martedì, 2 Giugno, 2020

Di rinvio in rinvio, la Tav paralizza il governo

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Lo scontro tra la Lega e il M5S sull’Alta velocità Torino-Lione, con il passare dei giorni, si acuisce rendendo la “politica del rinvio” l’unica possibile via d’uscita. Dilazionare i tempi, rimandare, far finta di discutere, posticipare queste sono le parole d’ordine della maggioranza giallo verde sulle grandi opere e, in particolare, sulla Tav.

In Parlamento, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha vietato a Marco Ponti, il presidente della commissione incaricata dell’analisi-costi benefici sulla Tav, di essere ascoltato dalla commissione Trasporti della Camera.

Questo episodio non è stato bene accolto dal presidente della commissione Trasporti, il leghista Alessandro Morelli, il quale dopo il diniego da parte del ministro Toninelli, ha scritto al Presidente della Camera Roberto Fico per condannare e stigmatizzare il comportamento dell’esponente grillino.

Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha provato a spiegare il suo no in una lettera a Morelli. Prima di poter rendere pubblica l’analisi costi-benefici di Ponti, questa deve essere condivisa con il governo francese e con la Commissione europea. “Sul Tav, nel contratto di governo, è scritto di ridiscutere integralmente l’opera nel rispetto dei patti con la Francia, per farlo”, continua il ministro, “dobbiamo avere i numeri in mano, tra pochi giorni li avremo, penso che a metà febbraio avremo un primo incontro con la commissaria europea ai trasporti e con il ministro francese, poi renderemo pubblica l’analisi in Italia ci sarà il dibattito pubblico e ne discuteremo in maggioranza”.

A questo proposito, per capire meglio il diniego del ministro grillino, si ricordi che Marco Ponti, all’inizio di gennaio aveva dichiarato: “è stata consegnata al Ministro Toninelli e al governo l’analisi costi-benefici sulla Tav Torino-Lione”.

Dalle indiscrezioni filtrate dal ministero, si sa che il documento contiene la bocciatura della Tav, considerando il completamento dell’opera come inopportuno e dai costi troppo esosi.

L’eventuale decisione di bloccare l’opera trova la forte opposizione anche del mondo industriale, economico e della società civile torinese, come dimostrato dalle riuscite mobilitazioni organizzate dalle “madamine” dal titolo inequivocabile: “Si, Torino va avanti”.

Sempre a Montecitorio, il voto sulle mozioni pro-Tav presentate dal Pd e da Forza Italia slitta a metà febbraio, perché la maggioranza non è in grado di raggiungere l’intesa su una mozione comune.

A sostegno dell’operato del Ministro delle Infrastrutture, si schiera Luigi Di Maio, Vicepremier e capo politico dei grillini. Durante un incontro con la stampa ha dichiarato: “ho fiducia in Toninelli che non sta ritardando sull’analisi per un pretesto ma si sta confrontando con la Francia e l’Ue per la ridiscussione dell’opera. Vogliamo tenere quei soldi sul territorio, Torino ha bisogno di una metropolitana, della linea2, poi c’è la Asti-Cuneo”.

Sulle divergenze con la Lega: “sapevamo già di avere differenze di vedute sulla Tav, non capisco perché sia ogni volta una notizia”.

Intanto, domani mattina, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sarà in Valsusa per visitare il cantiere Tav di Chiomonte. Nei giorni scorso il leader leghista aveva affermato, rendendo sempre più evidente la spaccatura nella maggioranza di governo: «sarò al fianco delle forze dell’ordine, a ribadire che i numeri in mio possesso mi dicono che l’opera va completata, sono maggiori i costi nel sospenderla che a ultimarla».

Di fronte a questa paralisi, le opposizioni vanno all’attacco. Per il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino: “Salvini fa bene ad andare al cantiere, io sono andato tante volte ma ci faccia andare Toninelli e poi decidano. È una pantomima che punta solo ad andare oltre il voto delle europee”.

Il capogruppo democratico alla Camera, Graziano Delrio ha annunciato che il Pd “presenterà un esposto alla Corte dei Conti per verificare se lo stop alle gare della Torino-Lione configuri un danno erariale. Al di là delle chiacchiere, rischiamo di perdere i finanziamenti che abbiamo già ricevuto e soprattutto i ritardi nei lavori costano decine di milioni di euro ai contribuenti italiani ed europei. La perdita di tempo come certifica un documento che è in nostro possesso del cda di Telt, cioè della società che deve costruire il tunnel, ha conseguenze molto gravi anche dal punto di vista finanziario”.

Nelle prossime settimane la situazione potrebbe sbloccarsi e giungere ad una decisione definitiva rispetto all’Alta Velocità Torino-Lione che, per forza di cose, scontenterà uno dei due partner del governo giallo-verde e il proprio elettorato.

Paolo D’Aleo

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