo importo è stato messo in pagamento dalla mensilità di aprile 2019.
Per circa 2,6 milioni delle posizioni coinvolte, il passaggio dal sistema di rivalutazione delle pensioni per fasce di importo di cui alla Legge 388 del 2000 vigente al 31 dicembre 2011 a quello di rivalutazione per importi complessivi di cui alla legge attuale ha comportato una variazione media mensile dell’importo lordo di 28 centesimi.
Prossimamente, l’Istituto comunicherà, con un apposito messaggio, le modalità di recupero delle somme relative al periodo gennaio-marzo 2019; questo conguaglio non è ancora stato effettuato in ragione del sovrapporsi di elaborazioni massive relative all’attuazione delle riforme legate al decreto legge 4 del 2019, in particolare alle operazioni legate a pensione “quota 100” ed al reddito e pensione di cittadinanza.

Inps
TUTTI I MODULI PIN IN UN’UNICA SEZIONE

Nella Intranet in “Modulistica online” e nel portale Internet in “Tutti i Moduli”, è stata creata una nuova voce denominata “Assegnazione e abilitazione Pin”.
La sezione è stata realizzata per migliorare la fruizione dei moduli e per facilitare l’utenza interessata che accede al portale istituzionale e gli operatori interni alla individuazione del modulo giusto.
Posizionata come prima scelta nel menu, consente di trovare al suo interno tutti i modelli di assegnazione e abilitazione ai profili Pin.
Il Pin, oltre che per accedere a prestazioni di interesse strettamente personale del titolare, può essere utilizzato per svolgere ulteriori attività espressamente autorizzate.
Per rispondere a tali esigenze, oltre al modulo di assegnazione Pin dispositivo al cittadino (Mv35), sono stati realizzati altri modelli di abilitazione o estensione del Pin.
Tra i moduli Pin, i più cliccati sono:
Mv35 “Richiesta assegnazione Pin dispositivo per il cittadino”;
Mv36 “Richiesta di abilitazione per Enti e Casse previdenziali convenzionate con Inps per la Totalizzazione e l’Estratto Conto Integrato Casellario dei Lavoratori Attivi”;
Sc62 “Richiesta di abilitazione Pin Azienda – Dipendente privato o pubblico o subdelegato di intermediari”;
Sc65 “Richiesta di abilitazione Pin Azienda – Datore di lavoro”;
Ap110 “Richiesta Pin dispositivo per medici certificatori”;
Ra012 “Richiesta di abilitazione ai servizi telematici Gestione Dipendenti Pubblici – Denunce contributive e versamenti, contribuzione figurativa, prestiti, riscossione crediti, gestione Tfr/Tfs”;
Mv62 “Richiesta di abilitazione PIN Amministrazione comunale – Dipendente o incaricato”.

Invalidità
NUOVE LINEE GUIDA INPS SULLE DISTROFIE MUSCOLARI

C’è una importante novità per le persone con distrofia di Duchenne, malattia neuromuscolare che interessa bambini già in tenera età: è stata infatti pubblicata la comunicazione tecnico scientifica per l’accertamento degli stati invalidanti correlati alla distrofia di Duchenne e Becker utile a migliorare la valutazione medico legale del soggetto portatore di queste patologie in sede di accertamenti per gli stati di invalidità, handicap e disabilità.
Per accedere ai sostegni assistenziali, ai servizi di supporto all’inclusione scolastica, alle provvidenze economiche per invalidità civile, alle agevolazioni lavorative per i familiari, è difatti necessario che venga riconosciuto uno specifico status. L’iter prevede una o più visite di accertamento presso commissioni mediche pubbliche (Asl o Inps).
In questi anni è stata non a caso evidenziata una certa disomogeneità nella valutazione delle condizioni sanitarie di questi bambini e, talora, anche una limitata consapevolezza dei risvolti clinici e assistenziali che quelle situazioni comportano.
Per sanare questi disagi Uildm – Unione italiana lotta alla distrofia muscolare e Parent Project – organizzazioni che ben conoscono queste situazioni – hanno ricercato e ottenuto un formale confronto con il Coordinamento generale medico legale della Commissione medica superiore di Inps. Lo scopo è di fornire ai medici e operatori delle commissioni medico legali in sede di valutazione e verifica dell’invalidità civile e della condizione di handicap (legge 104/1992) uno strumento operativo per orientare e rendere omogenea il giudizio medico legale sulla distrofia di Duchenne e di Becker.

La relazione tecnico-scientifica Inps sulle distrofie muscolari

Il documento, pubblicato nel sito Inps nell’elenco delle linee guida adottate dal Coordinamento generale medico legale, vede una prima parte dedicata alla descrizione del quadro clinico e dei trattamenti, dettagli utili a un corretto inquadramento medico scientifico da parte delle Commissioni anche rispetto alle possibili complicanze o comorbilità, cioè la compromissione di altri apparati e funzioni (respiratorie, cardiache, cognitive, ecc.).
La seconda parte, quella che ha un impatto diretto sui soggetti con distrofia di Duchenne e Becker, tratta, più espressamente, degli aspetti di valutazione medico legale, cioè quali criteri devono seguire le Commissioni.
Inoltre la comunicazione Inps, pur raccomandando di evitare schematismi, distingue fra età prescolare (diagnosi particolarmente precoce) ed età scolare e successiva, oltre a considerare la presenza di comorbilità. Tendenzialmente in tenera età e in assenza di comorbilità viene suggerito il riconoscimento dei requisiti sanitari che danno diritto all’indennità di frequenza. In presenza di comorbilità o della perdita di una efficace deambulazione autonoma (non basta reggersi in piedi e muovere qualche passo), le Commissioni dovrebbero ravvisare i requisiti per l’indennità di accompagnamento.
In queste situazioni vengono anche sempre riconosciuti i requisiti per la concessione del contrassegno disabili (parcheggio e circolazione) e la “voce fiscale” che consente di accedere alle agevolazioni tributarie per l’acquisto di veicoli senza aver l’obbligo di adattare il mezzo.
La condizione di handicap grave (art. 3, comma 3, della legge 104/1992) viene invece attribuita in presenza di diagnosi acclarata di distrofia di Duchenne, indipendentemente dall’età o da altre condizioni complesse.
Altro elemento significativo: in tutti i casi non verrà più prevista la revisione dell’accertamento dello stato invalidante. La richiesta di rivedibilità potrà comunque essere avanzata direttamente dalle famiglie o dagli interessati se maggiorenni.

Carlo Pareto

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