giovedì, 19 Settembre, 2019

Ddl socialista sullo sport

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Articolo 1

1. Il dilettantismo agonistico è la pratica sportiva svolta con continuità nell’ambito di campionati, tornei, gare o manifestazioni a carattere di periodicità, riconosciute dal Coni ed organizzate dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate.
2. In ambito dilettantistico, limitatamente agli atleti che praticano attività agonistica permane il vincolo sportivo, con le modalità definite dal CONI. Il vincolo sportivo è il diritto esclusivo della società sportiva presso la quale l’atleta è tesserato di disporre delle prestazioni agonistiche dell’atleta medesimo, liberandolo da qualsiasi onere economico riguardante l’attività sportiva praticata e garantendogli la copertura sanitaria ed assicurativa in caso di infortunio o morte, ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio del 3 novembre 2010, Assicurazione obbligatoria per gli sportivi dilettanti.
3. Le Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate devono garantire la tutela della posizione sportiva delle atlete madri fino al rientro all’attività agonistica o per un periodo massimo di 12 mesi. Le atlete agoniste dilettanti in maternità hanno diritto al mantenimento del tesseramento, nonché alla salvaguardia del merito sportivo acquisito, con la conservazione del punteggio maturato nelle classifiche federali, compatibilmente con le relative disposizioni di carattere internazionale e con la specificità della disciplina sportiva praticata. Analoga tutela è garantita agli atleti che assistono persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
4. Presso il CONI è costituito un Comitato formato da rappresentanti femminili del professionismo e del dilettantismo sportivo e da tre membri rispettivamente del Ministero dei beni e le attività culturali, del Dipartimento per le pari opportunità e dell’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il suddetto Comitato ha funzioni di osservatorio su forme di discriminazione di genere nell’attività sportiva e di proposta per la promozione delle pari opportunità nell’ambito della attività sportiva professionista e dilettantistica. Ogni anno presenta un rapporto informativo al Parlamento sull’attività svolta e sullo stato della parità di genere nello sport. Le spese di funzionamento del Comitato sono a carico del bilancio del CONI.
5. Il CONI, ai sensi del proprio Statuto, vincola la destinazione di almeno il 5 per cento dei contributi pubblici erogati alle Federazioni Sportive Nazionali e alle Discipline Sportive Associate, ad azioni tese alla rimozione delle discriminazioni di genere ed alla promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nella pratica sportiva.

Articolo 2
1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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