giovedì, 14 Novembre, 2019

Deep Fake. Tavola rotonda ad Anica, capirlo per evitarlo

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Una nuova preoccupazione, il deep fake, la tecnica che sta spopolando in Rete per la realizzazione di filmati dove però i soggetti non sono mai stati in realtà ripresi.
Videocittà, il festival della Visione ideato da Francesco Rutelli, ha promosso una tavola rotonda a tal proposito “La minaccia del DEEP FAKE: non basta più vedere per credere” presso la Sala Cinema di ANICA.
Contro il deep fake, “ci aspettiamo che il 9 dicembre, nell’incontro che avremo al Senato, si possa arrivare a definire, con i nostri interlocutori parlamentari e governativi, delle regole che ci permettano di segnalare come non autentici i video che si spacciano come reali e di poterli rimuovere quando si tratta non di satira, ma di falsificazione della realtà”, ha detto Francesco Rutelli, presidente di Anica e di Videocittà, al margine della conferenza coordinata e presentata dal giornalista Alessio Jacona. “Per la prima volta in Italia si tiene un convegno sul deep fake, una tecnica con cui si supera San Tommaso (‘se non vedo, non credo’), perché non basta più vedere per poter credere”, ha affermato Rutelli. In ballo c’è “la manipolazione delle immagini e delle identità stesse delle persone”, ha evidenziato. “Per questo occorre anche innalzare la consapevolezza dei cittadini, l’essere sia meno ingenui nel diffondere immagini di se’ che possono essere usate in modo perverso o perfido, sia stare più attenti a ciò che vediamo, innalzando il livello della coscienza critica”. Il festival Videocittà “si è occupato di tutte le realtà trasformative delle immagini in movimento, dal video-mapping alla realtà virtuale, dall’arte visuale agli youtuber come imprenditori di se stessi, coinvolgendo il grande pubblico. Ma vogliamo coinvolgerlo – ha spiegato – anche sulle implicazioni negative che le evoluzioni digitali possono avere, nella politica e nell’economia così come nella nostra vita”.
Dopo il presidente di Anica, Rutelli, è arrivato il saluto del Consigliere per gli Affari Giuridici del Presidente del Senato, Claudio Galoppi. A spiegare come funziona in termini tecnici ci ha pensato Manuela Cacciamani, Imprenditrice Multimedia & Tecnologia, Digital Champion.
Nunzia Ciardi, Dirigente Superiore della Polizia di Stato, Direttrice del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha detto che “le aziende negli ultimi anni sono preda di truffe informatiche sempre più sofisticate e in alcuni casi milionarie, portate avanti usando il social engineering, ad esempio con email che sembrano inviate dall’amministratore delegato dell’impresa”. “Con il deep fake, si potrebbe arrivare a simulare una videoconferenza dall’ad”. Ad oggi il 96% del deep fake si concentra nel mondo del porno, ma i rischi di questa tecnica “non vanno sottovalutati”, prosegue il capo della PolPost. “Siamo abituati a chattare con persone a cui attribuiamo l’immagine che vediamo in una foto, rischiando di incappare, ad esempio, in una truffa sentimentale. Attribuiamo credibilità alle immagini che vediamo, mala tecnologia – rileva – riesce ingannare i nostri sensi, e il deep fake è un’evoluzione che rende ancora più deflagrante questo impatto”. In un tale contesto, “va reso sufficientemente sicuro l’ecosistema digitale, e ciò spetta alle istituzioni, alle grandi aziende e alle forze come la PolPost, ma è necessario che anche il singolo cittadino sia culturalmente attrezzato e preparato”. Sul versante normativo il sottosegretario allo Sviluppo economico Gian Paolo Manzella afferma: “La politica, le istituzioni e i legislatori inseguono sempre la tecnologia. Ora a inseguire sono soprattutto gli Stati Uniti, dove il deep fake è nato e dove si teme un’interferenza nelle elezioni presidenziali del 2020”, ha spiegato Manzella. La Darpa, agenzia del Dipartimento della Difesa Usa, “sta sviluppando un programma che riconosce automaticamente i deep fake, e al Congresso c’è una proposta di legge in materia”. Anche in Italia occorre un intervento normativo, e “un nuovo modo di fare le regole”, che si sviluppi anche attraverso “un confronto costante con gli operatori”, ha evidenziato il sottosegretario.
Infine Francesco Giorgino, Giornalista Rai e Docente Luiss e Mario Morcellini, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni hanno parlato dell’importanza dell’educazione in materia di comunicazione, soprattutto digitale, di come in realtà sia il ricevente uno dei problemi del messaggio falsato.

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