domenica, 15 Dicembre, 2019

“Di Notte”, Maria Teresa Chechile l’infermiera-poetessa

0

Nasce a Zurigo, figlia del Sud è dell’emigrazione degli anni ’60. Maria Teresa Chechile ha per sua innata inclinazione una affinità verso la letteratura e le opere filosofiche, tant’è che i suoi studi umanistici la portano ad affinare ed approfondire la sua versatilità nello scrivere e nel comporre, in particolar modo, poesie. Si evince subito di quale e quanta accuratezza ci sia nel cogliere aspetti socio- culturali ed antropologici nei suoi versi. Versi che rivolti all’osservazione del mondo, del muovere dell’essere e dell’essenza di esso all’interno del cosmo, la porteranno a soli 15 anni a comporre la sua prima poesia “Di Notte”.

Tutto nasce da lì. È l’inizio di un nuovo modo di osservare le cose, le persone e le situazioni, consentendole di descrivere ed immaginare un mondo tra incanto e disincanto. “Di Notte” sarà la poesia pluripremiata, da Nord a Sud. Grazie all’incontro casuale con Alessandro  Quasimodo che la includerà nell’antologia dei poeti contemporanei con menzione di merito e l”interpretazione della stessa da parte dell’attore e regista, nonché figlio del premio Nobel Salvatore Quasimodo ed immessa sugli Youtube. Sarà proprio sugli Youtube che il componimento si rivelerà vincente. Superando in pochi mesi le 3000 visualizzazioni. La Chechile esordisce così nel mondo letterario, in tarda età, benché le sue vicissitudini di vita la porteranno a fare altro. Laureata in scienze infermieristiche, si dedicherà con il suo lavoro, ad assicurare cure ed assistenza in campo sanitario. E dopo aver lavorato a Milano, prima all’ospedale San Paolo e poi al Carlo Besta, si trasferirà a Jesi dove attualmente lavora e vive con la sua famiglia da 22 anni. Ma la sua passione per lo scrivere, negli anni non è mai cessata. Altri componimenti la vedranno protagonista con riconoscimento a vario titolo.

Resta “Di Notte'” il suo componimento che comunque la identificherà. Scritta nel suo paese d’origine Atena Lucana, la lirica – come lei la definisce- è la rappresentazione reale e metaforica della vita. E sarà questa poesia che la vedrà al fianco di autorevoli esponenti della cultura come Dato Magradze (poeta georgiano candidato al Nobel), come l’inclusione nella prestigiosa enciclopedia del premio Mario Luzi con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica e nell’agenda dello scrittore della repubblica italiana per l’anno 2020/21.

Nell’agenda le viene dedicata un’intera pagina a riguardo, prossima ad uscire per fine dicembre. Definita dalla stampa locale e regionale come infermiera-poetessa, il termine concilia perfettamente l’unità d’intenti. Quel capire il mondo è quel bisogno di dare e trovare soluzioni alle fragilità dell’essere umano. Il 30 giugno scorso è stato proprio il suo comune Natale a riconoscerle tale merito con l’assegnazione di un premio “Filli di Atena”.

Un riconoscimento all’opera ma anche ad aver contribuito a far conoscere il piccolo Borgo del Vallo Di Diano (ai confini tra Campania, Basilicata e Calabria) ad un più ampio pubblico. In tale occasione non sono mancate le dimostrazioni di stima ed affetto a partire dal presidente del consiglio Regione Marche Antonio Mastrovincenzo, che con un messaggio ha elogiato l’iniziativa e riconosciuto alla poetessa il merito. Poi il sindaco di Jesi Massimo Bacci, che con una lettera ha sottolineato l’importanza della cultura come scambio tra Regioni e la possibilità di un gemellaggio tra le due città. E poi ancora un altro messaggio augurale giunto dal Prof. Armando Ginesi, console onorario della federazione Russa, nonché prof. Emerito di storia dell’arte presso l’accademia di belle arti a Macerata e poi ancora grande ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.

E poi ancora, la Chechile insignita di socia onoraria presso il Circolo Culturale di Marotta, la quale stessa presidente del circolo, prof. Ersilia Riccardi, in occasione dell’evento di “Filii di Atena” ha riportato parole di ammirazione e stima per la poetessa, riconoscendone, attraverso i suoi scritti, la capacità di rappresentare le finezze ed i particolari di un mondo complesso ed allo stesso tempo semplice. E poi ancora altre testimonianze di amici, prelati e quanti la conoscono sia nello svolgimento della sua professione, sia nel tradurre in versi l’osservazione del mondo.

Recensioni da parte di altri autori e dello stesso Alessandro Quasimodo per le sue opere la rendono a tutti gli effetti poetessa contemporanea ma con uno sguardo al passato. Passato che la Chechile rende merito alla sua famiglia per averle insegnato i valori del rispetto, dell’appartenenza e del bene comune.

Maria Teresa Chechile il  20 e il 21 luglio sarà presente al festival dello scrittore a Castiglione dei Pepoli come unica rappresentate della Regione Marche. Una bella vetrina per rappresentare le sue opere. Mentre il 14 settembre sarà a Milano presso la casa delle arti Casa Alda Merini per un evento poetico letterario.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply