sabato, 7 Dicembre, 2019

Democratici, liberal, riformisti, moderati, un New Deal per Rovereto

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I mormorii sulle prossime elezioni comunali del maggio 2020 crescono in città di settimana in settimana. Nei bar, lungo le strade, ma pure in vari salotti “privati”, il toto Sindaco è un giochetto molto amato dai roveretani in queste giornate di ormai metà autunno.
Ritengo e spero che anche nelle segreterie dei partiti, quelli che sono più o meno egregiamente rimasti, siano iniziati i confronti necessari sulle idee, sui programmi e sui futuri protagonisti dell’amministrazione della nostra amata Città della Quercia.
Veniamo da cinque anni di governo cittadino del Sindaco Francesco Valduga, che si narra, ma è un suo giusto sacrosanto diritto, si riproporrà a noi cittadini per un nuovo mandato. Il bilancio di questo suo quinquennio, lui e la sua attuale maggioranza, ce lo presenteranno sicuramente e doverosamente nei prossimi mesi.

Personalmente, da cittadino che ha avuto l’onore di ricoprire la carica di Assessore comunale e altre in ambiti vicini alla amministrazione della città, do, seppur con una certa generosità, al Sindaco uscente e alla sua Giunta la sufficienza, in quanto, accanto all’egregiamente fatto, parecchie sono state le occasioni perse, i progetti lasciati a metà e le ombre rimaste sulla nostra amata città, che invece abbisogna oggi più che mai di una luce rinnovata.
In queste ultime settimane, inoltre, la maggioranza in Consiglio comunale ha più volte presentato alcune insofferenze se non chiare divisioni su alcuni importanti progetti per la nostra comunità.
Peraltro, le attuali minoranze in Consiglio comunale, in primis il Partito Democratico e la Lega, hanno svolto un ruolo di opposizione ritengo correttamente e con le giuste determinazione e puntualità, dando spesso loro proposte alternative alla visione e alle volontà del Sindaco Valduga.

Ma in città, tra la gente, anche di diversa sensibilità politica e delle più varie attività professionali, si coglie un “vuoto”. In altre partole si cerca di capire tra chi e tra quali alternative a maggio 2020 si potrà democraticamente scegliere.
In Italia viviamo, nella politica e non solo, una tale quotidiana litigiosità che stanca le persone e le allontana sempre più da quella nobile attività che, ciononostante, ritengo sia ancora la politica.
Rovereto è certamente comunità assai vivace, ma per ora il clima rimane tranquillo e rispettoso. Ciò non toglie che i cittadini si interroghino e abbiano giustamente desiderio di capire cosa succederà.
Mi permetto, a questo punto, alcune osservazioni.
Sull’onda dei successi nazionali la Lega certamente esprimerà un suo candidato al prestigioso ruolo di Sindaco, magari convincendo pure l’intero centro-destra, ovvero chiamando a sé quali alleati Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Per contro il Sindaco Valduga, ne ha pieno sacrosanto diritto, si presenterà prevedibilmente a capo di alcune liste civiche, peraltro diverse da quelle del 2015, in quanto orfane di coloro che, mi si dice non saranno pochi, seguiranno il progetto del centro-destra. Ecco spiegato, pertanto, il tentativo dello stesso Francesco Valduga di farsi alleato il sempre da lui osteggiato Partito Democratico. Sappiamo che ormai in politica, in questi anni, abbiamo visto di tutto e il contrario di tutto.

Qui stiamo entrando in un terreno valoriale e politico che mi vede amico e attivo fin dalla mia giovane età studentesca: io socialista da sempre e oggi ormai oltre i sessant’anni.
Ecco perché giungo convintamente a dire che a quanto abbiamo visto in questi ultimi anni e all’ipotesi di un Sindaco di centro-destra, i protagonisti, vecchi e auspicabilmente nuovi, dell’area politica e valoriale a me vicina, devono saper proporre per Rovereto, come pure per l’intera Vallagarina, un’alternativa credibile, fortemente aggregante, coraggiosa, nuova e capace di scuotere trasversalmente tutti i cittadini.
Mi rivolgo ai democratici, ai liberal, ai riformisti, ai moderati, alla grande area cattolica di Rovereto.
La città ha bisogno di un suo New Deal, di un suo Rinascimento, deve recuperare il suo inderogabile ruolo di capoluogo della Vallagarina, dialogando costantemente con gli altri comuni e condividendo con loro una nuova visione di sviluppo dell’intera valle e dell’intero Basso Trentino.

Il tutto costruendo o rigenerando una forte alternativa politica e partitica.
Qui devono prevalere i valori propri dei gruppi politici e delle singole persone: rispetto, libertà, uguaglianza, fratellanza, sostenibilità. Valori declinati politicamente negli ambiti dell’istruzione, della sanità, del lavoro, dell’impresa, delle infrastrutture, della cultura, dell’associazionismo, del volontariato.
Questi valori sono indiscutibilmente e storicamente propri di tutte e tutti coloro che si sentono vicini ai filoni di pensiero cattolici, liberali, socialisti, riformisti, ambientalisti. Per tutti questi la laicità della politica è il principio fondamentale.
Ecco che per le comunali di Rovereto del maggio 2020, volendo essere più concreto, mi rifaccio allo schema europeo. Una proposta che mi piace, che ha vinto e che ha saputo fermare sin qui le forze populiste e nazionaliste: ovvero Popolari, PSE-Democratici, ADLE o Liberal-Democratici e Verdi. Un’alleanza che voglio definire naturale e che può dare a Rovereto e alla Vallagarina un grosso impulso di sviluppo e di benessere equo e diffuso.
Un’alleanza di un centro-sinistra moderato che, se ben ragionata e ben proposta, anche con il necessario entusiasmo, ritengo possa tornare a vincere in città Non solo, ma ritengo possa anche acquisire il consenso di almeno la metà di quel quasi 40% di persone che hanno deciso da tempo di non recarsi più al voto.

Il Partito Democratico, partito di maggioranza di questa coalizione, non deve più tergiversare. Ma, nel pieno rispetto delle altre forze politiche, ha il dovere di fare la prima mossa. Una mossa chiara, determinata, coraggiosa, che la maggioranza dei cittadini di Rovereto si aspetta. Ma deve farlo ora. Chi ha tempo non aspetti tempo. Una non decisione è peggio di una decisione sbagliata, o apparentemente tale. Ha esso, il PD, il coltello dalla parte del manico, è lui il mazziere in questa situazione. Altrimenti prevarrà l’accodarsi infausto e pigro ad un progetto già visto, poco produttivo e poco coinvolgente, correndo il serio rischio di veder progressivamente intaccato, e non poco, il suo consenso in città. Il PD, e con esso l’intera coalizione non deve accettare di essere trainata da treni già passati, non deve accettare una foto-copia quando può offrire alla città di Rovereto l’originale. Un originale prezioso, che sappia e può dare fiato ad un New Deal della città.
Lo schema europeo, a cui affido la mia riflessione e la mia proposta, a Rovereto anche nelle varie ultime elezioni ha mostrato numeri interessanti, attestandosi ben oltre il 40%.
Numeri che sono una base importante e decisiva da cui partire. Un progetto elettorale richiede tempo per affinarsi e per farsi apprezzare dagli elettori.

Una crisi non si affronta con la paura, ma con il coraggio e la volontà delle idee. Nella lingua cinese la parola crisi nasce dall’unione di due ideogrammi, aventi l’uno il significato di rischio e l’altro di opportunità. Orbene, se Rovereto e la Vallagrina soffrono indiscutibilmente ancora la profonda crisi iniziata nel 2007/08, ora devono saper reagire e investire. Alla diffusa e comoda obiezione: non ci sono soldi! Rispondo che mai come adesso è il momento di investire, e non solo per il più basso livello dei tassi d’interesse che la storia italiana ed europea abbia vissuto (!). Ma per dare fiato alle nuove opportunità. Non tergiversiamo. La storia le opportunità ce le offre con una certa frequenza. Sta a noi coglierle. Il rischio è insito in ogni decisione, ma la non decisione è anticamera di sospetti, di sfiducia, di apatia, di indifferenza e di sicura sconfitta.
Alla pigrizia e all’apatia, anche e soprattutto della politica, bisogna rispondere con il rinnovamento, con idee coraggiose e giovani, con azioni che diano nuova speranza alla gente. Del resto, nella vita, nella scuola, nel lavoro a primeggiare sono solo coloro che sanno rinnovarsi, guardando al futuro con fiducia.
Chiedo, pertanto, a chi oggi è ai vertici dei partiti di questa ampia area politica e di pensiero, come pure ai miei molti concittadini di buona volontà, di non abbandonare i sogni, ma di scuotersi, di riflettere e di mettersi in gioco con generosità e con le loro riconosciute capacità e virtù.

Dobbiamo riconquistare la fiducia della gente, innanzitutto, stando tra la gente, ascoltandola, dialogando con essa e proponendo una visione e un progetto comunitario con intelligenza, umiltà, rispetto e determinazione.
Rovereto non deve temere una nuova inevitabile fase storica.
Rovereto e la Vallagarina, la valle che più soffre oggi in occupazione, devono attuare politiche e scelte che rilancino il sistema produttivo, la vera prerogativa di questo territorio.
Impresa e Cultura, Istruzione e Lavoro, sono e saranno sempre i temi fondamentali per la costruzione del futuro benessere di Rovereto e della sua valle.
In conclusione, i roveretani non devono e non dovranno più chiedersi cosa può fare il Trentino per Rovereto, ma bensì cosa Rovereto può e potrà fare per il Trentino, per la Vallagarina e, soprattutto, per sé stessa.
Ragioniamo e decidiamo non contro qualcuno, ma per amore di Rovereto.

Paolo Farinati
già Assessore comunale di Rovereto

 

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