venerdì, 15 Novembre, 2019

Decreto clima. Uil: “Strada per cambiamento ancora in salita”

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto clima. Tra le principali novità introdotte il buono mobilità per le città e le aree sottoposte a infrazione europea per la qualità dell’aria per il quale vengono stanziati 255 milioni di euro (fino a 1.500 euro per la rottamazione dell’auto fino alla classe euro 3 e fino a 500 euro per i motocicli a due tempi).

Sono istituiti un fondo di 40 milioni di euro per i Comuni per la realizzazione o l’ammodernamento delle corsie preferenziali e un fondo di 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi, elettrici o non inferiori a euro 6. Inoltre, 30 milioni di euro saranno destinati alla piantumazione e al reimpianto degli alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane.

E ancora: saranno aumentati i poteri e le risorse dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque, per risolvere il problema storico delle infrazioni ambientali; venti milioni saranno destinati ai commercianti (fino a 5 mila euro per ciascuno) per la realizzazione di un ‘green corner’ per la vendita di prodotti sfusi. Infine, l’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale di cui si avvale il ministero dell’Ambiente, realizzerà un database pubblico, grazie a una dotazione di un milione e mezzo di euro, per la trasparenza dei dati ambientali. I concessionari di servizi pubblici dovranno rendere disponibili in rete i risultati delle rilevazioni effettuate.

“Sebbene il Ministro Costa lo abbia considerato come il primo pilastro del Green New Deal, a nostro avviso – afferma in una nota Silvana Roseto segretaria confederale Uil – non affronta, nel concreto, l’emergenza climatica. Riteniamo comunque apprezzabili alcuni provvedimenti, tra cui l’aumento dei poteri dei commissari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque per affrontare il problema delle infrazioni ambientali, o la previsione di risorse per la riforestazione urbana. Ma decreti pro clima, anche di questa modesta portata, devono vedere la partecipazione e il coinvolgimento delle parti sociali”.

“Chiediamo – aggiunge la Segretaria confederale UIL – che nell’iter di definizione del “Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria” il Sindacato sia chiamato a sedere ad un tavolo di confronto, una netta inversione di tendenza rispetto a quanto finora avvenuto, sul piano delle relazioni formali, con il ministero dell’Ambiente, per la Strategia sullo Sviluppo Sostenibile e per il PNIEC”.

“Il nostro Paese – conclude Silvana Roseto – necessita di provvedimenti importanti e coraggiosi in favore dei cambiamenti climatici che, però, devono rientrare in una strategia complessiva che individui, in un’ottica di giusta transizione, soluzioni occupazionali per le migliaia di lavoratori che saranno interessati da questi provvedimenti”.

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