martedì, 19 Novembre, 2019

Determinazione e convinzione di agire

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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha affermato, oggi, alla Camera, nel corso di una informativa urgente, che “la Turchia è il solo responsabile dell’escalation in Siria e deve sospendere immediatamente le operazioni militari”; inoltre, il Ministro ha notiziato gli interlocutori del fatto che, oltre alla sospensione delle esportazioni future di armi alla Turchia, che avverrà per decreto, l’Italia avvierà anche un’istruttoria dei contratti in essere con Ankara.

Dopo aver evidenziato l’importanza di una “posizione unilaterale dell’Unione europea per fermare l’azione unilaterale” posta in essere dalla Turchia, Di Maio ha chiarito che “il blocco delle esportazioni è una decisione che assumiamo come singoli Stati dell’Unione Europea in linea con la posizione già assunta da altri Stati membri, perché vogliamo perseguire il carattere di immediatezza, visto che la pianificazione di un embargo europeo avrebbe richiesto mesi”.

Il PSI, che aveva già chiesto al nostro Governo l’immediata applicazione della L. del 9/07/1990 n.185 coordinata con D.Lgs. del 22/06/2012 n.105, che fa, all’Italia, divieto di vendita di armi ai paesi in guerra, e che guarda con positiva attenzione alla posizione governativa, ha sentito forte l’esigenza di promuovere, per domani alle ore 17.30, in Piazza Santi Apostoli a Roma, una manifestazione di sensibilizzazione sul tema, vista anche la più che tiepida accoglienza dell’Unione Europea allo stop alle armi alla Turchia.

Il Ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell, probabile futuro alto rappresentante UE per la politica estera, infatti, mediante l’applicazione di un sofisma tecnico, ha già evidenziato che la decisione di imporre un embargo sulla vendita di armi alla Turchia da parte dell’Unione Europea “non è una questione europea: questo tipo di accordi è firmato tra i singoli Paesi”.
Purtroppo ben sappiamo che, per questo tipo di eventi, le adozioni di posizione dei singoli Stati non sortiscono gli effetti e non producono le risultanti politiche generabili da una azione comune, frutto di una decisione politica collegiale: l’embargo attivato solo da alcuni stati membri non può surrogare l’incisività di parlare con una voce sola contro l’offensiva turca alla Siria e contro la recrudescenza turca nei confronti del popolo curdo!

A tal proposito, è bene ricordare – perché spesso se ne parla senza reale conoscenza del tema – che uno dei maggiori ostacoli al consolidamento della democrazia in Turchia è stato il trattamento, da parte del Paese, proprio dei suoi cittadini curdi.
L’incapacità ed il rifiuto della Turchia di fare i conti con la richiesta di riconoscimento culturale dei cittadini curdi non solo impedisce una soluzione pacifica del problema curdo ma impedisce l’accettazione, l’integrazione e l’identificazione della stessa Turchia con l’Europa e con l’Occidente tutto.

L’Italia esprime ringraziamento ma l’Europa non può dimenticare e deve dimostrare concreta gratitudine al popolo curdo che tanto si è speso ed ha lottato contro l’Isis, la cui minaccia rischia, nella attuale situazione, di riprendere vigore e concretezza.
Gli ultimi eventi di queste ore, con le forze speciali americane che si sono ritirate dalla loro postazione a Sud di Kobane e la dichiarazione di Erdogan che ha sottolineato che la Turchia non ha alcuna intenzione di tornare indietro, “finiremo quello che abbiamo iniziato. Con l’operazione Fonte di pace, la Turchia ha intrapreso un passo vitale quanto l’operazione Cipro del 1974”, hanno, per fortuna, indotto la UE a condannare l’azione militare della Turchia che “mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione”, ma non basta. Alla domanda provocatoria rivolta da Erdogan alla cancelliera Merkel ed al premier Johnson, “starete dalla parte del vostro alleato Nato o dalla parte dei terroristi?”, l’Europa non può più limitarsi a fornire risposte mediante singole azioni ma deve trovare la determinazione e la convinzione di agire, con condivisione politica collettiva, da soggetto unico.

Maria Rosaria Cuocolo
Segreteria Nazionale Responsabile Esteri PSI

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