venerdì, 15 Novembre, 2019

DANNI GIALLO VERDI

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È iniziata al Senato la discussione sulla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza 2019, che ieri ha ottenuto il via libera della commissione Bilancio del Senato. Il testo è illustrato all’Aula dal Senatore di Leu Vasco Errani. Intanto arrivano le prime critiche sulle entrate e coperture legate alla lotta all’evasione fiscale ritenute troppo ottimistiche soprattutto in rapporto ai risultati degli anni scorsi. Perplessità arrivano anche dalla Banca d’Italia, dalla Corte dei Conti e anche dall’UPB, l’Ufficio Parlamentare di bilancio, che nonostante abbia dato il benestare sulla cornice della prossima legge di Bilancio, ha espresso dubbi sulle aspettative di gettito.

Un Def che poteva e doveva essere più coraggioso, come ha detto il segretario del Psi Enzo Maraio. “Ci aspettavamo – ha affermato il segretario socialista – più coraggio nell’affrontare i problemi relativi alle infrastrutture e alle politiche sociali ma ci rendiamo conto che la priorità di questo Governo è quella di riparare prima ai danni provocati dal governo giallo verde”. Per Maraio “la nota di aggiornamento al Def, che verrà approvata nelle prossime ore, non può fare altro che disinnescare l’aumento dell’Iva previsto nello scorso Def e approvato dal precedente governo Conte I. Vogliamo sperare che non sia previsto nessun aumento che andrebbe a pesare sulle tasche degli italiani”.

A dare una mano nella caccia ai 5 miliardi che ancora mancano all’appello ci sarà la stretta sulle false compensazioni tra crediti e debiti su fisco e contributi Inps che, secondo il Presidente dell’istituto Pasquale Tridico potranno portare “fino a 5 miliardi”. La strategia contro le indebite compensazioni si baserebbe sull’incrocio dei dati in una nuova piattaforma Inps-Inail-Agenzia delle Entrate da mettere in campo, già da inizio gennaio. Ma è difficile che l’intera cifra possa essere indicata tra le coperture effettive della manovra, anche se Tridico ha presentato le sue simulazioni direttamente al Premier, Giuseppe Conte, e al Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Una questione fondamentale è l’assegno unico per i figli, che non si può fare toccando gli 80 euro. Ma la maggioranza insiste e chiede, nella risoluzione alla Nota di aggiornamento al Def, che la misura arrivi subito, già con la prossima manovra, nonostante sia il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a lanciare l’altolà sulle ipotesi di declinare in chiave familiare il bonus Irpef voluto dal governo Renzi. Se si vorrà perseguire la strada del riordino degli incentivi alla natalità e dei sostegni alle famiglie bisognerà però cercare altre vie.
Gualtieri ha già spiegato non si userà per questo fine il bonus degli 80 euro, come ipotizzato nei giorni scorsi. C’è quindi un problema di risorse. Ma la maggioranza insiste e inserisce nella risoluzione al Def  l’assegno unico tra gli impegni da assolvere con la manovra. Insomma resta il rebus coperture: con la lotta alle frodi, spiegano fonti di governo, si evitano quegli aumenti selettivi dell’Iva immaginati inizialmente per accompagnare gli incentivi all’uso della moneta elettronica. Un progetto che il titolare di via XX Settembre ha rilanciato, parlando di ipotesi di rimodulazione dell’Iva non per “finanziare” la manovra ma per spingere i pagamenti con carte e bancomat.

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