giovedì, 27 Febbraio, 2020

De Magistris e de Magistratis

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Dunque il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stato condannato per illegalità commesse nella sua famosa indagine Why not, che aveva portato prima a conseguenze giudiziarie e politiche di grande significato, nonché alla sua discesa in campo e alla sua elezione a sindaco di Napoli, e poi all’assoluzione degli imputati e alla sua incriminazione per illegalità commesse nell’indagine. La condanna in primo grado è piuttosto pesante: un anno e mezzo condonato. Ma quel che più conta è la sospensione dai pubblici uffici dopo il primo grado di giudizio, secondo la legge Severino, quella applicata a Berlusconi. Occorre anche ricordare che l’indagine di De Magistris portò alla caduta del governo Prodi, dopo le incriminazioni della famiglia Mastella.

Ecco il magistrato perfetto. Da piemme indaga e commette reati, chiede le dimissioni dei suoi indagati, acquisisce pubblica visibilità, scende in politica, vince le elezioni nella terza città d’Italia. Da politico e amministratore si lamenta con la giustizia che lo ha colpito, diventa garantista, ma solo verso se stesso, si rifiuta di dimettersi come la legge pretende, parla di poteri forti e di complotti a suo danno. Meraviglioso questo De Magistris, condannato, con un vice a sua volta condannato, senza una maggioranza in Consiglio, che tiene duro, contrariamente ad Errani, che si è dimesso per una condanna meno grave. Senza lamenti e tormenti.

Ma Errani non è mai stato magistrato. Conosce le regole della politica, più di questo Masaniello, che pretende che la giustizia valga per gli altri e non per lui. De Magistris appartiene alla casta dei magistrati, tanto che subito ha ricevuto la solidarietà di Di Pietro, un altro che fra toghe gettate e case comprate, di questa morale se ne intende. Dunque siamo al paradosso. Tornando non a quelli più sofisticati di Zenone, ma a quello più popolare della gente comune, viene spontaneo il detto: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”. Oppure quello di Nenni: “C’è sempre un puro più puro che ti epura”. Ma la verità e un’altra. Lui ha capovolto anche la morale cristiana perché sta applicando l’esortazione: “Fai agli altri quello che non vorresti che gli altri facessero a te”. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. Tranne De Magistris, toga de Magistratis…

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