domenica, 23 Febbraio, 2020

Davos 2020: Greta striglia i potenti, Conte è assente

0

Martedì scorso si è aperta la cinquantesima edizione del World Economic Forum, in programma nella città di Davos dal 21 al 24 gennaio.
I temi principali del Forum sono all’insegna del manifesto 2020 per combattere efficacemente la lotta contro i cambiamenti climatici e rilanciare la cooperazione internazionale, in un mondo in cui il multilateralismo è sempre più in crisi e sotto attacco.
In questi giorni sono presenti migliaia di leader mondiali e rappresentanti di ben 117 paesi. Tra questi, il presidente Usa Donald Trump, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il premier spagnolo Pedro Sanchez e la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen.
Inoltre, è presente il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, il presidente della Bce, Christine Lagarde, e Kristalina Georgieva, direttore generale del Fondo monetario internazionale.
Tutti, ad eccezione del governo italiano. Con un certo stupore, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, diversamente da quanto programmato, ha reso noto che non parteciperà oggi al Forum.
Lo si apprende dall’organizzazione del World Economic Forum. Il premier italiano era atteso nel primo pomeriggio, dove sarebbe intervenuto, con il suo ‘special address’, di fronte ad una platea gremita da investitori internazionali.
Secondo fonti del governo, l’assenza del Presidente del Consiglio è dovuta alla necessità di affrontare “dossier urgenti”: alle 21 è in programma un Consiglio dei Ministri che dovrebbe esaminare il decreto sul taglio del cuneo fiscale e affrontare il dossier delle nomine dei vertici nelle agenzie fiscali, quali il Demanio, le Dogane e le Entrate.
Tuttavia, nonostante le assenze, in queste ore nella cittadina svizzera di Davos si affrontano i principali nodi geopolitici ed economici per il futuro del pianeta. Sono al centro del dibattito temi come il cambiamento climatico, il rallentamento economico globale e le ultime crisi politiche mondiali, a partire dai dossier Iran e Libia.
Sul tema del cambiamento climatico va registrato il discorso particolarmente efficace proposto dalla giovane attivista verde Greta Thunberg. L’ispiratrice del Friday for future, partecipando a un panel sul cambiamento climatico al Wef (World Economic Forum) ha dichiarato: “Non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, vengo ascoltata in continuazione. Ma la scienza, e i giovani, in generale non sono al centro del dibattito sul clima. Le persone muoiono a causa del cambiamento climatico- continua Greta Thumberg- e anche una sola frazione di grado centigrado di riscaldamento è importante. Tuttavia, non credo di aver mai visto un solo media comunicarlo, so che non volete dirlo. Ma io continuerò a ripeterlo finché voi non lo scriverete. La gente è ora più consapevole. S’inizi ad ascoltare la scienza e si inizi a considerare la crisi per quello che è”.
“Il mondo deve arrivare all’obiettivo di zero emissioni il prima possibile – è la sollecitazione – I Paesi ricchi devono aiutare i Paesi poveri a mettersi in linea. Non credo che le persone siano interessate a sapere come gestisco gli haters. Invece voglio ricordare ancora una volta: secondo un rapporto dell’Ipcc del 2018, se si vuole una possibilità del 67% di limitare l’aumento medio della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi, al primo gennaio 2018 c’era ancora un margine di circa 420 gigatonnellate di emissioni di diossido di carbonio. Naturalmente il numero si è abbassato oggi, perché emettiamo circa 42 gigatonnellate l’anno. Agli attuali ritmi di emissioni, ci rimangono meno di otto anni” prima di fallire l’obiettivo. “Questi numeri- conclude Greta- non sono né opinioni né politica, ma quanto di meglio offra la scienza”.
Durante i lavori del World Economic Forum si susseguono gli incontri fra i principali dirigenti politici e i più importanti esponenti economici. Gli incontri continuano ad essere a porte chiuse, mentre viene diffusa solo la registrazione di specifici eventi, come la sessione plenaria.
In occasione dei numerosi panel, i vertici delle imprese incontrano una ristretta platea di leader politici e di organizzazioni non governative, esponenti della comunità scientifica con l’intento di delineare delle proposte concrete che rendano tangibile la lotta ai cambiamenti climatici, il rilancio del multilateralismo e la fine delle guerre commerciali che, in un’epoca di globalizzazione avanzata, presentano delle dirette ricadute su ciascuno di noi.


Paolo D’Aleo

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply