mercoledì, 18 Settembre, 2019

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Salvini ribadisce la linea del governo sulla nave Sea Watch concedendo lo sbarco degli immigrati “solo se prenderanno la via dell’Olanda, che ha assegnato la bandiera alla Sea Watch, o della Germania, paese della Ong”. Ma sul caso Diciotti vi è un cambio di linea netto e improvviso da parte del ministro dell’Interno che in una lettera inviata al ‘Corriere della Sera’ spiega di aver agito “nell’interesse pubblico” e perciò chiede che venga negata l’autorizzazione a procedere dalla giunta del Senato facendo venire meno la sfida che aveva lanciato nei giorni scorsi e tornando su posizioni più traquille evitando un ulteriore acuirsi dello scontro istituzionale.

“La mia vicenda giudiziaria – ha scritto Salvini – è strettamente legata all’attività di Ministro dell’ Interno e alla ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale”. “Sono convinto di aver agito sempre nell’interesse superiore del Paese e nel pieno rispetto del mio mandato. Rifarei tutto. E non mollo”.

Una scelta che rischia di creare imbarazzo in casa M5s con i pentastellati che sembrano mettere in dubbio la linea finora sempre seguita del sì all’autorizzazione a procedere: “È evidente – dice il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano – che Salvini abbia cambiato idea o almeno il suo avvocato… Noi M5S lavoriamo con coerenza e abbiamo sempre dato l’autorizzazione a procedere”, detto questo “Conte e Di Maio hanno detto chiaramente che sono dispostissimi a farsi processare insieme, credo che debbano essere parte del processo perché sono scelte collegiali di tutto governo”.

Stessa linea dal ministro Danilo Toninelli: sul caso Diciotti, “abbiamo preso insieme, io, lui, il presidente del Consiglio e l’intero governo italiano del cambiamento la decisione: se processano Salvini, devono processare anche me e tutto il governo”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli ha detto a Mattino cinque, ribadendo che “la scelta è stata di tutto il governo”.

“Io adesso – ha detto invece ad Agorà il parlamentare M5s Emilio Carelli – non so se voteremo sì o no, perché le cose son cambiate in queste ultime ore. Ripeto, a mio parere dobbiamo aspettare quello che si diranno poi Salvini e Di Maio in queste ore”. “Penso che – aggiunge il senatore M5S – noi dobbiamo innanzitutto prendere nota di questo cambiamento di opinione. E’ giusto e anche lecito che una persona possa cambiare opinione. Quindi Salvini chiede ora di non dare l’autorizzazione a procedere. Devo ricordare che il M5S non ha mai negato in passato l’autorizzazione a procedere. Quindi c’è una prassi del Movimento. Detto questo dobbiamo ricordare che la decisione fu collegiale, non fu solo di Salvini. Quindi Conte e Di Maio si dovrebbero ricordare di essersi associati a questa decisione e chiedere a loro volta di essere processati”.

“Salvini ha chiesto libertà di coscienza che però non è la nostra posizione – spiega la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Sarti (M5S) -. Avete già visto quello che ha dichiarato il vicepremier Di Maio domenica sera: la nostra posizione sulle autorizzazioni a procedere credo sia risaputa”. “Poi che questo sia un caso particolare nessuno lo mette in dubbio”, “è stata una scelta condivisa anche con altri ministeri e con il governo”, aggiunge.

La presa di posizione del leader della Lega causa la reazione dell’opposizione. Il Pd con Maurizio Martina attacca via twitter: “Sequestrare persone in mare o in un porto non ha nulla a che fare con l’interesse pubblico. È contro la Costituzione. Salvini gioca allo sceriffo, si sente sopra la legge, ma poi vuole lo scudo del Senato. Si difenda nel processo e non dal processo”.

A commentare la retromarcia di Salvini sul caso Diciotti è anche lo scrittore Roberto Saviano: “Salvini sul caso Diciotti ha infine compreso il guaio grosso in cui si è cacciato a causa del suo cinismo – scrive Saviano su Twitter – . ‘Processatemi, anzi no’ e così il Ministro della Mala Vita si fa scrivere dall’avvocato una lettera che indirizza al Corriere della Sera e in cui anticipa la sua difesa nel processo che il Tribunale dei Ministri vorrebbe fargli per sequestro di persona. Prima era pronto a farsi processare, poi ci ha dormito su e deve averci ripensato… Ma c’è un dettaglio che trovo molto interessante: nella lettera, nella quale Salvini confonde la legalità con il consenso (se mi hanno votato, quello che ho promesso in campagna elettorale posso farlo, anche se violo le leggi), manca qualcosa. Ciò che manca è un riferimento, anche minimo, alla nostra Costituzione, che lui ha consapevolmente violato. Invece – come argomentazioni difensive – abbondano nella lettera i riferimenti a Trattati e Corti Europee. E chi se lo sarebbe mai aspettato da Salvini: rifugiarsi nei trattati europei, proprio lui, il sovranista più puro su piazza. Sta di fatto che il processo inizia a fargli paura; deve essersi accorto – conclude Saviano – , il Ministro (o, più verosimilmente, devono avergli fatto notare), che è diventato troppo ingombrante, soprattutto per gli amici. Da che mondo è mondo, in politica sei necessario fino a quando – magari perché hai strafatto, perché hai tirato troppo la corda – non sei più funzionale”.

Intanto l’ong tedesca Sea Watch ha deciso di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti umani (CEDU) perché valuti se “il governo italiano, impedendo lo sbarco stia violando i diritti fondamentali delle persone soccorse”. Lo rende noto la stessa ong con un lungo comunicato diffuso su Twitter.  “Chiederei il prima possibile un segno di umanità per non doverci vergognare all’infinito per quello che stiamo facendo”. Lo ha detto Giorgia Linardi, responsabile della comunicazione della Ong Sea Watch.  “Le persone a bordo cominciano a mostrare chiari segni di impazienza – ha aggiunto – e uno di loro ha avuto bisogno di essere sedato ieri sera. Questo è quello a cui state costringendo queste persone a due minuti di navigazione dalla costa. C’è chi è scoppiato a piangere e chi comincia a rifiutare il cibo, persone costrette a dormire in 47 in un’unica stanza per ripararsi dal freddo”.

“Abbiamo inviato una diffida alla Capitaneria di porto ed alla prefettura di Siracusa per fare sbarcare i minori proprio in virtù di quel provvedimento che porta la firma dei magistrati della Procura dei minori di Catania”. Lo ha detto Alessandro Gamberini, legale della Sea Watch, poco dopo l’incontro al palazzo di giustizia di Siracusa con il capo della procura di Siracusa, Fabio Scavone, cui hanno consegnato una relazione che ricostruisce i fatti e ribadisce “la correttezza delle scelte del comandante”. “Chiediamo che i migranti – dice il legale della Ong tedesca – scendano perché non esploda un nuovo caso Diciotti. I migranti non devono essere uno strumento di negoziazione, in particolare è poco plausibile che non debbano scendere i minori nonostante le sollecitazioni della procura dei minori di Catania. Non è che si possa in nome della discrezionalità politica ignorare gli obblighi di tutela che ci sono nel nostro Paese”.

La portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud ha confermato, oggi a Bruxelles, che l’Esecutivo comunitario sta “seguendo da vicino” la vicenda della nave Sea Watch 3 e “svolgendo un ruolo attivo per facilitare lo sbarco” dei migranti soccorsi, “come ha già fatto in simili vicende” in passato. “La priorità per noi tutti dovrebbe essere facilitare lo sbarco prima possibile” delle persone a bordo; “la Commissione sta lavorando per questo”, ha detto la portavoce. “La Commissione – ha proseguito Bertaud – crede fortemente che sia urgente trovate soluzioni prevedibili affinché siano sbarcati ogni volta senza ritardo e in modo sistematico” i migranti soccorsi in mare.

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