domenica, 12 Luglio, 2020

Decreto liquidità, assegno nucleo familiare e pensioni, le ultime novità

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Pensioni
RATA DI GIUGNO: QUANDO VERRA’ PAGATA
Poste Italiane comunica che le pensioni del mese di giugno verranno accreditate a partire da martedì 26 maggio per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. Gli intestatari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 Atm Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello.
Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti nell’Ufficio Postale, si legge nella nota, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal calendario seguente: cognomi dalla A alla B martedì 26 maggio; dalla C alla D mercoledì 27 maggio; dalla E alla K giovedì 28 maggio; dalla L alla O venerdì 29 maggio; dalla P alla R sabato mattina 30 maggio; dalla S alla Z lunedì 1° giugno.
Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali e che riscuotono normalmente la pensione in contanti possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.
Le nuove modalità di pagamento delle pensioni hanno carattere precauzionale e sono state introdotte con l’obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti di Poste Italiane, sottolinea l’azienda. Pertanto ciascuno è invitato ad indossare la mascherina protettiva, ad entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.


Decreto Liquidità

SOSPENSIONE CONTRIBUTI VALE ANCHE PER ARTIGIANI E COMMERCIANTI
La sospensione dell’obbligo del versamento dei contributi riguarda anche quelli dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali che avevano scadenza entro il 18 maggio 2020 in presenza naturalmente dei requisiti previsti dal decreto liquidità.
Lo ha recentemente precisato l’Inps in un’apposita nota, riferendosi appunto al termine di scadenza della prima rata di contribuzione sul minimale anno 2020.
Chi può beneficiarne
Hanno diritto alla sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, per i mesi di aprile e maggio, i commercianti e i professionisti che hanno aperto la propria attività dopo il 31 marzo 2019.
Per tutti gli altri c’è il paletto dei ricavi e dei compensi, che non devono essere superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta 2019, e della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, che deve essere di almeno il 33% nel mese di marzo e di aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del medesimo lasso di tempo del 2019.
Per chi invece supera la soglia dei 50 milioni di euro, la sospensione è possibile soltanto se la flessione del fatturato o dei corrispettivi è di almeno il 50% in confronto ai mesi di marzo e aprile del 2019.
La comunicazione Inps sulla sospensione dei contributi
La nota Inps riporta che hanno titolo a fruire della sospensione:
1) i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto istitutivo della misura di cui trattasi, che hanno subito un ridimensionamento del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto all’analogo mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 in confronto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta:
2) i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del più volte citato decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto al medesimo mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 in confronto all’analogo mese del precedente periodo d’imposta;
3) i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019.

 

Pensionamenti scuola 2020
COMPLETAMNETO VERIFICA DIRITTO A PENSIONE
In considerazione della prima scadenza del prossimo 29 maggio per la certificazione del diritto a pensione del personale del comparto Scuola – termine stabilito dall’Inps per consentire al Miur lo svolgimento delle consuete operazioni di mobilità – la Direzione centrale Pensioni ha richiamato l’attenzione su alcuni aspetti di particolare rilievo.
Queste, in particolare, le esigenze segnalate dalla Direzione:
1)inserire in posizione assicurativa i periodi contributivi relativi ai provvedimenti Miur già pervenuti;
2)sollecitare gli Uffici scolastici provinciali ad emettere e trasmettere i provvedimenti mancanti, nonché le scuole a effettuare gli aggiornamenti delle posizioni richiesti dalle sedi Inps;
3)definire i provvedimenti di competenza Inps (cd. domande post-subentro) e di sollecitare gli interessati ad accettare o rinunciare a tali provvedimenti;
4)riesaminare le posizioni per le quali il diritto a pensione risulti non conseguito, nel caso in cui sia arrivata nuova documentazione o sia da integrare quella presente agli atti.
Le eventuali posizioni assicurative non certificate entro il prossimo 29 maggio saranno comunque certificate in tempo utile per consentire agli interessati la cessazione dal servizio entro il 31 agosto 2020.
Infatti, il pagamento della prima rata di pensione per il personale scolastico è previsto:
-il 1° settembre 2020, nel caso di posizioni assicurative certificate entro metà luglio;
-il 7 e il 21 settembre 2020 per i residui pensionandi, le cui posizioni assicurative siano state certificate successivamente e, comunque, entro il 25 agosto 2020.
La liquidazione della pensione avviene solo dopo la verifica dell’avvenuta cessazione dal servizio sul sistema Sidi del Miur.
In caso di certificazione del diritto con esito positivo di entrambe le istanze di pensione, una relativa ai requisiti ordinari e l’altra per ” Quota 100″, si definirà la domanda di pensione con requisiti ordinari, annullando quella presentata per “Quota 100”.

Osservatorio Reddito e pensione di cittadinanza
INPS: I DATI DI MAGGIO 2020
È stato di recente pubblicato l’Osservatorio su Reddito e pensione di Cittadinanza con i dati, aggiornati all’11 maggio 2020, relativi ai nuclei percettori di Reddito e pensione di Cittadinanza tra aprile 2019 e aprile 2020.
Le domande pervenute all’Inps in totale sono state 1.877.673: 1.268.084 (67,5%) sono state accolte, 129.490 (6,9%) sono in lavorazione e 480.099 (25,6%) sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi 146.441 nuclei sono decaduti dal diritto.
Le regioni del Sud e delle isole, con 1.057.864 nuclei (56,3%), detengono il primato delle domande inviate, seguite dalle regioni del Nord, con 515.384 nuclei (27,4%) e da quelle del Centro con 204.425 nuclei (16,2%).
Nello specifico, è possibile consultare i dati relativi ai nuclei beneficiari del Reddito e della Pensione di Cittadinanza, alle persone coinvolte e all’importo medio del beneficio attraverso l’osservatorio statistico navigabile. I dati, ottenuti mediante la selezione personalizzata, sono esportabili in formato excel.
Nella sezione “Dati cartacei” vengono forniti i dati dall’istituzione della prestazione fino al momento della rilevazione. Nella sezione “Dati navigabili”, invece, vengono forniti i dati per anno di competenza della prestazione.

Assegno Nucleo familiare
ULTERIORE RINVIO PER NUOVA MODALITA’ DI DOMANDA
Era previsto a partire da aprile 2019, poi posticipato ad aprile 2020, l’avvio della nuova modalità di gestione delle domande di Assegno per il nucleo familiare (Anf) destinato ai lavoratori dipendenti di aziende attive del settore privato non agricolo, come comunicato dall’Inps con il messaggio del 24 gennaio 2020, n. 261.
L’Istituto, con successiva comunicazione del 18 maggio scorso, n. 2047, ha informato che il termine è ulteriormente rinviato al mese di competenza luglio 2020.
Nessuna variazione, invece, è intervenuta – fa sempre sapere l’Ente di previdenza – per quanto attiene la modalità di esposizione nei flussi Uniemens. Pertanto, per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda di Anf all’Inps, non è necessario compilare la sezione .
I datori di lavoro interessati al conguaglio di importi di Anf arretrati potranno comunque richiedere, tranne nei casi espressamente previsi nel citato messaggio, per ogni singolo dipendente gli importi spettanti entro un tetto massimo di 3mila euro, valorizzando gli appositi campi nel flusso Uniemens.

Per sempre
TWITTER CONSENTIRA’ AI DIPENDENTI DI LAVORARE DA CASA
Dopo l’esperienza fatta nella crisi coronavirus Twitter ha annunciato che consentirà ai dipendenti di continuare a lavorare da casa “a tempo indefinito” anche dopo la fine dell’emergenza. Lo ha recentemente annunciato un portavoce della società in un post sul blog aziendale.
Per Jennifer Christie, responsabile delle risorse umane di Twitter, se i dipendenti che sono stati in grado di lavorare da casa vogliono continuare a farlo “per sempre”, Twitter lo “renderà possibile”.
Christie ricorda che Twitter è stata una delle prime aziende a implementare il modello di smart working all’inizio di marzo. Secondo i media, diverse altre società tecnologiche, come Google, Microsoft e Amazon, potrebbero fare lo stesso. La società ha dichiarato che gli uffici rimarranno chiusi almeno fino a settembre, “con pochissime eccezioni”. “L’apertura degli uffici sarà una nostra decisione”, ha dichiarato a Nbc News un portavoce dell’azienda. “Quando i nostri dipendenti torneranno spetterà a loro deciderlo”.

Carlo Pareto

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