martedì, 18 Giugno, 2019

Di Maio propone una tregua a Salvini

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La tensione è sempre più forte tra Lega e M5S, tuttavia spunta una tregua per evitare una rottura del “governo del cambiamento”. Un militante leghista ha gridato verso Salvini mentre il ministro dell’Interno visitava gli stand del Vinitaly a Verona: «Matteo stacca la spina, passa all’incasso!». Il segretario del Carroccio ha lasciato cadere la sollecitazione alla crisi di governo però ha rilanciato la polemica con Di Maio: «Non ho mai visto nessuno decrescere ed essere felice».
Il riferimento polemico è doppio: al vecchio motto dei cinquestelle sulla “decrescita felice” e alla recessione economica in cui è ripiombata l’Italia, unico paese in Europa ad avere questo primato negativo. Qualche giorno fa Salvini aveva lanciato un avvertimento in una conversazione con un giornalista del Corriere della Sera: il governo durerà «a meno che ancora per mesi ci sia gente» che dice “no” a tutto.

Alla Fiera del vino italiano, in pieno territorio del Nord leghista in rivolta contro gli alleati grillini, il solco che divide il governo populista ha segnato una nuova tappa. Matteo Salvini e Giuseppe Conte sono andati al Vinitaly, ma ognuno per conto proprio. Sia il presidente del Consiglio (vicino ai pentastellati) sia il ministro dell’Interno hanno più volte brindato, posato per foto, scambiato battute con i giornalisti ma senza mai incontrarsi, senza mai stringersi la mano dopo gli ultimi contrasti.

Il riferimento polemico è doppio: al vecchio motto dei cinquestelle sulla “decrescita felice” e alla recessione economica in cui è ripiombata l’Italia, unico paese in Europa ad avere questo primato negativo. Qualche giorno fa Salvini aveva lanciato un avvertimento in una conversazione con un giornalista del Corriere della Sera: il governo durerà «a meno che ancora per mesi ci sia gente» che dice “no” a tutto.

Alla Fiera del vino italiano, in pieno territorio del Nord leghista in rivolta contro gli alleati grillini, il solco che divide il governo populista ha segnato una nuova tappa. Matteo Salvini e Giuseppe Conte sono andati al Vinitaly, ma ognuno per conto proprio. Sia il presidente del Consiglio (vicino ai pentastellati) sia il ministro dell’Interno hanno più volte brindato, posato per foto, scambiato battute con i giornalisti ma senza mai incontrarsi, senza mai stringersi la mano dopo gli ultimi contrasti.

Temendo il peggio Luigi Di Maio è corso ai ripari. Il capo politico del M5S, vice presidente del Consiglio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico ha scritto una lettera al Corriere della Sera nella quale propone una tregua al segretario del Carroccio: ha ringraziato Salvini per il sostegno offerto “al cambiamento”; ha riconosciuto le diversità ma c’è «un accordo di base» che sosterrà il governo M5S-Lega fino «al termine del naturale corso della legislatura».

I contrasti sono tanti tra Salvini e Di Maio: Tav, opere pubbliche, sicurezza, autonomia regionale differenziata, castrazione chimica per i reati sessuali, migranti.

L’ultimo dissenso si chiama flat tax, uno dei cavalli di battaglia del Carroccio, in pista solo in parte in favore dei lavoratori autonomi a partita Iva. Adesso Salvini preme per un allargamento della riduzione delle tasse per i lavoratori dipendenti e le famiglie, ricordando di aver accettato di realizzare il reddito di cittadinanza, il progetto bandiera del M5S.

L’avvicinarsi delle elezioni europee di maggio ha esasperato i dissensi tra le due colonne dell’esecutivo presieduto da Conte. I successi della Lega nelle elezioni regionali dell’ultimo anno e il tracollo del Movimento aveva indotto Di Maio ad indurire i toni verso Salvini, accusato di scivolare sempre di più verso l’estrema destra. Adesso è arrivata l’offerta di una tregua. Probabilmente l’esecutivo reggerà fino alle elezioni europee. Poi, contati i voti, si vedrà.

Rodolfo Ruocco
SfogliaRoma

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